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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2013


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 



Docenti universitari pinerolesi / 11
Intervista a Sergio Santiano

"Il Teatro Sociale è un bel giocattolo..., ma non si può lasciarlo in mano a persone che non si sa dove si erano cacciate nel corso dell’evoluzione"

 

a cura di Marianna Bertolino
Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.12 - Dicembre 2013

Ci parli di sè e della sue competenze in ambito universitario.
   Sergio Santiano di professione fa, da sempre, il flâneur; come attività collaterali insegna presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, scrive saggi, commedie e romanzi; questi ultimi, secondo l’opinione più diffusa, con effetti disastrosi, e ne avrà la dimostrazione - se ce ne fosse bisogno - chi leggerà E se a Venezia...; si hanno fondati sospetti che la vendita supererà solo di poco il milione di copie.

Vive tra Torino e Venezia (dove ha insegnato per sei anni presso il Dipartimento di Storia e Critica delle Arti, Musica e Spettacolo, della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’ Foscari).

Posso ancora dire che ho avuto un’involuzione: da "architetto-demiurgo" al limitato ambito della "Rappresentazione": Teatro e Musei. Per i musei ho istituito e diretto, presso la Facoltà di Architettura di Torino, il primo - o uno dei primi - Corso di Perfezionamento in Museografia.

Il teatro e la scenografia, un campo che affascina molto i giovani, anche del Pinerolese: un consiglio ai giovani che vogliono percorrere questa strada?
    Sia per la recitazione, sia per la tecnica di palcoscenico, occorre partire dalla "gavetta"; ciò non vuol dire che si debba iniziare ex abrupto recitando "Il pranzo è servito", oppure fare il "trovarobe": le buone scuole aiutano a far bene la gavetta. Il sottoscritto e l’arch. Càntele da tempo hanno proposto all’Amministrazione Comunale l’istituzione, d’intesa col Teatro Stabile di Torino, di un master in recitazione e di uno in tecnica di palcoscenico. Ma la distanza che separa Pinerolo da Torino è lunga 40 chilometri più alcuni secoli: per questo motivo mai è stato dato seguito alla proposta. Questa cosa è stata fatta ad Asti dal mio amico Francesco Fassone. Rende sia in termini di Cultura, sia di "cassa".

Lei ha seguito i lavori di restauro di Palazzo Vittone: è soddisfatto di quanto è stato fatto finora o è stato raggiunto solo un risultato di "facciata"? Cosa c’è ancora da fare?
  
Ho celebrato il ventennale dell’"affare Vittone": nel 1994 elaborai, assieme al compianto prof. Mario F. Roggero, il progetto di ristrutturazione e rifruizione in funzione museografica dell’ex-Ospizio dei Catecumeni; conosco il monumento pietra per pietra; ne ho scritto e progettato.. Sotto l’Amministrazione Covato mi è stato conferito l’incarico di elaborare il progetto esecutivo del primo dei tre lotti in cui il progetto era stato suddiviso. Non si può dire che l’esecuzione del primo lotto sia solo una questione "di facciata" perché opere importanti sono state realizzate. Ora però occorre procedere con il secondo lotto altrimenti, tanto per dirne una, il prezioso paramento murario faccia a vista andrà perso per sempre.

Un giudizio sui musei del pinerolese.
  
Abbiamo dei musei di buona qualità che potrebbero contribuire ad una "espansione" della Cultura nel paesaggio, se solo costituissero delle "connessioni": le nozioni sono importanti, ma se non si è capaci di fare delle connessioni restano lettera morta. Il discorso sarebbe lungo, ma, sintetizzando, la museografia contemporanea considera il processo espositivo - in museo e in mostra - come la presentazione della sintesi di una ricerca. Purtroppo ho constatato che si parla spesso di "polo museale" e di "museo diffuso" senza conoscerne il vero significato.

Parliamo di Teatro Sociale: è tornato agli splendori del passato, per lo meno per quanto riguarda la qualità degli spettacoli, o c’è ancora qualcosa che non funziona, specie nel costo di gestione e nel pieno utilizzo?
  
Il sindaco Covato ha nominato il sottoscritto e l’arch. Càntele rispettivamente consulenti direttore artistico e direttore tecnico (a titolo gratuito): la legge che disciplina le consulenze vuole che possano essere affidate solo " [...] ad esperti di particolare e comprovata specializzazione [...] ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore [...]", e noi rispondiamo ampiamente a questi requisiti. Il Teatro è un bel giocattolo, ma estremamente complesso e difficile da gestire; non lo si può, interpretando la Legge, lasciarlo in mano a persone che non si sa dove si erano cacciate nel corso dell’evoluzione della specie, o di cui si possa solo certificare che hanno il pollice opponibile. Nel corso degli anni in cui abbiamo operato, abbiamo portato in palcoscenico, sempre con l’attivo conforto - solo alcune poche volte con lo sconforto - dell’assessore alla cultura, grandi attori e grandi opere: un gran bel curriculum per il Sociale. Il sindaco Buttiero ha dichiarato su "L’Eco del Chisone" la nostra conferma quali consulenti. Sino ad oggi, però, non abbiamo ricevuto il relativo decreto. Confidiamo che venga posto riparo a questa dimenticanza perché un teatro senza direzione è un’anomalia che viene rilevata con stupore da tutte le compagnie (con danno di immagine); il che, non solo "fa cadere la faccia per terra" all’Amministrazione, ma contribuisce ad usare questo "giocattolo" nel modo meno acconcio il che significa non dare uno status di gestione ordinato, competente e coerente in ogni sua parte; il che potrebbe anche consentire di risparmiare quattrini.

Per quanto riguarda il costo di gestione, devo dire che è fra i più bassi se confrontato con i teatri a gestione pubblica che operano in Italia. E qui devo render merito all’assessore alla cultura. Non dimentichiamo che il Teatro è un servizio pubblico, e come tale va considerato nei suoi bilanci. Pretendere che "guadagni"(e forse potrebbe farlo il Sociale se si attuassero le proposte da noi fatte in questi ultimi anni) sarebbe come pretendere che "guadagni" la scuola pubblica. Il guadagno consiste nella formazione di persone colte, attive e fortemente interessate alla crescita del Paese: allora, se facessimo i conti, ci accorgeremmo che nell’indotto si riscontrerebbe un vero guadagno anche in termini monetari.

Lei come docente al Politecnico ha seguito diverse tesi incentrate sull’architettura locale, una del 2007 sul Türck. Dopo l’ultimo incendio e la probabile demolizione, come si immagina o come vorrebbe quest’area?
  
Le tesi di laurea sul Türk di cui sono stato relatore - alcune, molto puntuali, sono state quelle degli arch. Raso e Ricchiardi -, prevedevano un misto di residenziale e "culturale": la civica biblioteca, luoghi per rappresentazioni - mostre e teatro -; ora la situazione è mutata sia per la ridottissima richiesta del residenziale, sia per l’acquisizione della caserma Bochard di San Vitale.

E allora, che fare? Mah! Una giusta quantità di residenziale e un Pinerolese "Central Park" attrezzato: un laghetto, e ampi spazi per i bambini per correre, giocare al pallone, andare in bicicletta. Tutte cose che non si possono più fare nei cortili ed in città. E darei pure spazio ad un Napoleonico "Salon des refusés" per giovani (e meno giovani) artisti e teatranti che non troverebbero, suppongo, spazio nella Bochard.

Parliamo più in generale di Pinerolo: qual è la cosa che più la indigna e quella invece che apprezza di più?
  
I miei "cahiers de doléances" sarebbero troppi e prenderebbero troppo spazio; esprimo solo due delle cose che mi causano rammarico: la soppressione della linea ferroviaria per Torre Pellice; anche qui si dimentica sia il "servizio pubblico", sia il pazzesco incremento del trasporto su gomma. 

Un altro rammarico, più piccino, ma non meno importante consiste nel fatto che l’Amministrazione Comunale non risponde alle lettere dei cittadini; in risposta pare che si ricevano solo lettere dall’Ufficio Tributi. Altro rammarico lo provo quando vengo colto dall’impressione (solo una vaga impressione) che qualcuno, all’interno dell’Amministrazione, sia più affezionato a quella che i tedeschi chiamano Shadenfreude: (il piacere di veder fallire progetti non proposti da loro), che non impegnarsi a fondo per consentire la realizzazione di progetti certificati come validi.

La cosa che apprezzo di più? Il suono delle campane, le "Potenti e dolci voci del Cielo..." di Goethe.

In città e in tutto il territorio si avverte il bisogno di grandi idee (soprattutto servono all’amministrazione) per dare un’identità, una specie di appiglio su cui progettare. Lei ne ha qualcuna da proporre?
  
Le "grandi idee" sono necessarie, ma trovo più efficace affiancarle a tante "piccole idee" di qualità. Non solo ho una "grande-piccola" idea da proporre, ma ho lavorato, con l’Associazione "Koiné" - di cui si è molto parlato nella stampa locale e nazionale - per circa 15 mesi alla realizzazione della mostra "EQUUS, il cavallo nella storia dell’arte" cui sarebbe stata affiancata la commedia "EQUUS" di Peter Shaffer . Grazie anche alle mie conoscenze e credibilità nel milieu ho avuto la disponibilità ad ottenere in prestito d’uso opere importanti dai grandi musei Europei in un percorso che va da San Pietroburgo sino al Palazzo Reale di Napoli. Solo con i reperti che mi hanno concesso gli amici del British Museum si potrebbe fare una mostra. Contribuirebbe a rilanciare Pinerolo come la "Città della Cavalleria"; contatti anche con Saumour e i Lippizzaner di Vienna che sarebbero disposti a venire a Pinerolo. Per il momento si sta in pausa per la difficoltà di reperire i fondi: fondi che andrebbero richiesti con maggiore energia. Ora riprenderemo il discorso. E speriamo in bene.

Parlare di pinerolese ha ancora senso? Non trova che sia una definizione che non rispecchia la realtà fattuale di un territorio in crisi che non gravita più come in passato su questa città e che invece bisognerebbe ragionare (pensare e progettare) perlomeno usando il binomio pinerolese-torinese?
Penso proprio di sì.

Per concludere un giudizio sul nostro centro storico e sulle sue potenzialità turistico-culturali.
   A percorrere il centro storico viene il magone nel vederlo svuotato da ogni tipo di attività. Ho ascoltato le dichiarazioni del sindaco sulla sua rivitalizzazione, e se fossero mantenute verrebbe senz’altro potenziato anche il turismo.