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Dicembre 2013


Dialogo tra generazioni
 
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 Personaggi

Per meriti scolastici


Marta Massel Alfiere del lavoro

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.12 - Dicembre 2013

 Marta Massel, di Pomaretto, a metà ottobre ha ricevuto dalle mani del Presidente della Repubblica l’onorificienza di Alfiere del lavoro per meriti scolastici. I giornali locali hanno parlato abbondantemente di lei e vogliamo farlo anche noi, alla luce di conoscenze un po’ più dirette.

Se non sbaglio tu sei uscita dal percorso delle superiori con una media di 10 in tutte le materie, compresa Educazione fisica. La classica secchiona si direbbe. È così, ti ritrovi in questa classificazione?
A dire il vero, questo appellativo mi ha sempre dato piuttosto fastidio e, per quanto abbia dedicato molto tempo allo studio, non credo di rispondere alle caratteristiche della secchiona, se con questo si intende un individuo che non ha altra ragione di vita al di là del successo scolastico.

Per chi ti conosce, tu sei la studentessa-modello che nonostante la bravura non se la "tira", come a volte succede quando uno è così bravo, ma sei disponibile ad aiutare i compagni meno dotati. Che cos’è per te la solidarietà?
Per quanto mi riguarda, la solidarietà è il tentativo di aiutarsi reciprocamente, di rendersi utili al prossimo in un mutuo scambio di idee, abilità, conoscenze, senza dover per questo individuare un elemento "più dotato" rispetto agli altri, dato che chiunque, magari in un frangente diverso, potrebbe trovarsi in difficoltà e avere, quindi, bisogno dell’altrui soccorso e sostegno.

Tu sei brava per la "potenza dei cromosomi paterni-materni", come diceva don Milani, o perchè lo studio è una passione, un qualcosa che ti dà soddisfazione?
Probabilmente sono più portata per lo studio che non per le attività manuali; soprattutto, però, penso che, per quanto quest’attività comporti impegno e fatica, alla fine le soddisfazioni che ne derivano sono molte. Inoltre, ritengo sia importante studiare anche per avere i mezzi necessari per formarci il più possibile un’opinione critica e fondata sulle cose.

L’abitare in un piccolo paese, dove tutto sommato non ci sono grossi svaghi e da dove i giovani vorrebbero fuggire quanto prima e quindi la formazione e lo studio sono i presupposti per fare ciò, può essere considerata una motivazione per il tuo forte impegno?
No, non direi: al contrario, sono piuttosto contenta di vivere in un paese ancora "a misura d’uomo", anche perché, pur essendo piccolo, Pomaretto ed i comuni limitrofi offrono comunque svariate possibilità di svago, dallo sport a eventi culturali di buon livello. D’altro canto, questo non significa che io non abbia preso in considerazione l’idea di dovermi spostare, anche perché, a fronte della scelta universitaria effettuata, non viaggiare sarebbe fortemente limitante.

Una domanda più frivola: che cosa ti è piaciuto o non piaciuto del Palazzo?
Le pareti con i loro affreschi e il soffitto ligneo a cassettoni del Salone dei Corazzieri, dove si è svolta la cerimonia, sono decisamente notevoli.