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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2013


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 

 

Intervista al nuovo segretario del PD Luca Barbero

"Un bilancio comune di metà mandato è necessario"

 

a cura di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.12 - Dicembre 2013

  Luca Barbero, 44 anni, è il nuovo giovane Segretario del Circolo del PD di Pinerolo. Gli abbiamo rivolto qualche domanda sulla sua elezione e sul suo partito.

La sua elezione a Segretario è avvenuta all’unanimità: quale il significato di questo voto coeso?
  
Beh, certamente il fattore fondamentale è stato l’essere io l’unico candidato. Certo non c’erano visioni unanimi sulla futura strada che il PD dovesse prendere nel circolo di Pinerolo, ma non c’era nessuno disponibile a rivestire questa carica. Non nascondo poi che un altro fattore determinante può essere stata la mia pregressa esperienza alla guida di altri circoli di partito dal 1998 al 2007.

Visto l’ormai imminente congresso nazionale, quali sono le correnti nel circolo di Pinerolo a sostegno dei vari candidati per la Segreteria nazionale?
  
Premettendo che io personalmente, vista la mia nuova carica, ho deciso di non sostenere nessun candidato pubblicamente, nel circolo se la giocano abbastanza equamente Renzi (41 voti) e Civati (40 voti). Tuttavia un dato molto positivo di questa campagna elettorale pre-congressuale è il rinnovato entusiasmo, anche tra i giovani, che ha creato il dibattito politico. Infatti si è creato un bel gruppo giovani a sostegno di Renzi, che ha portato avanti un dibattito molto acceso e interessato. Inoltre, questa esperienza dovrebbe far riflettere non solo il PD, ma tutta la politica italiana, sulla necessità di aprire almeno un po’ le prospettive verso una partecipazione degli iscritti almeno nelle scelte strettamente politiche interne ai partiti. La speranza e la nostra sfida sarà quella di non fare spegnere questo entusiasmo dopo il Congresso.

Il suo impegno politico si può dire sia quasi dinastico: qual è stato il ruolo dei suoi genitori nelle sue scelte politiche?
  
Certamente il ruolo giocato dai miei genitori nella mia formazione politica è stato fondamentale. Sono cresciuto frequentando sedi di partito e non avendo problemi ad affrontare tematiche politiche. Certo qualcuno potrebbe dire che io abbia avuto talvolta facilitazioni dovute al mio nome, e direi una bugia se negassi ciò. Tuttavia, come ha potuto dimostrare il mio buon risultato elettorale, ciò che paga di più non è tanto il nome, bensì la passione, l’impegno e il tanto tempo che si dedica ad un progetto. Ecco perché posso quindi affermare con sincerità che le forme di nepotismo sono un pericolo per la democrazia (basta pensare alla proposta avanzata in questi giorni della staffetta tra Silvio Berlusconi e la figlia Marina).

Come si immagina la città di Pinerolo il nuovo segretario del PD?
  
Mi immagino e desidero una città più aperta, capace di interpretare le istanze culturali ed economiche in modo meno rigido. E a questo fine noi, partito politico, dobbiamo cercare di sollecitare azioni e correggerne altre, pur consapevoli tuttavia che la sfera del potere delle decisioni ce l’hanno Sindaco e Giunta.

Veniamo allora al Sindaco Buttiero e alla sua Giunta, di cui peraltro ogni tanto si vocifera di una sua presa di distanza. E’ una Giunta che ascolta la sua maggioranza o è troppo autoreferenziale? Oppure è ancora vero, come un tempo, che i partiti politici vorrebbero etero-dirigerlo?
  
Non critico il Sindaco e il suo operato, in quanto so bene quanto sia complicato amministrare in questi tempi di assoluta incertezza economica e soprattutto normativa. Infatti, molto spesso le Giunte brancolano nel buio, non sapendo quali nuove tasse potranno cambiare nome e modalità a distanza di poche settimane. In questo clima di assoluta incertezza, potrebbe sembrare (e purtroppo un po’ è così) che non si programmi nulla, che non si abbiano idee di lungo termine. Purtroppo però, bisogna fare i conti con la supremazia del Bilancio, che è molto spesso del tutto inconciliabile con la programmazione.

Che i partiti vogliano etero-dirigere la Giunta non è vero. O meglio, il programma elettorale stesso è l’unica forma di decisione coesa, che veramente influenza le azioni del futuro Sindaco. Ecco perché sarebbe buona cosa procedere seriamente a un bilancio di metà mandato, per fare il punto su ciò che si è fatto e cosa sia invece ancora da fare, evitando così almeno in parte l’eccessiva autoreferenzialità che può colpire la Giunta. A questo proposito, si dovrebbe procedere anche ad un consapevole e ponderato "rimpasto degli Assessori", non soltanto spostandoli da un assessorato a un altro, ma facendo emergere le vere competenze di ciascuno.

Quali idee concrete negli anni a venire per un territorio in decadenza come il nostro?
  
Io continuerei a puntare molto sul progetto della "Smart City", per capire come modificare l’approccio di pianificazione territoriale e urbanistica. Questo laboratorio di idee, con gente che studia nuove possibilità di cambiamento, porterà, io credo, buoni frutti per dare un volto nuovo e più appetibile al nostro territorio.

Politicamente poi, insieme al mio partito, vorrei ragionare sul tema molto delicato delle politiche dell’immigrazione, a partire dalla legge Bossi-Fini. Inoltre, a livello politico locale, mi piacerebbe ri-allacciare i rapporti con alleati storici come l’IDV e SEL.

Vista la sua esperienza politica fin da giovane, quali proposte ha per i giovani di Pinerolo?
  
Nonostante alcuni tentativi di coinvolgimento dei giovani operati dall’amministrazione ormai circa 20 anni fa, bisogna prendere atto che oggi Pinerolo manca di una vera "politica per i giovani". Certo si è creato il Consiglio Comunale dei Ragazzi, ma questo non coinvolge che una minima parte dei giovani. Bisogna cercare di riattivare le varie e molteplici esperienze dei giovani che un tempo facevano del nostro territorio un’entità viva. Penso a una Consulta o altro modo per dare loro spazio per attività indipendenti che, tuttavia, hanno un ritorno anche sul territorio. I giovani che si interessano alla vita del proprio territorio, infatti, non faranno che amarlo e migliorarlo.

Una domanda un po’ maliziosa: lei è architetto, come altri in Comune. E’ vera la diceria che si è affermata negli anni che per fare carriera nella professione bisogna fare una tornata in Consiglio comunale?
  
Al momento in verità io sono l’unico Architetto in Consiglio Comunale. E mi sento di dire che liberi professionisti che facciano politica per ottenere visibilità o un proprio tornaconto non ce ne sono oggi. Un tempo magari sì, ci furono persone che ebbero un notevole slancio lavorativo passando dalla porta del Consiglio Comunale. Oggi però a Pinerolo direi che grandi potenze e lobby imprenditorial-corporative non ce ne sono.