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Pinerolo Indialogo

Dicembre2013


Dialogo tra generazioni


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 Serate di Laurea 


 

Serate di laurea con Chiara Costa

L'affido tradizionale in Benin

 

 di Marianna Bertolino

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.12 - Dicembre 2013

   Durante la serata del 29 novembre ha presentato la propria tesi di laurea triennale Chiara Costa, dottoressa in Comunicazione Interculturale e prossima alla laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia.

La tesi, dal titolo "Il fenomeno vidomegon a Cotonou. Una pratica di affido tradizionale nel Benin meridionale", è il risultato di uno studio condotto nello stato africano tra il 2009 e il 2010, quando la studentessa ha partecipato a un programma di servizio civile. Il fenomeno vidomegon, che in lingua fon - una delle numerose lingue parlate all’interno dello stato - significa "bambino affidato presso qualcuno", è stato ricompreso nel più ampio dibattito riguardante la circolazione infantile. Il vidomegon è una pratica che si suole definire "tradizionale", in quanto nelle comunità locali si usava donare una bambina affinché accompagnasse la neosposa nel villaggio del marito (poiché secondo le regole matrimoniali era in vigore la patrilocalità), che ha assunto nel tempo un’accezione educativa: le famiglie delle zone rurali davano un proprio figlio (più frequentemente maschio) a un nucleo famigliare cittadino, in modo che egli potesse avere maggiori chanches di crescita e di miglioramento sociale. Tuttavia, a seguito dell’indipendenza dal regime coloniale francese e dell’indebitamento internazionale di molti paesi africani, tra i quali anche il Benin, tale pratica ha subito nuovamente un cambiamento facendo sfumare la distinzione, già per altro non così netta, tra child work e child labour e comportando uno sfruttamento di tali bambini, incrementato anche dall’aumento della disparità tra città e campagna.

Chiara ha conosciuto tale realtà grazie al progetto di servizio civile che le ha permesso di lavorare a stretto contatto con ragazze vidomegon, le quali si ritrovano a 13 anni a dover affrontare una realtà di ricollocamento lavorativo e sociale, in quanto espulse dalle famiglie tutrici. Poiché le cause di esclusione sociale di queste ragazze sono molte (mancanza di competenze educative e linguistiche, stigma sociale per chi ha subito abusi sessuali o si è trovata a doversi prostituire per sopravvivere), il progetto ha mirato a fornire quelle conoscenze riguardanti alcuni mestieri e saper-fare, nonché l’apprendimento delle lingue, da quella fon a quella francese. Grazie all’approccio antropologico, con il quale è possibile interrogarsi sulla polisemicità degli sguardi che i filtri culturali veicolano, la studentessa ha potuto riflettere su alcuni interrogativi, primo tra tutti: come mantenere la trasmissione di un valore o di una pratica culturale quale quella vidomegon del passato, che è comunque tuttora viva e si potrebbe definire sana, contrastandone però le devianze?

La tematica della circolazione infantile, che è universale se si guarda alle pratiche legali di affido e di adozione, ha toccato il pubblico con un dibattito molto sentito nel quale diverse realtà storiche e attuali sono state messe a confronto.

L’appuntamento per la prossima Serata è fissato per fine gennaio 2014, presso la nuova sede di Onda d’Urto in via Vigone 22.