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Dicembre 2013


Dialogo tra generazioni

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 Sociale & Volontariato 


La prevenzione degli incidenti stradali

Ali d'Argento: un video per ricordare e per prevenire


a cura di Elisa Campra
Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.12 - Dicembre 2013

  L’Associazione ALI D’ARGENTO è stata fondata in memoria di tutte le persone che hanno perso la vita a causa di incidenti stradali. Attraverso spettacoli di beneficenza, concerti e soprattutto interventi in ambito scolastico opera per sensibilizzare la società, specialmente i giovani a una guida più sicura e prudente onde evitare i rischi in cui sono incorsi i loro figli. Con i fondi raccolti hanno realizzato il monumento in piazza don Milani e un video per un discorso di prevenzione degli incidenti, che sarà proiettato lunedì 9 dicembre in via Bignone.

Incontriamo la presidente di Ali d’Argento Pina Pennisi e lo scultore Ciro Cirri

Quando è nata l’associazione e quali sono gli scopi?
L’associazione nasce nel 2009 con l’intento di sensibilizzare i giovani, ma non solo, rispetto al dramma degli incidenti stradali. Si cerca dunque di far comprendere quanto sia importante rispettare il codice della strada e non abusare di sostanze quali alcool e droghe.

In occasione della Giornata dedicata alle vittime della strada, 17 novembre, l’Asaps ha diffuso i dati sulla sicurezza stradale. Nel 2012 in Italia ci sono stati ben 3.653 morti (quasi 10 al giorno), un trend tra i peggiori in Europa. C’è ancora molto da fare per ridurre questi morti. Voi di Ali d’Argento che cosa fate?
Cerchiamo di coinvolgere le persone con raccolte di fondi o realizzando spettacoli che aiutino a focalizzare l’attenzione su questo importantissimo tema.

Nell’associazione siete quasi tutte mamme che hanno perso un figlio in giovane età. Sorge allora la domanda: le vittime della strada sono soprattutto giovani oppure no?
Purtroppo la maggior parte delle vittime sono giovani, la cui età va dai 18 ai 30 anni.

La causa dei loro incidenti è da attribuire all’abuso di alcool e di droghe, o anche ad una società frenetica come quella di oggi, che spinge chiunque a vivere all’eccesso?
Gli incidenti sono certamente causati anche dall’uso di sostanze stupefacenti o di alcool, ma è importante ricordare che c’è molto lavoro da fare rispetto alle stesse strutture: un grande pericolo è costituito dalle strade dissestate, dalle poche precauzioni che si prendono per ridurre la velocità e dalla mancanza di protezioni adeguate.

Avete anche realizzato attraverso l’opera dello scultore Ciro Cirri e del regista Maurizio Fedele un monumento sito in piazza don Milani ed un video. Come è nata l’idea?
Il monumento è stato costruito per ricordare le vittime della strada, ma non solo: è infatti un mezzo attraverso cui sensibilizzare e fare in modo che le persone si interroghino su ciò che può accadere, ma è allo stesso tempo una celebrazione di ciò che la vita offre e che non dovrebbe venire cancellato con un incidente d’auto. È un monumento alla vita.

Il video è stato realizzato in modo magistrale da Maurizio Fedele. Abbiamo cercato di raccogliere testimonianze non solo dei parenti delle vittime della strada, ma anche il punto di vista di molti giovani, chiedendo quale fosse la loro opinione sull’argomento, intervistando addirittura ragazzi ubriachi durante serate di festa a Torino. Lungo tutta la ripresa, che dura 48 minuti, si snoda inoltre la testimonianza di una ragazza sopravvissuta ad un incidente, Silvia de Maria. La caratteristica fondamentale di questo video è il voler raccogliere la realtà dei fatti, delle testimonianze e delle opinioni, senza l’inserimento di elementi quali musiche o, ad esempio, effetti in bianco e nero per rendere più "sentito" ciò che si vede. È filmata la pura realtà.

Quali obiettivi avete a breve termine?
Quello di creare un cofanetto del video stesso, con la possibilità di spedirlo ovunque, anche all’estero, per sensibilizzare più persone possibili rispetto al tema che guida la nostra associazione. Il problema fondamentale è però trovare i fondi per farlo; così come per la realizzazione del monumento, per portare lontano il nostro messaggio c’è bisogno di un aiuto.