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Febbraio 2013


Dialogo tra generazioni


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 Giovani & Lavoro 

 

 


Nadir Bertone si racconta 

Per trovare lavoro conta non solo lo studio ma anche l'esperienza

 di Giulia Pussetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.2 -Febbraio 2013

  Trovare un lavoro con la disoccupazione che c’è in giro non è facile. Chi il lavoro ce l’ha se lo tiene stretto e ci pensa bene prima di cambiare anche se gli si offre l’occasione. Eppure non tutti seguono questo schema dominante..Nadir Bertone (27 anni) è uno di questi. Lo intervistiamo per farci raccontare il suo percorso lavorativo.

Per cominciare parlaci di te, del tuo curriculum di studi e lavorativo.
Io ho svolto studi professionali, ho un diploma di perito informatico che ho conseguito presso L’ITIS J.C. Maxwell di Torino. Volevo imparare il linguaggio di programmazione anche se il mio sogno era quello di fare autronica ovvero elettronica applicata all’auto, però purtroppo non c’era il corso quindi ho cercato di avvicinarmi al ramo più vicino.

All’epoca l’Itis Maxwell era l’unico istituto certificato Microsoft: ho svolto corsi di certificazione Microsoft tramite i quali ho vinto il concorso piemontese di Excel e sono stato selezionato per il concorso a Roma dove il vincitore avrebbe avuto di diritto uno stage in Canada alla Microsoft. Mi sono diplomato nel 2005 e dopo un mese sono stato contattato da una ditta di forniture industriali. Fornivano la Fiat, il Comitato Olimpico e le Ferrovie dello Stato. Mi occupavo dell’ufficio acquisti anche se non avevo studiato per quella mansione. Dopo sei mesi avevo preso dimestichezza con il lavoro. Nel frattempo però ero venuto a sapere che il mio capo tratteneva dalla mia busta paga 250/300 euro mensili. Mi licenziai immediatamente rimanendo a casa. In quel periodo ho lavorato aiutando mio papà nella sua officina meccanica per due mesi. Nel frattempo inviavo ovunque il mio curriculum. Un ditta di Piscina aveva bisogno di un disegnatore auto. Appena venni a saperlo mi presentai e feci un periodo di prova di due settimane, ma quel lavoro non mi piaceva e quindi decisi di non accettare l’impiego (Bisogna considerare che in quel periodo non c’era ancora la crisi di adesso).

Più avanti era venuto a mancare il responsabile magazzino officina della Sara, la Concessionaria Ford di Frossasco. Mi presentai con il mio curriculum. Ho lavorato lì per sette anni.

Tu di recente hai cambiato lavoro. Ci racconti com’è avvenuto, cosa ti ha spinto a cambiare?
L’ambiente lavorativo alla Sara non mi piaceva più perché non era inerente alle mie capacità ed al mio carattere. Mio papà, meccanico, si serviva da Punto Auto, negozio di autoricambi. Parlando con Marco, il proprietario, era uscito il discorso della necessità nel negozio di una figura preparata sul piano informatico, in quanto la parte informatica stava crescendo a dismisura.

Ora lavoro presso questa attività da qualche mese e mi sento molto più appagato.

Oggi fa più fatica a trovare lavoro un giovane che ha studiato o un giovane con una professionalità acquisita?
Io credo faccia più fatica chi ha studiato perché ora come ora tutti richiedono figure giovani e anche con esperienza.

Certo poi tutto dipende dal tipo di lavoro. Sono dell’idea che figure come l’elettricista oggi sono abbastanza richieste. Certo ci vuole un aggiornamento continuo perché l’elettronica e la tecnologia evolvono continuamente.

Qual è secondo te la strada da seguire da parte di un giovane pinerolese per trovare lavoro?
Ciò che mi ha aiutato di più oltre lo studio è stato andare a lavorare con mio papà d’estate. Perché ho imparato tante cose e ho avuto un contatto diretto con il mondo del lavoro. Ai colloqui era una cosa che notavano molto, un ottimo biglietto da visita. Mi è tornato utile sia al colloquio alla Sara che alla Provato Impianti.

Gli stage, i bandi, i curriculum da presentare..qual è secondo te la strada che è più opportuno seguire?
Presentarsi ovunque possibile per dare il proprio cv; anche gli stage sono importanti se validi. Poi c’è discorso di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Contano moltissimo la presenza e le proprie abilità concrete. Al primo colloquio in una ditta eravamo in due a contenderci il posto: io appena diplomato, l’altro ragazzo plurilaureato in economia. Hanno scelto me per via dell’esperienza lavorativa con mio papà. Avevamo fatto un mese di prova e in quel periodo la ditta era chiusa per inventario, io riuscivo a svolgere molto più lavoro rispetto all’altro ragazzo. Ciò non toglie che il famoso "pezzo di carta" è pur sempre indispensabile.

C’è comunque da tenere in mente che conta sempre a favore o sfavore il periodo economico nel quale si cerca lavoro. Ho un fratello e una sorella di 20 anni ed entrambi benché ben preparati sono a casa senza lavoro.

Hai mai pensato di andare all’estero?
Sì, in Australia, ma più che altro per la mia passione, la musica. E poi perché so per esperienza di altri che ci sono buone prospettive lavorative.

Nel pinerolese, secondo la tua esperienza e il passaparola di amici, quali lavori tirano maggiormente ?
Elettricisti a quanto vedo, mentre non tanto la ristorazione. Suono in un gruppo e girando per locali non vedo molta affluenza.

Credo anche sia ottima la scelta dell’edilizia specializzata, l’artigiano/artista che esegue un lavoro diverso, piastrellisti che fanno pavimentazioni per esempio in silicone… Questo perchè se da un lato ci sono tantissimi poveri, esiste anche una nicchia di ricchi che richiedono lavorazioni particolari, un mix tra alta tecnologia e manualità.