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Pinerolo Indialogo

Febbraio 2013


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 

 

Come votano i giovani 


Smettiamola di votare le facce dei politici

 

di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.2 -Febbraio 2013

   E’ nuovamente tempo di elezioni e molti giovani maggiorenni per la prima volta esprimeranno le loro preferenze. E certo il panorama confuso e molto variegato di candidati da un lato non semplifica le scelte, ma dall’altra è sintomo dello storico amore italiano per le differenze. Pregio o difetto che sia questo mancato bipolarismo, vedetelo voi. Insomma bisogna di nuovo scegliere. Ma scegliere cosa? Innanzitutto sia ben chiaro che noi scegliamo un’idea. Nessuna persona verrà eletta e nominata per merito direttamente nostro. Ma a noi pare proprio irresistibile parlare di facce, confrontarci e dire che Berlusconi è un brutto tipo, Vendola è ridicolo nel suo modo di parlare, Monti invece eh sì è una persona per bene. Per non parlare di Grillo, di cui appunto si parla in modo personalissimo, senza essersi mai preoccupati di leggere il programma del movimento 5 stelle. Questo errore enorme del personalismo della politica, questo votare una faccia, meglio se sorridente, ringiovanita e rassicurante è ciò che ci ha portato al totale disinteresse verso la politica. Dire "sono tutti uguali" senza aver mai letto un loro programma, senza essersi informati sulle loro riforme è un pericolo enorme. Perché è sfruttando questa totale indifferenza che nascono gli assolutismi. Quindi c’è bisogno di andare a votare informati. E meglio se informati da più fonti. Solo guardando la tv in questo periodo dovremmo votare tutti Berlusconi. Lui che, ieri dice "non mi ricandido", oggi viene condannato a quattro anni di carcere, e domani guarda caso afferma di non poter lasciare che la sua Italia finisca nelle mani degli incapaci di sinistra e che torna per fare le riforme della giustizia per togliere potere ai magistrati. A quegli stessi giudici che l’hanno condannato ieri. E questo pare a molti una persona onesta?! Certo poi toglierà l’IMU, ma solo per rimetterla verso fine legislatura come nel suo precedente governo. E Bersani dall’altra parte cerca di non sbilanciarsi troppo in promesse. E forse è meglio così. Meglio sapere in generale quale sarà l’indirizzo percorso dal suo governo, che avere solo slogan populisti alla Berlusconi o peggio ancora in stile Lega Nord. Di quest’ultima non parlo. Perché a chi accusa Grillo di essere fascista, vorrei solo ricordare chi con manifesti da 15 anni insulta con offese razziste immigrati e meridionali. Queste persone (oltre al fallimento della loro politica federalista guardate tutti i tagli ai servizi fatti da Cota in nome della valorizzazione degli enti locali e del motto "i nostri soldi rimangano qua"!), queste persone, dicevo, in un paese civile vero, non sarebbero certo in Parlamento. Poi abbiamo Monti. Il Professore è ben poco attaccabile sul piano personale. Con lui sì che bisogna leggere il programma e confrontarsi sulle idee. E quando leggiamo e vediamo che lui, dopo aver fatto riforme del lavoro, delle pensioni e inserito l’IMU, dice che sarà tutto da rivedere perché così non va, beh, forse un po’ di credibilità la perde anche lui. Lui che ha detto di aver scelto personalmente persone capaci da candidare per il suo governo e tra queste compare la Pellegrini, ottima sportiva, per carità, ma di politica quanto se ne intende lo sa solo lui. Non è forse la stessa cosa che mettere in lista belle donnette, capaci solo di far presenza?! Una novità insomma… E poi per chi è stufo di votare i soliti politici c’è Grillo. Molti giovani sono attratti dal suo movimento. L’anti-politica è stata definita. Forse è semplicemente un modo nuovo di farla, giusto o sbagliato che sia. Certo l’idea di uscire dall’Unione Europea è populista e insensata. Forse il signor Grillo non ha a cuore tutti gli innumerevoli diritti di cui godiamo in quanto cittadini UE! Certo è che Grillo ha i caratteri del perfetto leader politico in stile II Repubblica, un po’ populista e molto diretto, spesso condito con slogan da stadio. E allora tutte le critiche della politica di Berlusconi forse si adattano bene anche a lui. Certo, almeno in parte bisogna differenziare. Il movimento 5 stelle non è solo Grillo, ma è fatto da gente che sa pensare e spesso prendere posizioni contro il proprio leader.

Nel PdL invece sembra che senza il Guru nessuno sappia più cosa fare. E poi all’insegna delle novità i giovani più "comunisti" sembrano attratti dalla Rivoluzione Civile di Ingroia, appoggiata dai comunisti di Ferrero. Di lui sappiamo poco, se non che è stato magistrato, qualità non da poco, che senz’altro può far bene in un ambiente parlamentare composto principalmente da arcigni avvocati (cito nell’idea il Sen. E.Fassone), spesso abituati a difendere o tradire per il miglior offerente di partito! La situazione nazionale, nel suo essere variegata, è in perfetta sintonia con le ultime amministrative di Pinerolo. Personalismi e antiche discordie ancora una volta dividono anziché unire. Ma dividono le persone. Non i programmi, che molto spesso invece combaciano su molti punti. Ma allora qualcuno deve spiegare agli italiani una cosa. Se la nostra Costituzione ci dice che noi, popolo italiano, siamo chiamati a votare delle idee, in quanto la squadra di Governo viene nominata dal Presidente delle Repubblica, perché mai ci ostiniamo in questi personalismi?!...non sarà mica perché le stesse persone da anni stanno lì? Non sarà forse perché oggi Fini sta con Berlusconi, poi arriva Monti con Casini, che però fino al giorno prima strizzava l’occhio a Bersani, come pure DiPietro? E in tutto questo la politica si lamenta della disillusione dei cittadini, del forte astensionismo. Ma non fa nulla per evitarlo. E allora noi giovani chi dobbiamo votare? Da un lato chi da anni fa politica e per questo è criticato, dall’altro chi del tutto nuovo a questo ‘mestiere’ e proprio per questo etichettato come illuso e sognatore. La risposta ovviamente non c’è. Ma solo un appello è possibile rivolgere a tutti. Informarsi, informarsi e ancora informarsi. Smetterla di votare delle facce, degli slogan, ma tornare a votare delle idee, non ideologia pura e astratta, che porta l’odore della vecchia politica inconcludente, ma neppure gli slogan del "faccio tutto io e subito", che portano invece a scelte avventate. Le idee, i programmi prima di tutto. E poi dopo si possono prendere in considerazione anche le probabili facce, che ripeto, tanto non sono scelte da noi direttamente. Vorrei terminare con un po’ di autorevolezza. "Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini". E a dirlo non sono certo io, ma una grande persona come Giovanni Falcone.