Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Aprile 2013


Dialogo tra generazioni

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 Arte & Architettura 



Pinerolo Ab Ovo

Il secolo sabaudo (1418-1536) 
e lo sviluppo religioso

di Michele Francesco Barale

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.4 - Aprile 2013

   Nel precedente articolo si era parlato della fine del principato degli Acaja, in seguito alla morte di Ludovico avvenuta nel 1418, e della conseguente perdita del ruolo egemone della città di Pinerolo all’interno del contesto amministrativo locale. I territori governati da Ludovico vennero così incorporati in un’unica giurisdizione e assegnati, col titolo di Principato di Piemonte, al delfino del Ducato di Savoia: la sede fu definitivamente spostata a Torino, insieme a tutti gli organi politici e amministrativi. Pinerolo fu declassata a sede di castellania, con un giudice ad amministrare il superstite tribunale.

L’attività in città rimase comunque fervida, guidata dal’amministrazione comunale e dalle confraternite che avevano sede in città. Unico apporto militare e difensivo che fu realizzato durante questo periodo fu la seconda cortina muraria realizzata attorno al castello vecchio, concepita ancora secondo la concezione medievale.

Molto più articolato fu lo sviluppo dell’architettura religiosa: si assiste ai lavori, pressoché contemporanei, di ampliamento dei due nuclei religiosi storici, le chiese di San Maurizio e di San Donato, e all’erezione di un nuovo importante edificio, la chiesa di San Domenico, che andrà a rafforzare il polo levantino dove si concentrarono le confraternite.

I lavori di ampliamento di San Donato furono avviati attorno al 1442, iniziando dal presbiterio e dal transetto, che furono consacrati nel 1508, forse insieme alla già realizzata navata principale; le navate laterali, all’atto della consacrazione, risultavano in corso di realizzazione mancanti però di pavimentazione e copertura.

A San Maurizio le opere di ampliamento iniziarono alcuni decenni più tardi, nel 1481, e procedettero al contrario rispetto a San Donato: si iniziò dalla navata principale, ultimata e consacrata nel 1518 da Giovanni di Savoia, vescovo di Ginevra. In seguito, si procedette alla demolizione dell’antica abside, ricostruendola in posizione più arretrata utilizzando lo stesso materiale della precedente.

Nel 1440 si era invece stabilita l’erezione di una quarta importante chiesa, gestita dall’Ordine dei Domenicani: una primitiva chiesa, con annesso monastero, erano già stati realizzati sin dalla prima presenza dell’Ordine in città più a monte, molto vicino al complesso di San Francesco. Furono i francescani a richiedere ai Savoia che i nuovi venuti fossero traslati in una posizione più distante, fatto che decretò la costruzione della nuova chiesa accanto alle mura del piano, vicino alla porta di San Francesco. Cinque ampie navate, costituite da sette crociere per la principale e dieci per le laterali, per un complesso di 60 metri di profondità: dimensioni imponenti che la collocarono tra le quattro principali chiese della città.