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Aprile 2013

Dialogo tra generazioni

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 Sport 


Arti marziali
Bushido Zen

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.4 - Aprile 2013

 

Le arti marziali, come già accennato in passato, sono molto diffuse nel pinerolese. Una di queste è senza dubbio il karate. Nonostante le intenzioni fossero quelle di parlare unicamente di questa disciplina, Riccardo Tollardo, il nostro intervistato, ha voluto dare uno sguardo più ampio sulle sue attività.

Da quanto tempo pratica le arti marziali?
Da 31 anni pratico il karate ma solo da 1995 circa sono maestro, oltre al karate però nella nostra palestra, la "Bushido Zen", si pratica anche il Kendo e l’Aikido.

Immagino che per quanto riguardi il karate le età degli atleti siano molto variegate, ma per quanto riguarda le altre discipline?
Nell’ambito del karate abbiamo bambini dai sei anni in su fino ad arrivare agli adulti.

Per quanto riguarda ad esempio il Kendo ci sono fattori che alzano l’età minima, queste sono il costo delle attrezzature che, specialmente in questo periodo di crisi, costituiscono un limite soprattutto per i più giovani.

In ogni caso la palestra conta all’incirca una trentina di iscritti provenienti da Pinerolo e dintorni anche se in passato ho avuto allievi di Torino.

Che motivi spingono un atleta a scegliere una determinata palestra o a cambiare maestro una volta iniziato?
Se si pensa ai più piccoli spesso la scelta (anche della disciplina) è determinata dalle comodità dei genitori rispetto la palestra; gli adulti che scelgono o che cambiano palestra avendo ben presente l’arte marziale che vanno a praticare invece scelgono in base al maestro che insegna generalmente.

Diverso il discorso che riguarda gli adulti che sono completamente digiuni di arti marziali: essi si avvicinano a questo mondo per i più variegati motivi, ma senza dubbio anche i media hanno il loro peso.

Proprio dei media, però, apprezzo poco lo scarso realismo con cui rappresentano le arti marziali: guardando ad esempio film in cui sono presenti combattimenti si nota come ci sia poca attenzione nel mostrare realisticamente una disciplina marziale e questo crea falsi stereotipi e false aspettative.

Però i media danno anche risalto a tutti gli sport durante manifestazioni internazionali come, ad esempio, le Olimpiadi.
Questo è vero, ma purtroppo non riguarda il karate il quale non è sport olimpico.

Il perchè è semplice: nel mondo ci sono due federazioni le quali differiscono su alcuni punti inerenti il combattimento.

Non sarebbe un grosso problema se non fosse che il comitato olimpico ha bisogno di avere una federazione ed uno stile di combattimento di riferimento per dichiarare il karate sport olimpico.

Premesso che le scelte avvengono prevalentemente per i motivi da lei descritti, come definirebbe lei il karate?
Il karate è quasi simile alla musica, più che nel Judo ad esempio hanno un ruolo fondamentale lo sviluppo della coordinazione e dell’apertura mentale.

Il karate, come la musica, è libertà e questo favorisce l’apertura mentale già accennata.

Dove e quando è possibile venire nella vostra palestra?
Noi siamo in Piazza Banfi angolo Via Chiampo.

Io sono l’unico maestro e quindi i bambini, che hanno esigenze di orario dettate dalla scuola, si allenano tra le sei e le sette di sera mentre gli adulti si allenano fra le otto e le dieci e trenta.
Per due volte alla settimana potete trovarci lì.
Grazie ed in bocca al lupo!