Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Maggio 2013


Dialogo tra generazioni

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 Arte & Architettura 



La prima dominazione francese di Pinerolo (1538-1574)

Gli interventi degli ingegneri francesi sulle cortine murarie di Pinerolo

di Michele Francesco Barale

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.5 - Maggio 2013

   Durante il XVI secolo il Piemonte fu coinvolto negli scontri tra la Francia e la Spagna e fu spesso al centro dei conflitti tra queste potenze, che lo utilizzarono come terra di alterna occupazione militare e campo di battaglia.

Nel 1515 saliva al trono di Francia Francesco I in lotta con la Spagna governata da Carlo V per la riconquista dello Stato di Milano, sottratto nel 1512. Gli spagnoli, compresa l’importanza dei valichi piemontesi, invasero Pinerolo e la valle di Perosa, presto liberate dall’intervento di Francesco I che pretese, in cambio, le città di Nizza e Vercelli, sotto il controllo del Duca di Savoia. Il Duca rifiutò e i Francesi invasero nuovamente il Piemonte: con il trattato di Nizza, del 1538, Pinerolo, la Valle di Perosa e alcuni altri territori passarono sotto il dominio francese. Bisognerà attendere il trattato di Cateau Cambresis, del 1559, per la restituzione parziale dei territori piemontesi occupati, e fino al 1574 prima che anche Pinerolo torni sotto il dominio del Duca di Savoia.

L’occupazione francese incise sulla morfologia e sulla struttura funzionale urbana attraverso la decisione di affermare il ruolo strategico della città come avamposto militare avanzato: sotto il governo del generale Brissac intervennero infatti due ingegneri militari, Tillier e Laugey. L’intervento di Tillier consiste nell’analisi del fronte difensivo pinerolese, ancora molto arretrato in quanto provvisto solamente di una cortina muraria medievale, e nel suo potenziamento: Tillier fece perciò realizzare, attorno al castello, una nuova cortina muraria dotata di quattro bastioni a punta di freccia, a facce piane (vale a dire secondo uno dei metodi giudicati più evoluti all’epoca) e una tenaglia a difesa dell’accesso alla piazzaforte del castello rivolto a Ovest.

Giudicato controverso, Carminati fa risalire invece la costruzione della cortina bastionata a qualche decennio prima, durante la dominazione sabauda, giustificando così la presenza della tenaglia rivolta verso la Francia anziché verso il Piemonte.

Il disegno di Tillier mostra, della città, solo la chiesa di San Maurizio e il castello nuovo, ritenuti da Tillier i due luoghi della città facilmente prendibili che avrebbero reso vulnerabile il castello alto, se vi fossero stati collocati dei cannoni. Per questa ragione Tillier propose la realizzazione di altri tre bastioni, da aggiungersi ai quattro realizzati attorno alle mura del Piano dall’ingegner Laugey, vale a dire i bastioni Schomberg (attorno la chiesa di San Domenico), Crequy (dove ora si trova la chiesa di San Rocco), Villeroy (attuale Piazza Terzo Alpini) e Richelieu (situato alla porta di Francia, dove ora sorge la chiesa di Santa Croce). L’intervento di Tillier fu molto oneroso anche sul territorio: per poter realizzare il vallo, furono rasi al suolo i borghi extramurari, e tra questi buona parte delle manifatture, una delle principali fonti di guadagno della città.