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Pinerolo Indialogo

Maggio 2013


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 

 

Intervento di Davide Claudio Gay di Legambiente 


"Pendolaria 2012" e pendolari pinerolesi

Il sistema ferroviario nel Pinerolese

 

a cura di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.5 - Maggio 2013

Il sistema ferroviario locale, quello soprattutto dei pendolari, è in grande sofferenza.

Negli ultimi anni il governo italiano ha cancellato 1215 milioni di euro di fondi regionali destinati al trasporto ferroviario locale (a fronte di 2,7 miliardi di euro stanziati per il tunnel Torino-Lione!). A sua volta nel 2012 la Regione Piemonte ha tagliato 12 linee ferroviarie locali, 180 treni giornalieri, per risparmiare 11,5 milioni di euro. Tra queste la Pinerolo-Torre Pellice.

Il costo di questa linea – secondo i dati della Regione Piemonte - era di 1.586.000 euro l’anno con un numero in media di 1006 passeggeri giornalieri.

Un costo che tra tutte le 12 linee tagliate era il migliore.

Di questa situazione del trasporto locale abbiamo parlato con Davide Claudio Gay, presidente di Legambiente Torre Pellice.

A dicembre Legambiente ha lanciato le manifestazioni in tutta Italia di "Pendolaria 2012" per attirare l’attenzione del governo sulla situazione di degrado in cui versa il trasporto pendolare. Anche a Pinerolo c’è stata una manifestazione abbastanza partecipata che aveva come slogan "Fateci uscire dalla preistoria". Com’è la situazione ferroviaria del Pinerolese?
La campagna Legambiente "Pendolaria" ha voluto dare visibilità a cittadini che per lavoro o per studio utilizzano il treno per spostarsi, che in Italia sono quasi 3 milioni.

I dati proposti dallo studio sono assolutamente impressionanti: oltre 2milioni e 903mila cittadini ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare, e dal 2007 ad oggi l’aumento è di oltre il 20%, solo in Piemonte il 13%.

L’assurdità risiede nel fatto che, nonostante ci sia maggior richiesta, le risposte e le soluzioni sono le solite: "mancano i soldi" quindi chiudiamo il servizio, come è avvenuto per la nostra linea Pinerolo – Torre Pellice.

Il problema è come e dove vengono spesi i soldi a livello regionale. La regione Piemonte stanzia per il servizio pendolare ferroviario lo 0,22% del bilancio regionale, l’Emilia Romagna lo 0,96%, la provincia di Bolzano il 2,43% (fonte Pendolaria): come è possibile?

A questo proposito Legambiente ed altre 150 associazioni hanno promosso per il 4 maggio a Milano un incontro per la "Mobilità nuova". Le biciclette hanno superato in vendite le automobili, i treni sono sempre più utilizzati: bisogna ri-orientare le risorse pubbliche concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità.

La neonata Rete della "Mobilità Nuova" proporrà una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscano lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato.

Questo è il modo per uscire dalla preistoria?
A mio avviso non c’è un allineamento tra le richieste dei cittadini e le risposte della politica. Le motivazioni possono essere molteplici, ma in un mondo che cambia repentinamente, la politica risponde con tempi troppo lunghi. Ti faccio un esempio:

Strada delle Cave, un progetto richiesto dalle amministrazioni 30 anni fa, è stato inaugurato solo l’anno scorso grazie ai soldi delle Olimpiadi. Però in Valle non si è mai voluta "coltivare" e valorizzare la qualità della Pietra estratta, ad esempio mantenendo e promuovendo il museo della Pietra, estraendo di meno forse, invece ci si è messi in competizione con Cina e Brasile e si è perso miseramente.

Valeva la pena spendere 10 milioni di Euro nel 2009 sapendo a quale fine si sarebbe arrivati? O si è solo pensato di approfittare di un finanziamento pro Olimpiadi per fare un’opera che sarebbe servita 30 anni fa?

Una prima riflessione che salta subito agli occhi nel criterio del taglio dei rami cosiddetti "secchi" è che questo non sia stato solo economico, ma anche politico (ad es confrontando la Pinerolo-Torre Pellice con la Novara-Varallo, che è molto più sottoutilizzata). E qui veniamo al male dei mali del decadimento territoriale del pinerolese e del sistema dei servizi (il treno, gli ospedali, l’asl, il tribunale,ecc): la mancanza di rappresentanza politica locale a livello regionale a difesa del territorio. Non le sembra che sia questa la fonte dei guai del sistema dei servizi del pinerolese, a incominciare dalla tratta ferroviaria Pinerolo-Torre Pellice?
La politica deve superare il provincialismo che si manifesta nel difendere il territorio nel quale si è stati eletti. Il rappresentante, in questo caso regionale, deve svolgere il suo lavoro all’interno di tutto il territorio di competenza.

Detto questo, la Novara-Varallo ha avuto un salvataggio politico, momentaneo, mentre da noi questo non è avvenuto. A livello di minoranza regionale abbiamo avuto sostegno da parte di Artesio (FdS), Cerutti (SEL) e Gariglio (PD), ma le basi per questa difesa sono anche e soprattutto tecniche, perché la nostra linea è l’unica elettrificata delle 12 tagliate e ha costi di gestione di circa 1/6 rispetto alle analoghe ancora diesel.

L’impressione non è tanto una volontà di "punizione politica" per un territorio da sempre di sinistra, ma la volontà generale di accentrare i servizi verso la città metropolitana, tagliando al contempo i servizi di mobilità per raggiungerli; questo è assurdo.

La montagna deve essere tutelata, e la nostra costituzione all’articolo 44 lo stabilisce, perché non possiamo assolutamente permetterci lo spopolamento della montagna e dobbiamo preservarne l’equilibrio ambientale e tutelarne il suolo. Invece la montagna viene considerata solo dal punto di vista economico, quindi fonte di divertimento per pochi. L’alternativa per i territori meno appetibili turisticamente è diventare terra per pensionati.

Un collegamento ferroviario veloce con Torino quanto potrebbe incidere nel valorizzare il territorio?
Difficile da valutare. Ci sono casi emblematici, come la Merano – Malles, che hanno basato lo sviluppo del loro territorio sulla ferrovia. Oggi stimano in 100.000 Euro all’anno l’indotto prodotto da questo vettore, un guadagno che rimane localmente.

Se questo modello sia esportabile è difficile dirlo; so per certo che ci sono parecchie persone che si sono stabilite in Val Pellice tempo addietro perché da noi c’era la Ferrovia. Potenzialmente la Valle ha le sue attrattive, in primis il turismo religioso, poi la Valpe di Hockey, e montagne con delicati ed unici ecosistemi, dove ad esempio vive la Salamandra Lanzai, specie endemica della nostra zona.

Questa situazione di degrado del trasporto pendolare e delle stazioni di paese o di piccole città non è anche un fatto culturale? Di asservimento dei media alla cultura dell’automobile?
Il degrado del trasporto pendolare è sicuramente voluto. La procedura è sempre la stessa, prima riducono i servizi, la gente si disaffeziona e poi giustificano i tagli. Questo è quello che è successo alla nostra linea, ma questo è anche il modello che è stato attuato per giustificare la chiusura degli Ospedali Valdesi.

Per fare un esempio sulla ferrovia, nel 1999 il diretto Porta Susa – Torre Pellice impiegava 54 minuti, oggi per la stessa tratta ci si impiega 1.40 ore e, rispetto al 1999, abbiamo l’autostrada.

Ciò sembrerebbe per favorire l’automobile; tuttavia le quattro ruote, per una buona fetta delle nuove generazioni, non rappresentano più uno status symbol da acquisire ad ogni costo. Senza per forza pensare a complotti per favorire questo o quel marchio di automobili, o a qualche lobby del cemento pronta a costruire l’ennesima strada, a mio avviso la risposta è la solita: esiste e si perpetua un forte scollamento tra le azioni della politica e le necessità dei cittadini.