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Giugno 2013


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 Editoriale 

Pinerolesi in giro per il mondo

di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.6 - Giugno 2013

   Da sempre le migliori menti hanno migrato verso le grandi città. Oggi con la tecnologia informatica sembra sia possibile essere creativi anche in una piccola città di provincia. Nonostante ciò molti titoli universitari acquisiti non sono spendibili sul territorio, richiedono spazi operativi più ampi, regionali, europei e pure mondiali. Così molti giovani vanno all’estero. Nel nostro piccolo, per fare un esempio, su 20 redattori stabili od occasionali, 3 studiano o si stanno specializzando all’estero (Svezia, Inghilterra, Germania) e dopo l’estate altri due partiranno per la Francia e la Grecia.
   Per le giovani generazioni il territorio d’origine non è più l’unico riferimento per i propri progetti. Ragionano su spazi più grandi. Quella che una volta si chiamava migrazione oggi ha un altro significato: non è una fuga da una realtà che non offre possibilità, ma è un progettare la propria vita su dimensioni più vaste, andando a cogliere il meglio là dove ci sono maggiori possibilità. Fino a qualche decennio fa la vita era piuttosto statica e legata al territorio d’origine. Oggi la mobilità senza confini è nel desiderio e nella progettualità di molti giovani.
   Alla luce di questa realtà, parlare di territorio e di difesa del territorio assume un altro significato. Non è solo difesa degli insediamenti e dei servizi socio-assistenziali esistenti. Bisogna pensare anche alle persone che si spostano per lavoro o per studio lontano dal territorio, ma mantengono un legame affettivo col pinerolese, ritornandovi periodicamente.
   Una delle scelte strategiche è il collegamento ferroviario con la grande città e da lì con il mondo: mezz’ora di treno per andare a Torino, rende Pinerolo quasi periferia della grande città; 3/4 d’ora la fanno già una realtà altra. Molti studenti universitari mi dicono che se si potesse raggiungere Torino in mezz’ora al mattino e alla sera, viaggerebbero. Di più non conviene.
   Politici pinerolesi, incominciate a chiedere due collegamenti veloci con Torino (senza fermate intermedie, qualche anno fa c'erano!), al mattino e alla sera, e farete un ottimo servizio per il territorio: sarebbe il primo passo concreto della città metropolitana. 

                                                                              
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