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Pinerolo Indialogo

Giugno 2013


Dialogo tra generazioni


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 Giovani & Lavoro 

 

 


Il desiderio di molti giovani pinerolesi 

"Voglio andare in Australia!"

 di Giulia Pussetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.6 -Giugno 2013

 
 
Negli ultimi tempi sono sempre più numerosi i giovani pinerolesi che si spostano all’estero. Fino a qualche anno fa la meta più gettonata sembrava essere Londra, ma adesso pare esserci un’altra destinazione molto ambita: l’Australia. Continente nuovo, paesaggi spettacolari, mix di culture. Abbiamo cercato di capire i motivi che spingono tanti di noi a raggiungere un luogo così lontano intervistando un giovane trentenne che ha vissuto quattro anni in Australia, Andrea C., in questo periodo in vacanza in Italia.

Dopo un periodo a Londra per praticare meglio l’inglese, Andrea nel 2009 ha deciso di raggiungere Perth. Specifichiamo: il "boom Australia" oggi si sta diffondendo molto attraverso i passaparola positivi fra i giovani che ci sono stati. Per Andrea non è stato così, aveva semplicemente deciso di partire per la voglia di staccare dall’Italia per un po’. Racconta anche di avere avuto un amico che era già in Australia. Un aggancio è sempre utile, soprattutto quando ci si sposta così lontano.

Andrea, secondo te perché così tanti decidono di prendere l’aereo e trasferirsi in questo continente?
Sicuramente l’idea di vedere dal vivo paesaggi magnifici, poterli visitare senza dover spendere troppo e al tempo stesso riuscire ad avere un lavoro che permette di arrivare a fine mese senza aver bisogno di una specializzazione, diploma o laurea che sia, è un ottimo compromesso.

Ci accenni del tuo lungo periodo a Perth?
Ho lavorato presso un ristorante italiano: ho optato da subito per l’ambito della ristorazione. In Australia ho conosciuto molte persone, tra cui la mia attuale fidanzata con la quale mi sposerò a breve.

Che tipo di lavoro consiglieresti di cercare a un giovane che è intenzionato a trasferirsi in Australia?
Io sono dell’idea che ognuno debba cercare il lavoro per il quale è portato. Certo i campi più gettonati sono quelli della ristorazione e dell’agricoltura. Moltissimi lavorano come camerieri oppure raccolgono frutta nelle farm, soprattutto per poter ottenere il permesso per rimanere un anno in Australia. Tuttavia non credo che si debba fare o questo o quello, il consiglio che mi sento di dare è fare ciò in cui si è capaci.

La lingua è una barriera secondo te?
"Assolutamente no, e per chi pensa che l’australiano sia così difficile da capire io penso che non ci sia da preoccuparsi: qualsiasi paese presenta una lingua con accenti diversi. Basta qualche mese per riuscire a ingranare.

Quali sono i permessi principali per stare in Australia?
I permessi sono tanti. Sicuramente il working holiday per lavorarci per un anno è quello più semplice. Paesi come la Spagna o la Svizzera non li hanno. Il permanent visa invece dà più stabilità e permette di entrare e uscire dal continente quando se ne ha bisogno, mantenendo il lavoro legalmente.

Hai incontrato tanti giovani come te che hanno puntato sul lavoro in Australia?
Alcuni sì, ma molti vanno per divertirsi e fare un’esperienza in un paese che permette molti divertimenti; c’è chi va per prendersi un anno sabbatico, c’è chi gioca a fare l’Hippy e girare con il Van ma ci sono anche tanti che lavorano duro e cercano di mettere da parte i propri guadagni.

C’è possibilità di fare carriera secondo te?
Sì, ad esempio attraverso lo strumento della sponsorship. Ogni anno il governo emette una lista di professioni "sponsorizzabili": dal cuoco, all’infermiere, al chirurgo... In genere sono professioni in cui c’è carenza. Se io ho competenze in queste professioni e trovo una ditta che mi sponsorizza e mi assume ho buone possibilità di avere successo.