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Pinerolo Indialogo

Giugno 2013


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 

 

Intervista all'assessore alla Politiche Sociali Agnese Boni


"Sinergia e coordinamento i nostri punti forti"

 

a cura di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.6 - Giugno 2013

  Tra le sue diverse deleghe, una delle più importanti è certamente quella delle politiche sociali: in concreto di cosa si occupa?
   Il mio assessorato si occupa principalmente di dare ascolto alle problematiche sociali. La gente viene da me per espormi i propri problemi (principalmente economici, occupazionali e abitativi in questo periodo di crisi) in cerca di risposte concrete. La più evidente difficoltà da parte del Comune è dunque quella di fornire risposte vere pur in grande scarsezza di risorse. Tuttavia il mio ruolo è principalmente di coordinamento della rete di associazioni e organizzazioni che collaborano con l’Amministrazione per far fronte a queste emergenze.

Quali sono i soggetti e le loro richieste di aiuto in questi tempi di crisi?
  
Oggi, complice la forte crisi economica, a richiedere aiuto non è quello strato della popolazione, zoccolo duro delle politiche assistenzialiste degli anni passati, paradossalmente già abituato e più capace di gestire la propria situazione. A bussare alla nostra porta sono invece sempre più spesso persone che fino a un mese fa costituivano il ceto medio della città, dunque spaesate e indifese, incapaci di gestire la propria nuova condizione di disagio. E le loro richieste sono per lo più di supporto economico (pagamento di bollette, affitto,..). Un problema strettamente connesso a questo è l’emergenza abitativa, di cui si occupa però principalmente l’Assessore Clement, in stretta coordinazione con il mio ufficio.

A fronte di queste crescenti richieste qual è l’azione messa in atto dal suo assessorato?
  
Innanzitutto l’ascolto. Una volta compreso il disagio lo si deve quantificare e indirizzare verso una soluzione. Per far questo l’azione che sto portando avanti è quella di stretta sinergia con le numerosissime Associazioni di volontariato del Pinerolese (una fra tutte il Centro di Ascolto), verificando se possono farsi loro carico in parte di quel determinato problema. E’ necessario infatti, per uscire da questa perdurante emergenza dovuta alla crisi, adottare nuovi modelli di sinergia, cercare risposte più "creative". Non si può più immaginare un ritorno al passato ideale. Bisogna vivere il presente con scelte coraggiose. La parola chiave è metter da parte un assistenzialismo fine a se stesso per adottare il così detto "workfare", ridando dignità alle persone, attivandole. Per recuperare fondi poi, il Comune sta partecipando a tutti i bandi (europei e non) per promuovere alcune importanti iniziative.

L’emergenza abitativa interessa l’Assessore Clement e lei in sinergia: quali le possibili soluzioni?
  
Il problema casa è di tipo numerico. Le così dette case popolari sono piene, le "case parcheggio", pensate per soggiorni temporanei, si sono trasformate in residenze definitive. Una soluzione momentanea è quella alberghiera. A breve partirà poi la ristrutturazione del Social Housing. Inoltre, realtà come Casa Luciano, Casa Famiglia e Casa Chantal sono sul tavolo di un progetto per far fronte a questa emergenza. Poi abbiamo chiesto ad ATC di recuperare il vecchio, senza costruire nuove unità abitative, in questo modo evitando anche una "ghettizzazione" di queste persone in determinate aree della città, favorendo e mantenendo un’eterogeneità della popolazione.

Per far fronte a queste crisi, in altri Comuni sono stati attivati tavoli di concertazione tra amministrazioni, associazioni di volontariato e parti sociali: pensate possa essere un sistema da adottare anche a Pinerolo?
  
Non c’è altra soluzione. Il tavolo di concertazione risponde infatti all’esigenza di sinergia e recupero della collaborazione di cui parlavo prima. Per parte mia, abbiamo creato un database che raccoglie i dati di tutte le numerosissime Associazioni di volontariato attive nel pinerolese. In questo modo tutte le associazioni con fini comuni o simili possono lavorare in sinergia. Sono messe in rete, in collegamento l’una all’altra. E il Comune si fa carico di questa coordinazione, sapendo dunque dove indirizzare i soggetti bisognosi di tutela. In vista di questo obiettivo è stato costituito anche un Tavolo delle Associazioni, che si riunisce ogni due mesi nell’intento di mantenere una stretta collaborazione.

Il suo assessorato si occupa anche di pari opportunità: cosa fate in concreto?
  
Esiste una Commissione di donne (non solo membri della giunta e del consiglio, ma anche esterna), che porta avanti attualmente un discorso riguardo la violenza sulle donne, in coordinazione con la Giunta. In particolare quest’ultima ha appena aderito alla campagna "365 giorni NO alla violenza sulle donne". Si progettano poi interventi nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sui problemi di violenza sulle donne e omofobia.

Politiche sociali vuol dire anche immigrati. Esiste un problema immigrati in città?
  
A Pinerolo non è un problema così urgente come un tempo. Inoltre possiamo vantare un buon grado di integrazione, grazie anche a diversi progetti portati avanti ancora una volta da diverse associazioni e sindacati. Ad esempio i corsi di lingua italiana per donne nell’ambito del progetto "Se non sai non sei" (CGIL) si sono trasformati in centri di socialità e integrazione. L’Associazione ANLIB assiste poi donne vittime di tratta, fornendo loro assistenza abitativa ed economica. Un’emergenza che stiamo fronteggiando in questi giorni è poi quella dei profughi libici che sono stati fatti uscire dal centro di permanenza di Frossasco, senza alcuna progettualità di un loro inserimento in società e nel mondo del lavoro.

Essendo entrata a far parte della Giunta quasi a metà percorso, qual è la sua visione del modo di operare di assessori e sindaco alla luce delle numerose critiche di autoreferenzialità, scarsa capacità di ascolto e poca progettualità?
  
Ciò che io vedo è una Giunta operativa, e collaborativa, sebbene alcune scelte siano state autoreferenziali. Tuttavia le cose le stiamo facendo e forse quello che manca è un Ufficio Stampa che le riesca a comunicare all’esterno. Infatti, in questi tempi di crisi, le azioni sono piccole, a volte difficili da vedere, ma se ne sente il sollievo sulle spalle dei più disagiati.