Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Luglio 2013


Dialogo tra generazioni

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 Arte & Architettura 



Le buone pratiche per la conservazione del patrimonio storico
 secondo "Italia Nostra"

Immaginate Pinerolo senza la basilica di San Maurizio...

di Riccardo Rudiero

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.7 - Luglio 2013

   Immaginare Pinerolo senza la Basilica di San Maurizio vorrebbe dire veder snaturato uno skyline consolidato da centinaia d’anni; un impatto di non poco conto, prospettato provocatoriamente dalla sezione cittadina di «Italia Nostra» un paio di mesi fa. La chiesa, anche se necessiterebbe di alcuni restauri, non versa certo in gravi condizioni, o comunque non tali da fare immaginare una sciagura di tale portata. Tuttavia, questa iniziativa di sensibilizzazione ha avuto il pregio di sollevare un dibattito di primaria importanza – quello della conservazione dei beni culturali – che molto (troppo) spesso non trova la giusta risonanza.

Se si pensa che risale alla fine degli anni Sessanta la dichiarazione che definisce i Beni Culturali come «testimonianze materiali aventi valore di civiltà», sembra incredibile che ancora oggi possano verificarsi casi in cui, a causa dell’incuria, o per l’atteggiamento disinvolto di chi si occupa di edilizia nuova a scapito della storica, la memoria impressa nei nostri monumenti venga progressivamente e irreparabilmente distrutta.

Gli edifici storici sono lo specchio della società che li ha prodotti, e sono quanto di più imperituro resti sotto gli occhi della gente. In questo senso, è dovere civico e morale di tutti operare affinché questi vengano opportunamente conservati, ciascuno con il proprio ruolo e le proprie responsabilità. Se, quindi, come prevede l’articolo 9 della Costituzione, è compito della pubblica amministrazione tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, dovere di ogni cittadino è, quantomeno, conoscerlo e diffonderne la conoscenza, poiché senza conoscenza risulterebbe impossibile riconoscere il valore insito nei beni culturali. Credo sia fondamentale, a riguardo, promuovere con forza campagne che consentano ai ragazzi di età scolare – dai cicli primari ai secondari, con sfumature e competenze differenti – di conoscere e apprezzare il patrimonio di cui sono detentori, ricordando sempre che lo si è non a titolo definitivo, ma solo transitorio. Ragione per la quale è fondamentale promuovere uno sviluppo che «soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri» (Rapporto Brundtland, 1987). E tra questi bisogni è forte la componente culturale, che deve essere quindi preservata e tramandata ai posteri. La città storica, con i suoi monumenti, è parte integrante e preponderante di questa categoria; vincere l’indifferenza è il primo passo affinché il sapere scritto nei mattoni possa giungere intonso alle future generazioni.