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Pinerolo Indialogo

Luglio 2013


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 



Docenti universitari pinerolesi / 7
Intervista a Marco Grangetto

"Aprire un canale ufficiale con l'Università per aumentare le occasioni di collaborazione"

«La prima priorità di ogni azione politica locale è il maggior coinvolgimento possibile dei cittadini»

 

a cura di Marianna Bertolino
Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.7 - Luglio 2013

Ci parli di sè, della sua specializzazione e del suo lavoro all’università.
   Sono professore associato presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino dove insegno i corsi di Teoria dell’Informazione, Elaborazione delle Immagini e Visione Artificiale. La mia passione nasce nel 1999 al Politecnico di Torino dove, grazie alla Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, prendo i primi contatti con l’affascinante mondo della ricerca internazionale nei settori dell’elettronica e dell’informatica. Svolgo le mie attività di ricerca nei campi dell’acquisizione, rappresentazione, elaborazione e trasmissione di segnali digitali, in particolare immagini e video. Sono autore di un centinaio di articoli scientifici su riviste e atti di conferenze internazionali e inventore di alcuni brevetti. Ho partecipato a progetti di ricerca nazionali ed internazionali nell’ambito della distribuzione innovativa di contenuti multimediali.

Ho letto nel suo curriculum che ha soggiornato per un certo periodo negli Stati Uniti. Che ruolo ha avuto nella sua formazione professionale?
   Durante il mio dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica e delle Comunicazioni ho avuto l’onore di usufruire di una borsa di studio Fulbright che mi ha permesso di soggiornare per circa un anno accademico in una prestigiosa università americana. Tale periodo ha fortemente indirizzato la mia carriera professionale e ha contribuito alla mia formazione personale. Continuo a invidiare un contesto politico e sociale che in sole due settimane dall’atterraggio all’aeroporto ti apre tutte le porte del sistema: rilascio immediato del codice fiscale, conto bancario subito operativo, esame per la patente di guida (quiz e prova pratica) al costo di soli 14 dollari, acquisto di un’auto, affitto di una casa, stipula dell’assicurazione medica e molto altro ancora. In pochi giorni si percepisce subito l’ospitalità e la competitività del paese anche se non si possono negare i difetti dell’individualismo e della meritocrazia quando questi vengono portati agli eccessi.

Per un giovane in formazione o che vuole percorrere una specializzazione universitaria è importante questo tipo di esperienza?
  
Assolutamente sì, a patto che l’esperienza venga affrontata con la giusta motivazione e solo dopo aver maturato una solida formazione culturale e caratteriale: si è pronti per affrontare il diverso, il nuovo, solo dopo aver maturato una profonda conoscenza di se stessi.

Veniamo alla città in cui abita. È nato ed ha sempre vissuto a Pinerolo? Come vive la città? Qual è secondo lei un suo punto di forza e all’opposto una sua debolezza?
  
Sono nato e vivo a Pinerolo ed è lunga la lista delle caratteristiche della città che apprezzo: una solida identità culturale, una ricca offerta di occasioni formative per la crescita dei propri figli, un contesto ambientale sano e la vicinanza delle amate valli alpine. Da pendolare verso Torino la prima debolezza che appare evidente è la carenza del trasporto pubblico locale che non ha ottenuto significativi miglioramenti negli ultimi 20 anni. L’ultima conquista è stata l’introduzione del servizio ferroviario metropolitano che collega la città con Chivasso con treni più frequenti ma in fisiologico ritardo sul nostro binario unico. Spicca inoltre l’assenza di un servizio notturno almeno nel fine settimana. Appare anche evidente una mancata pianificazione con il trasporto su gomma, i cui orari sono stati sapientemente sincronizzati con quelli dei treni in modo da non costituire una vera alternativa. Un’altra debolezza manifesta è una certa tendenza al gusto del parziale e dell’imperfetto nella realizzazione di molti progetti potenzialmente molto importanti per la città: il recente parco olimpico piuttosto degradato dal punto di vista dell’arredo urbano, piste ciclabili a macchia di leopardo, la discussa sostenibilità delle strutture costruite presso la ex caserma Botta.

Un giovane laureato nel campo di sua competenza ha buone possibilità di spendere il suo titolo nel territorio o deve ragionare su confini più vasti o addirittura mettere in conto anche il lavoro all’estero?
  
Oggi l’avverbio addirittura mal si sposa con il lavoro all’estero, al contrario è assolutamente naturale proiettarsi in un contesto globale ove questo permetta di realizzarsi a livello professionale e personale. E questo non vale solo per i giovani!

Università oltre che studio e cultura vuol dire soprattutto ricerca, specie nel suo campo dell’informatica. Le risulta che sia in atto qualche collaborazione tra università e territorio? C’è qualche settore dove questa collaborazione si potrebbe sviluppare?
  
Una delle tante vocazioni dell’Università è chiaramente l’inserimento nel tessuto culturale e industriale locale. L’Università è sempre aperta alla collaborazione con le agenzie educative e le scuole di ogni ordine e grado. Tali collaborazioni nascono in genere su base personale e volontaria, grazie a ex alunni e docenti delle scuole locali inseriti nel tessuto universitario; forse varrebbe la pena cercare di aprire un canale ufficiale in modo da aumentare tali occasioni. Nel mio settore l’Università ha inoltre il compito di contribuire al trasferimento tecnologico verso le imprese del territorio che può avvenire secondo varie modalità che vanno dagli interventi di consulenza per specifiche esigenze d’impresa, alla partecipazione a progetti di varia scala. Per fare un esempio, il comune di Torino ha recentemente aperto un tavolo di lavoro sul tema smart city invitando enti pubblici, imprese, università e centri di ricerca a condividere la visione sulle future applicazioni delle nuove tecnologie nei settori della mobilità sostenibile, del risparmio energetico, della salute e dei servizi per il cittadino.

È al corrente che la banda larga è giunta a Pinerolo nel 2008 ed è ferma ad un tombino della rotonda della Porporata? Che danno significa questo per la città o, detto in altri termini, quale tesoro è fermo in quel tombino?
  
L’Agenda Digitale Europea prescrive la disponibilità di accessi dati a 30 Mbps per tutti i cittadini entro il 2020. Chiaramente, lasciare un fascio di fibra ottica in un tombino alle porte della città è un grande passo falso, soprattutto per i servizi a cui potrebbero accedere le imprese dell’adiacente zona industriale. Dal punto di vista della connettività dell’intera area cittadina la fibra è invece solo un tassello di un progetto molto più ampio di pianificazione dell’accesso a banda larga che dovrebbe ambire all’integrazione delle varie tecnologie (ADSL, Wi-Fi, WiMAX, 4G). E perché non cominciare a pensare a un servizio di connettività pubblica che vada oltre i pochi isolati hot-spot Wi-Fi? E’ impossibile immaginare un piano comunale per la viabilità telematica che preveda la gestione di moderne strade digitali?

Dal punto di vista della sua competenza nel settore informatico c’è qualche filone che si sentirebbe di consigliare a dei giovani in cerca di lavoro?
   
La mia disciplina evolve così in fretta che qualsiasi consiglio corre il rischio di risultare sorpassato nel momento stesso in cui lo formulo. Se devo scegliere alcuni ambiti della mia disciplina oggi in forte crescita sono sicuramente quelli dello sviluppo di applicazioni e servizi per terminali mobili, la bio informatica e le applicazioni legate al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

E una proposta alla classe politica di questa città in declino?
  
Il paese sta attraversando un periodo molto critico con una caduta senza precedenti della consapevolezza dell’importanza della rappresentanza politica. Mi sembra una proposta ambiziosa individuare come prima priorità di ogni azione politica locale il maggior coinvolgimento possibile dei cittadini: svegliare i cittadini prima di ritrovarsi in una città "dormitorio". Occorre fare squadra per salvaguardare i pilastri essenziali (lavoro, servizi e offerta culturale), che si concretizzano nella difesa e valorizzazione dei nostri ospedali, delle nostre scuole, del teatro, del tribunale.

Per concludere, l’informatica in Italia sta al passo con la ricerca mondiale o è in difficoltà? È un campo che avrà sicuramente un’espansione in futuro?
  
Le capacità di calcolo e interazione delle macchine che ci circondano (calcolatori, telefoni, tablet, autoveicoli, sensori) sono aumentate a un ritmo senza precedenti nell’ultimo decennio: le innovazioni da cogliere nel prossimo futuro saranno molteplici e nei settori più disparati. L’Informatica in Italia soffre degli stessi mali dell’intero paese dove una politica miope tende ad abbandonare prospettive di investimento a lungo termine nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione.