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Pinerolo Indialogo

Luglio 2013


Dialogo tra generazioni

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 Vita internazionale 


Matteo Marocco racconta la sua esperienza dell'Erasmus
Ad Istanbul: "Una sensazione intensa di esotico"

di Alessia Moroni

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.7 - Luglio 2013

  Matteo, studente del Politecnico di Torino, ha vissuto per cinque mesi ad Istanbul grazie al programma internazionale che le università europee offrono agli studenti pronti ad aprire le loro porte al mondo: l’Erasmus. Da fine gennaio a inizio luglio 2010 ha abitato vicino alla piazza Taksim, nel cuore della città, ed ha frequentato il corso di Product Design presso l’Università tecnologica ITU di Istanbul.

Com’è nata l’idea di vivere l’ Erasmus?
L’idea è nata per avere un’esperienza internazionale fuori dai soliti schemi della vita da studente di Torino, per vedere i metodi delle altre università, sia come studio che come insegnamento, ma soprattutto come scelta di vivere all’estero, anche in futuro.

Com’è stato vivere e studiare in una città così unica e diversa dalla nostra?
Molto intenso. Ho avuto subito una sensazione di esotico ed irraggiungibile. Mi sembrava tutto così inarrivabile, ma la difficoltà non mi ha frenato: non volevo andare là per trovarmi comodo, ma per trovarmi felice ed è quello che ho fatto. Un’esperienza in un altro posto non mi avrebbe dato ciò che mi ha dato la Turchia.

Sicuramente hai conosciuto ragazzi provenienti da tutto il mondo, ma hai legato anche con studenti del posto?
Sì, con alcuni ho contatti ancora oggi. I giovani turchi che studiano all’università sono molto "internazionali", quasi tutti hanno fatto l’Erasmus e tutti parlano inglese. Con i ragazzi di altre nazionalità si è creato un bel gruppo, abbiamo vissuto moltissime esperienze insieme e ci vediamo spesso.

Hai imparato bene la lingua Turca?
Qualcosina, per impararlo bene ci vuole più tempo. Ho frequentato anche un corso, ma ho parlato soprattutto in inglese. Il turco è una lingua così diversa da tutte le altre, ma bisogna impararlo un po’ perché c’è una fetta di popolazione che, se vuoi davvero conoscere, devi raggiungere tu, proprio con la sua lingua d’origine.

Com’è stata la tua esperienza dal punto di vista accademico?
Totalmente diversa e priva di legami con l’esperienza italiana. Mi è piaciuto di più perché ho avuto un approccio allo studio più concreto. Penso, col senno di poi, che sarebbe stato davvero stimolante seguire tutto il mio corso di studi ad Istanbul, fin dall’inizio.

Ti senti di più un "cittadino del mondo" dopo aver vissuto un’esperienza del genere?
Non mi sono sentito "di più", ma più "capace di". Ti puoi considerare un "cittadino del mondo" solo quando ti cimenti: non bastano cinque mesi all’estero, devi continuare ad esserlo in tante piccole scelte quotidiane, essere in grado non tanto di staccarti da un luogo quanto piuttosto di accoglierne più nello stesso momento. Non c’è mai un arrivo a questo viaggio, c’è sempre una continua crescita, se accetti di impegnarti.