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Pinerolo Indialogo Luglio 2013

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Eskinzo


di Demis Pascal

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.7 - Luglio 2013

 

   Questo mese la nostra rubrica si tinge di internazionale, attraverso le mille sfumature degli Eskinzo, band senza una base fissa e con le radici tra Torino e Londra con una strizzata d’occhio alle spiagge delle Canarie dove il progetto ha preso vita. Non vedevo Matteo da qualche anno ma come sempre ci pensa la musica a riunire le persone, ed in occasione di un contest di band il mio vecchio amico mi accenna qualcosa di uno dei suoi nuovi progetti.

La palla passa subito a MatLeMad che mi ragguaglia sulla genesi e sulle linee guida del progetto. "… Eskinzo è nato sulla spiaggia di Esquinzo, Fuerteventura, di notte, come le tartarughe. Io e Luca Cognetti, anche lui torinese, ci siamo conosciuti lì. Tra una parola e l’altra, e i racconti dei gruppi nei quali eravamo coinvolti, abbiamo iniziato a passarci la chitarra e a farci suonare riff incompiuti. La cosa è poi proseguita tra Torino e Londra, dove al tempo abitavo. E’ stato una sorta di gioco, nel quale ognuno "tesseva" sviluppi alle linee melodiche incompiute dell’altro, un po’ come giocare a scacchi per corrispondenza. Eskinzo è pertanto un duo, ma che si avvale della partecipazione di tanti musicisti, primo fra tutti Davide Tomat, produttore artistico del disco d’esordio. Dal vivo suoniamo sia in duo acustico sia in formazione completa, con Massimo Lorenzon alla batteria (Mambassa) e Andrea Bergesio (Abbery Road, Salvatores, Marco Notari) ai sintetizzatori".

Anche se gli Eskinzo nascono come le tartarughe di sicuro non si muovono così lentamente, infatti la distanza che divide i componenti è quasi il loro punto di forza. "…il processo creativo è un arrangiamento incrociato dei rispettivi provini. Abbiamo dei limiti, o meglio del "fair play" da rispettare, ma direi che il tutto nasce da questo gioco incrociato…".

A questo punto la conversazione si è fatta molto interessante, ma commetto l’errore di trovare analogie tra la musica degli Eskinzo e quelle di un’altra band che a Matteo non garba per nulla. Solo gli ormai lunghi anni di amicizia mi salvano quando manifesto la possibilità che i loro brani ricordino in alcune parti gli ultimi Radiohead. La parola ancora a Mat.

"…Qualcosa dei Radiohead c’è, ma più dalla parte di Luca, personalmente non mi sono mai piaciuti granchè. Ma di nuovo, fa parte di quelle "contromosse" di arrangiamento che ci siamo fatti l’un l’altro. Direi che facciamo musica elettroacustica. Poi le declinazioni possono essere club, rock, funk, blues.

Quello che ci va di suonare lo suoniamo, poi nell’atto della produzione cerchiamo di dare a tutto la stessa sonorità. Qui entra in modo importante il ruolo di Tomat come produttore artistico".

Anche per il futuro gli Eskinzo non si fanno mancare nulla, alla loro poliedricità aggiungono ancora altri spostamenti per quello che sarà il seguito del loro primo singolo.

"…In linea generale posso dirti che ci prendiamo i tempi e i modi che ci vanno. Sia io sia Luca e gli altri abbiamo suonato per anni in band dove "bisognava farcela", con una certa ansia di fondo nel fare le cose giuste nel tempo giusto. E’ un po’ il modello del successo industriale applicato alla carriera musicale, e sono davvero tutte cazzate. Bisogna essere liberi all’interno del Proprio Tempo, come cantava Freddie Mercury. Solo così si è liberi. A settembre uscirà il nostro secondo singolo, Western Fuzza, il cui video è in lavorazione a Berlino. Per quanto invece riguarda altre registrazioni, credo che appunto Berlino possa essere un buon punto di partenza. Desideriamo la maggiore multiculturalità possibile in quello che facciamo".

E così si conclude la nostra rimpatriata. Occhi e orecchie quindi puntate su eskinzo.com per le prossime uscite e le molte news.