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Pinerolo Indialogo

Luglio 2013


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 

 

Intervista ad Andrea Chiabrando di "Progetto per Pinerolo"

"Questa amministrazione subisce gli eventi"

 

a cura di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.7 - Luglio 2013

  Nei mesi scorsi abbiamo sentito il sindaco e poi a turno quasi tutti gli assessori su cosa stavano facendo per questa nostra città. Abbiamo voluto incontrare anche un esponente dell’opposizione all’amministrazione, Andrea Chiabrando di "Progetto per Pinerolo", per sentire la sua opinione

Qual è la sua opinione su due anni di amministrazione Buttiero?
  
In quanto cittadino di Pinerolo vorrei poter avere un giudizio positivo di questa amministrazione. Purtroppo però, in quanto consigliere comunale, c’è grande delusione per il ben poco che si è fatto e si sta facendo. Sebbene fossimo coscienti che non sarebbe certo stata questa Giunta a risolvere i problemi di Pinerolo, speravamo realmente in qualcosa di più. E invece ci sono stati flop continui: prima la Conferenza per il Rilancio del pinerolese (a cui non è seguito nulla di rilevante), poi il progetto "Terre del Cavallo" (costosissimo e privo di qualsiasi riscontro positivo per la città), per finire col Bike-sharing (30.000€ per avere oggi 2 bici soltanto). La frustrazione, come si vede, non manca.

Cosa rimproverate maggiormente a questa Giunta?
  
Questa amministrazione subisce gli eventi. Non possiamo certo rimproverare la malafede o il malaffare. E’ gente per bene, ma priva di idee-iniziative. Si limita a subire il declino, senza dar un segno di forza di volontà per porvi un rimedio.

C’è invece almeno una cosa positiva che gli riconoscete?
  
Nell’ordinaria amministrazione è capace di gestire le situazioni con sufficienza. Anche i servizi bene o male funzionano, sono efficaci, non però efficienti come vorremmo. Ciò che manca, ancora una volta, è una visione di insieme, di progettualità.

Due drammatici problemi della nostra realtà (e non solo) sono la casa e il lavoro. Cosa ne pensa la sua area politica?
  
In realtà io vedo una sola emergenza: il reddito. Di case Pinerolo è piena, molte delle quali sfitte. Il problema principale, da cui dipende ogni altra emergenza, è la mancanza del reddito. Detto questo, per far fronte all’emergenza abitativa sono stati messi in atto dei palliativi. Ma una soluzione vera potrà esserci solo se si decide di rilanciare l’occupazione. Le case popolari poi non sono la soluzione ideale, per i loro lunghi tempi di costruzione e l’enorme costo. Meglio sarebbe incrementare il sostegno agli affitti (ad esempio i soldi sprecati per il bike-sharing vengano investiti in questo!) e rafforzare e rilanciare il mercato immobiliare.

Quali idee concrete per rilanciare il territorio?
  
Bisogna far vedere che si sta cercando di fare qualcosa. Tuttavia Pinerolo può fare ben poco, essendo gran parte delle politiche economiche più incisive dipendenti dal Governo. In ogni caso, noi possiamo mettere in atto piccole ma importanti iniziative come gli incentivi alla localizzazione delle imprese (sgravi sulle tasse locali per le imprese che decidono di restare sul territorio e investire). Inoltre poi dobbiamo sfruttare al meglio i bandi comunitari e nazionali. A questo proposito il nostro gruppo consiliare è riuscito a far approvare una delibera per la creazione di un Ufficio Bandi, competente nel cercare, analizzare e girare i vari bandi utili alle imprese e alle altre amministrazioni del pinerolese.

La decadenza del pinerolese, a parere di molti, è stata causata da una mancanza attiva di rappresentanti politici locali, regionali e nazionali. Pensiamo agli onorevoli delle nostre valli, molto presenti nel periodo elettorale, del tutto assenti sul territorio, tanto da non portare avanti le istanze delle loro città (tribunale, asl,…). Lei cosa ne pensa?
  
Sicuramente sono importanti entrambi i livelli per una gestione ottimale delle realtà locali. Certamente è mancata l’espressione locale a livello nazionale e regionale (alle scorse regionali non siamo riusciti a portare a casa nessun seggio nel nostro territorio). Tuttavia anche a livello locale, le amministrazioni hanno spesso sonnecchiato, senza preoccuparsi di fare rete, costruire un tessuto forte.

Storicamente, è sentito comune che l’area politica di centro-destra sia a favore della cementificazione sempre nuova, non sempre favorevole a una rivalutazione dei centri storici. A Pinerolo, densamente costruita, a chi si deve questa situazione?
  
A Pinerolo per oltre 20 anni ha amministrato la sinistra. E per 20 anni si è costruito ben oltre l’effettiva necessità. Spesso per lo stretto legame di quell’area politica con importanti costruttori locali, ancora oggi questa amministrazione si sta schierando per l’edificazione senza tregua del territorio. Anziché modificare il piano regolatore si sta semplicemente andando avanti con varianti. Noi invece, non è mancata una volta in cui ci schierassimo contro questa linea, a difesa delle aree agricole, ma spesso gli interessi opposti di alcuni personaggi hanno prevalso. Forse dunque a Pinerolo la visione storica di destra e sinistra è un po’ travisata. A Pinerolo il "partito del mattone" è il PD. Per quanto riguarda il centro storico, noi siamo senz’altro per un suo rilancio, ma al giusto costo, che non è certamente quello di 3100€ al mq, come proposto dall’amministrazione. Tanto più che quegli alloggi ristrutturati a questa cifra spropositata non rimarrebbero nemmeno di proprietà del Comune di Pinerolo.

Parlando del suo personale ambito di competenza, il settore agricolo, qual è la situazione del pinerolese?
   Il pinerolese ha sempre avuto realtà agricole importanti, che nonostante la crisi attuale, stanno resistendo bene, complice anche un ritorno (talvolta forzato) alla campagna. Infatti molte persone, magari in seguito a un licenziamento, spesso decidono di tornare all’attività di famiglia. Tuttavia non è su questo settore che si può fare affidamento per combattere la disoccupazione, essendo numericamente ben pochi i posti che esso impiega. Il nostro compito è solo quello di compiere piccole azioni di supporto al settore, iniziando dalla semplificazione degli iter amministrativi per le ristrutturarazioni.