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Pinerolo Indialogo

Luglio 2013

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


Alle Fonderie teatrali Limone

Nella tempesta 

di Rebecca Donella

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.7 - Luglio 2013

 Con Nella tempesta i Motus tornano a parlare di rivoluzione e lo fanno con un ritmo incalzante e dinamico che cattura l’attenzione fin dalla prima efficace scena.

In occasione del Festival delle colline torinesi, le Fonderie teatrali Limone ospitano perfettamente la prima nazionale di questa rappresentazione che prende le mosse da La tempesta shakespeariana e, con numerosi riferimenti alla rivisitazione del 3l 1969 di Cesaire, arriva a parlare di potere, rivolte, padroni, dispotismo e ribellione attraverso i personaggi di Proteo, Ariel e Calibano.

La scenografia è scarna ed essenziale, rappresentata da un fondale sul quale è proiettato il testo che viene recitato ma tradotto in francese ed in inglese e modificata grazie all’utilizzo di coperte che è stato chiesto di portare al pubblico (e che verranno donate a Libera).

Scambi di battute e scene del dramma shakespeariano si intrecciano continuamente con la riflessione sul teatro e sul suo ruolo nella realtà anche attraverso il supporto di video e registrazioni audio.

Gli attori sono tutti piuttosto giovani e bravissimi: modellano i loro corpi e le loro voci con sorprendente abilità e portano sul palco tutta la loro energia, rendendo impossibile distogliere lo sguardo.

Durante lo scorrere appassionante dello spettacolo gli attori, con le proprie riflessioni, prendono spesso il posto dei personaggi che rappresentano in un’incessante commistione tra realtà e finzione e chiamando gli spettatori ad agire attivamente fino ad invitarli, alla fine, a salire sul palco, scegliere una coperta ed occupare uno spazio.

Quando Nella tempesta finisce anche io sono sul palco, accanto agli attori; aiuto a piegare le coperte ed esco pensando che dal teatro, da questo teatro, possono davvero nascere il cambiamento e la rivoluzione.