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Pinerolo Indialogo

Settembre 2013


Dialogo tra generazioni

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 Vita internazionale 


Dario e la sua chitarra in giro per il mondo
To London con "Accordi Disaccordi"

di Alessia Moroni

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.9 - Settembre 2013

  Dario Berlucchi e il suo gruppo musicale "Accordi Disaccordi" hanno da poco concluso un anno di musica e soddisfazioni che ha regalato loro la nostra Europa. Sì, perchè suonando nelle strade e nelle piazze delle più belle capitali europee hanno dato il via ad emozioni incomparabili e ad un successo sempre più crescente. Il tutto, come ci racconta Dario, è iniziato «puramente a caso», da una semplice domanda che si sono posti lui e il suo amico e collega Alessandro Di Virgilio: «Perchè non iniziare un progetto insieme?». E così è stato. Ma chi avrebbe mai detto che il loro successo sarebbe cominciato da un piccolo «amplificatorino» in via Garibaldi? «Dopo aver suonato nelle piazze e nelle vie di Torino abbiamo deciso: compriamo un biglietto per una città a caso e proviamo..dove vogliamo andare? Londra? Benissimo! E siamo partiti. Ci siamo messi a suonare a Covent Garden, sempre senza aver programmato nulla, ed è stato un successo». Da quel primo viaggio a Londra ce ne sono stati altri otto. «Suonando nelle strade abbiamo ricevuto molti contatti per suonare in vari locali e ne abbiamo tutt’ora:così di giorno suoniamo nelle strade e di sera nei locali... tutte le volte che andiamo a Londra abbiamo delle date fisse, in particolari club e pub».

Accordi Disaccordi non si sono fermati soltanto alla grande metropoli di Londra, ma la loro musica ha conquistato anche il cuore di Bruxelles e di Berlino. «Dopo il successo nelle strade di Bruxelles abbiamo pensato di investire su questo progetto e di renderlo parte del nostro lavoro. In un anno abbiamo cambiato tutto: modo di suonare, abbiamo fatto un disco, ci siamo comprati strumenti nuovi... insomma, abbiamo preso la cosa professionalmente». Un progetto a livello internazionale dunque, che ha permesso al gruppo di crescere e di formarsi appieno. E l’Italia? «Suoniamo per lo più durante i festival, tappe fondamentali per il nostro lavoro. Qui essere un’artista, soprattutto di strada, è più difficile perché l’interesse per la musica è molto basso rispetto all’estero. In Inghilterra per esempio, in tutti i posti in cui sono stato, dal club prestigioso al marciapiede della strada, il trattamento da parte del pubblico è sempre stato uguale: sei un artista e sei apprezzato per quello che fai».

Insomma, dopo poco più di un anno le note musicali di Accordi Disaccordi si sono susseguite intorno all’Europa, ma il viaggio non finisce qui perché ci sono ancora tante mete da rallegrare, da scoprire e soprattutto da conoscere: sono proprio questi gli obiettivi che ti danno l’energia per andare avanti: «Ciò che mi ha regalato questo progetto è un’emozione difficile da spiegare... Oltre ad aver suonato in posti che mai avrei pensato prima, mi ha dato l’enorme regalo umano di incontrare tante persone e di ascoltare storie infinite e stupende di ogni tipo».