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Pinerolo Indialogo

Settembre 2013


Dialogo tra generazioni

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Mostre 



Piccole città "promettenti artisti"

L'arte come cura dell'anima

Intervista ad Alessandro Maggiorino

di Chiara Gallo

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.9 - Settembre 2013

 

  I suoi colori accesi e vitali esaltano personaggi spesso cupi, tristi o succubi di un potere al di là delle loro possibilità. L’arte di Alessandro è un incontro tra esperienza personale e ambito sociale, contiene messaggi dalla psicologia controversa o grida di allarme per un mondo troppo spesso manipolato e svuotato da ogni principio. L’arte contemporanea si circonda sempre più spesso di autodidatti, Alessandro è tra questi.

Puoi spiegarci come è nata questa passione?
Di mestiere sono operaio e ho cominciato a dipingere senza alcuna formazione per una semplice esigenza personale, l’arte mi ha aiutato a tirare fuori gran parte dei problemi che mi portavo dentro, è stata letteralmente una medicina. Posso apparire una persona solare, ma come tutti, nascondevo un lato della mia personalità; grazie ad una sorta di art therapy sono riuscito a portare questo malessere al di fuori di me e a stare meglio.

Il tuo stile è molto originale, forse proprio per quest’espressione dell’anima; ci sono artisti dai quali hai tratto ispirazione?
Spesso quando visito alcuni musei o mostre mi capita di ritrovare alcune tecniche in artisti come quelli dell’espressionismo tedesco o del fauvismo di inizio ‘900, tuttavia le differenze tra me e loro mi fanno capire quanto ognuno nel suo piccolo possa essere originale e sia in grado di reinterpretare a modo suo medesime visioni del mondo.

Il panorama artistico oggi è particolarmente competitivo e duro, che consiglio daresti ad un giovane che vi si voglia affacciare?
Sono dell’idea che l’arte non sia per tutti. Con ciò non voglio dire che se ami dipingere tu non debba farlo, anzi, ti farà sicuramente stare meglio, ma fintanto che rimane una passione. Occorre fare una distinzione tra chi è bravo e chi è un talento, solo in quest’ultimo caso si può trasformare la passione in un vero e proprio mestiere con cui vivere, in cui investire denaro, capacità e sentimento.

L’artista, il gallerista e il critico sono figure che vanno di pari passo, senza l’uno non c’è l’altro, tu che idea ti sei fatto dei rapporti che intercorrono tra loro?
Ovviamente se non si ha un gallerista su cui fare affidamento, il percorso di un artista sarà breve, è lui infatti che procura i clienti , che organizza i vernissage e che soprattutto contatta i critici, i quali hanno poi di per sé il potere di decretare "chi vive e chi muore" artisticamente parlando. È un sistema in realtà oligarchico e un po’ meschino, ma a medi ed alti livelli è quello che porta al successo.

Questo meritato successo ci auguriamo arrivi presto!