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Pinerolo Indialogo

Settembre 2013

Dialogo tra generazioni

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  Politiche del territorio


Il ministro Kyenge a Torre Pellice

Sono colpevole di essere nera, ma nessuno di noi ha scelto dove nascere

 

di Nadia Fenoglio

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.9 - Settembre 2013

  Il pienone per la Ministra Cécile Kyenge. Non è bastato il Tempio di Torre Pellice, stracolmo, a contenere la folla di persone che, la sera del 26 agosto scorso, si è radunata per l’incontro con la Ministra dell’Integrazione Cécile Kyenge, organizzato nell’ambito del Sinodo 2013 delle Chiese metodiste e valdesi. Tanta la curiosità di vederla, di ascoltare le sue parole. Cosa che, grazie all’attivazione degli altoparlanti esterni, hanno potuto fare anche i molti che non sono riusciti a prendere posto nel Tempio gremito, e che hanno occupato il cortile di fronte.

Santa ignoranza. Gli italiani, il pluralismo delle fedi, l’analfabetismo religioso: questo il titolo dell’incontro, filo conduttore che ha accompagnato gli interventi di tutti i relatori. A scandirne la successione, l’intermezzo musicale realizzato dal Quintetto degli Architorti e dalla Corale Valdese di Torre Pellice, presenza immancabile.

A dare avvio alla discussione, l’intervento del politologo Paolo Naso che ha presentato i dati della ricerca commissionata dalla Tavola valdese all’Istituto GFK-Eurisko sulla cultura religiosa degli italiani. Risultati paradossali, se si pensa che il 92% degli intervistati si dichiara cattolico ma, tra questi, solo la metà risulta praticante. Difficile, poi, per la maggior parte degli italiani, l’inquadramento dei principali personaggi biblici in successione cronologica o l’individuazione degli evangelisti. Pochissimi poi coloro che rispondono di conoscere e di aver letto per intero la Bibbia – eccezion fatta per le minoranze protestanti.

La parola passa, dunque, al giornalista Aldo Maria Valli, noto vaticanista del TG1. Smentito l’equivoco «di essere sul banco degli imputati», il giornalista tasta il polso dell’informazione religiosa nei media e ammette, con autocritica, che gli spazi a disposizione sono prevalentemente occupati dal mondo cattolico. Questa è la situazione in Italia, come un difetto di fabbrica, spiega. La visibilità delle altre religioni sui media ne viene irrimediabilmente compromessa a scapito di un’informazione completa che superi la mera facciata. Anche se, precisa, spesso le comunità religiose italiane non cattoliche mantengono una certa diffidenza verso i media tale da rendere impenetrabile la loro riservatezza con gli strumenti che si hanno a disposizione.

Verrebbe da dire che l’informazione, oggi, non è più data dalla televisione, ma va ricercata in altri canali di comunicazione, come Internet o, perché no, anche la radio. Di questo parla Gabriella Caramore, conduttrice del programma radiofonico Uomini e profeti in onda su Rai Radio 3.

Per quanto sia difficile, afferma, nel nostro programma ci impegniamo a promuovere la conoscenza delle Scritture e dei suo personaggi in chiave di confronto con personaggi, Testi e Parole delle altre religioni – e stiamo ottenendo un discreto successo.

È la volta, poi, di Agnese Cini, fondatrice di Biblia, associazione laica per la conoscenza e l’esegesi biblica. Come abbattere il muro di questa «santa ignoranza»?, si chiede. Di certo, ognuno di noi può fare qualcosa, indipendentemente dall’appartenenza ad una fede. Anche se il nostro contributo risultasse minimo, infatti, «Dio sta nei dettagli»: è nelle piccole cose che si vede la grandezza.

Finalmente, tra uno scroscio di applausi, interviene la Ministra Kyenge. Il suo discorso, sulle prime, pare una sentita difesa dagli attacchi alla sua persona ricevuti negli ultimi mesi. «Sono colpevole di essere nera, di essere donna, straniera, cresciuta in una famiglia poligamica» afferma «ma nessuno di noi ha scelto dove nascere e crescere e, su queste basi, tutti siamo colpevoli». È tempo di smetterla di aver paura dall’altro, continua, solo perché questo ha connotati diversi dai nostri: se guardiamo bene, l’altro siamo noi allo specchio. Le discriminazioni e il razzismo, infatti, ci impediscono di confrontarci col resto del mondo e, quindi, di conoscere meglio noi stessi.

La Ministra ha poi ribadito il suo impegno istituzionale nella tutela dei diritti dei migranti per una costruttiva integrazione interculturale e nella battaglia sulla cittadinanza in base al principio dello ius soli. A sorpresa è quindi intervenuto, su questo tema, Lorenzo Tibaldo, Assessore del Comune di Torre Pellice: è stato rinnovato alla Ministra Kyenge l’invito a tornare in autunno in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria ad alcuni ragazzi figli di immigrati abitanti di Torre Pellice.

In chiusura, il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini ribadisce l’impegno della comunità valdese nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti «non con la nostra Chiesa, ma nella nostra Chiesa», in particolar modo grazie al contributo dell’associazione Essere Chiesa Insieme.