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Pinerolo Indialogo

Ottobre 2014


Dialogo tra generazioni
 
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 Lettere al giornale 

 


La città metropolitana e noi

 

di Elvio Fassone

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.10 - Ottobre 2014

  A fari spenti e nella disattenzione generale, la Città metropolitana sta nascendo. Dal 1990 è prevista dalla legge, dal 2001 è scritta addirittura nella Costituzione, ma solo nello scorso aprile (con la legge n. 56) è stato regolato il percorso per passare dalla sua istituzione al suo effettivo funzionamento. E domenica 12 ottobre si vota finalmente per l’elezione del Consiglio metropolitano.

E’ giusto richiamare l’argomento dal silenzio, come ha già tentato questo periodico. Anche se non è facile, per i non addetti, districarsi all’interno di una normativa complicata: su un riassetto che avrebbe dovuto essere guidato da esigenze di razionalità amministrativa si è sovrapposta la pretesa imperiosa di risparmiare, che ha intrecciato il discorso sulla CM con quello della trasformazione delle province; e oggi il cittadino fatica ad orientarsi tra unioni di comuni, enti di area vasta, province in scadenza, città metropolitana e regione.

Ma tant’è, ormai non è più tempo di critiche, bensì di cercar di capire e di rimboccarsi le maniche. La prima acquisizione, allora, è quella che le funzioni amministrative continuano a distribuirsi sui tre livelli classici: il Comune governa il territorio di prossimità, la CM e la provincia nel suo nuovo assetto governano le problematiche di area vasta; alla regione compete la programmazione, oltreché la funzione legislativa regionale.

Il secondo punto rilevante è che la CM è titolare di tutte le competenze della provincia (che nelle altre aree sopravvive, ma privata degli organi eletti dai cittadini) e in più ne assume di proprie: il che significa che la CM diventa un organo amministrativo di importanza fondamentale.

Sta bene. Ma per noi, per il Pinerolese, per i giovani in particolare, che cosa può significare tutto questo riassetto?

Personalmente ritengo che, all’esito di un percorso ben condotto, il passaggio non sarà negativo, e ci potrà essere persino qualche opportunità in più. Certamente la città di Torino tenderà a funzionare come un magnete, e cioè ad egemonizzare il territorio; ma la dinamica complessiva della CM può ricondursi alle situazioni nelle quali un ente conferisce ad un livello superiore una parte della sua "sovranità", ma in compenso entra a far parte di quel livello superiore (l’area vasta) nel quale concorre con altri ad assumere decisioni cui prima era formalmente estraneo.

Tento qualche esempio. Alla CM compete la "cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano", di cui facciamo parte; della sua struttura è elemento essenziale il Consiglio metropolitano, che sarà l’organo di indirizzo e di controllo della CM; di questo Consiglio faranno parte i rappresentanti dei vari collegi nel quali la CM si ripartisce: ecco che il Pinerolese, il quale ha la nostra città come capoluogo del relativo collegio, avrà la possibilità di far sentire la propria voce nello sviluppo strategico della nostra area, con una presenza più diretta e più autorevole che in precedenza. E sviluppo strategico vuol dire, tra l’altro, collegamenti con il capoluogo, vuol dire programmare una formazione professionale più idonea a sfornare giovani attrezzati a collocarsi nel mercato del lavoro, vuol dire incidere nella gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione, e altro (così dice la legge n. 56/2014). Analogamente, in tema di smaltimento dei rifiuti, saranno possibili economie di scala, che renderanno meno pesanti le bollette. E in materia urbanistica si potrà pensare sia ad un più stringente risparmio dei suoli, sia a grandi aree di trasformazione che coinvolgano più comuni.

Insomma, è il momento di affiancare, sostenere e se occorre stimolare le nostre Amministrazioni affinché siano attive in questa fase di costruzione della nuova CM, con una chiara percezione dei compiti futuri e delle esigenze del nostro territorio. Questo sarà meno difficile se molti cittadini daranno il loro contributo di conoscenza e di proposte.