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Novembre 2014


Dialogo tra generazioni


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 Incontri 

 

 


Intervista al Preside del Buniva Danilo Chiabrando

«Gli ITS per formare figure professionali altamente specializzate» 

 di Stella Rivolo

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.11 - Novembre 2014

 

 Se tutto andrà per il meglio gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) arriveranno a Pinerolo a partire dal prossimo anno scolastico. Il Dirigente dell’Istituto Buniva, Danilo Chiabrando, ci ha creduto fin da subito e si è attivato per portare in porto il progetto. Lo incontriamo per approfondire il significato che questi nuovi corsi di formazione avranno per il Pinerolese.


Ci descrive che cosa sono gli ITS e a chi si rivolgono?
Sono Istituti Tecnici Superiori che hanno l’obiettivo di formare figure professionali altamente specializzate: si tratta di corsi biennali rivolti ai diplomati, che rientrano in un progetto di istruzione che sta avendo un grande sviluppo in Italia. L’idea fondamentale è di mettere in relazione l’alta formazione tecnica della manodopera
con le esigenze delle imprese del territorio; è auspicabile che da questo processo possano svilupparsi anche le basi per una nuova capacità imprenditoriale, necessaria al nostro Paese per innescare la ripresa.

In Piemonte a questo scopo sono già stati istituiti ITS specializzati in tre discipline. L’istituto Buniva è capofila della partnership che ha vinto il nuovo bando regionale, che apriva alla creazione di altri ITS in quattro settori: energetico, agroalimentare, turismo e biotecnologie.

 L’istituzione degli ITS prevede la formazione di una Fondazione in forma di partecipazione. Ci può spiegare di che cosa si tratta?
E’ previsto che gli ITS si costituiscano in forma di Fondazione poiché questo modello organizzativo rappresenta una forma di tutela, anche a fronte dei finanziamenti ministeriali e regionali che vengono erogati per i progetti. La Fondazione deve infatti strutturarsi con un proprio statuto, per garantire la dovuta stabilità ai progetti e agli accordi tra le parti interessate e per diventare un polo attrattore sul territorio di nuovi stimoli e risorse, efficiente a livello organizzativo e sempre più autonomo sul piano finanziario.

Come è nata l’iniziativa e chi sono i protagonisti coinvolti nel processo di istituzione dell’ITS a Pinerolo?
L’idea è nata nel Pinerolese ed è entrata in sinergia con altri due progetti, uno dell’Astigiano, l’altro del Canavese. I soggetti dialoganti con i quali si è instaurata una prima intesa già nel 2013 sono stati il CFIQ, Pracatinat, il Comune di Pinerolo, l’En.A.I.P. Piemonte e l’ACEA. Queste risposte positive riscontrate sul territorio hanno dimostrato che esiste una forte volontà di collaborare quando si tratta di operare secondo logiche "di sistema". La Regione poi, pubblicati i risultati della graduatoria, ci invita come vincitori del Bando ad entrare in dialogo con altri progetti di istituti concorrenti nello stesso ambito disciplinare.

 Quali corsi saranno attivati?
Il progetto che abbiamo presentato interessa il settore del risparmio energetico. Chiusa la partita degli accordi, i due corsi previsti per questo indirizzo dovranno formare le figure di Tecnico Superiore per il risparmio energetico nell’edilizia sostenibile e di Tecnico Superiore per l’approvvigionamento energetico e la costruzione di impianti. L’offerta formativa dell’ITS potrà poi essere ulteriormente articolata ed ampliata in fasi successive, in funzione delle necessità del territorio e delle disponibilità della Fondazione.

 Gli ITS sono scuole modellate sulla necessità del territorio, bisogno formativo dei ragazzi ed esigenze di manodopera qualificata delle aziende. Nel Pinerolese come interagiranno questi aspetti nei settori dei corsi attivati?
I corsi interagiranno con il territorio per creare competenze professionali adatte alle attuali esigenze imprenditoriali. Rispetto a Pinerolo le figure di questi tecnici specializzati potranno tradursi in nuove opportunità per i diplomati negli indirizzi dell’Istituto Buniva e dell’I.T.I.S..

L’alta specializzazione è poi un requisito sempre più richiesto negli interventi di riqualificazione. Questa necessità è particolarmente sentita nell’edilizia, da sempre settore trainante dell’economia, che oggi deve ricercare nuove prospettive di azione per un possibile rilancio.

Avete già qualche dato numerico sui potenziali iscritti e su aziende del territorio interessate ad investire in questo tipo di progetto formativo?
Gli iscritti potranno essere al massimo venticinque per corso. Oltre agli accordi già stipulati, diversi studi professionali del Pinerolese di esperienza consolidata hanno manifestato interesse a diventare parte attiva in questo progetto.

È vero che il titolo biennale che viene rilasciato alla fine del percorso di studi ha valenza europea?
È vero. Questo aspetto rappresenta un elemento di grande novità. La Fondazione ITS ha sì carattere regionale, ma il titolo rilasciato
ha validità in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Il modello di questi corsi è quello tedesco, lezioni e lavoro, con tirocini lavorativi retribuiti. È così o ci sono delle differenze?
In linea di principio è così. Ma le due realtà vanno calate in modelli scolastici diversi. In Germania il sistema è "duale": la formazione specialistica di tipo tecnico-professionale esclude la possibilità di accedere all’università. In Italia non è così e nel nostro modello di istruzione le sinergie attuabili per mettere in dialogo mondo del lavoro e didattica seguono percorsi differenti. In quest’ottica il progetto per l’ITS è coerente con una strategia più ampia adottata dall’Istituto Buniva, per la quale si sta costituendo un Comitato Tecnico Scientifico Consultivo composto da docenti, imprese e istituzioni.

Anche alla luce dei corsi universitari ancora presenti a Pinerolo, esiste un’interazione tra ITS e mondo accademico o i percorsi sono alternativi?
I due percorsi possono essere alternativi o paralleli.

I dati sui corsi degli ITS già attivati indicano alti livelli di occupazione al termine dei percorsi formativi. Pensa che questi corsi di alto profilo professionale possano essere d’aiuto per invertire la crisi economica e occupazionale sul territorio e contestualmente fronteggiare il fenomeno della cosiddetta "fuga dei cervelli"?
In un contesto di crisi gli ITS possono coadiuvare lo sviluppo dell’occupazione e reinventare l’imprenditorialità stessa. Rispetto al fenomeno della "fuga dei cervelli" si può dire che nei settori tecnici oggi è più che mai necessario un recupero di quei "cervelli", intesi come competenze, che in momenti critici hanno storicamente saputo ricostruire il Paese. Gli ITS possono allora diventare uno strumento importante per far rientrare una cultura del lavoro di questo tipo nella scuola.