Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo Novembre 2014

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Majus 


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.11 - Novembre 2014

 

  Marius Gabriel, 21 anni, è un dj/producer e rapper di Pinerolo, attivo da anni nella zona sotto lo pseudonimo di Majus e con già diverse collaborazioni con artisti del bacino torinese.

Hip-hop, R’n’B, Breaks e House sono alcuni tra i generi su cui ti muovi: in che modo pensi che la poliedricità arricchisca il lavoro di un produttore? In che modo decidi, di volta in volta, a quale genere dedicarti?
Un produttore è allo stesso tempo un artista. Un artista con tanta cultura, una persona che non si limita ad un solo genere. Una persona incuriosita da vari generi musicali. Non ha limiti, o almeno, non dovrebbe. Non c’è un modo fisso grazie al quale decido quale genere produrre… dipende dallo stato d’animo, dipende dagli avvenimenti dei giorni prima, dipende dalle varie influenze epigenetiche con cui mi sono scontrato. A volte desidero suonare la tastiera con un’armonia di piano e spesso sviluppo nuove idee. Le nuove idee incontrano altre nuove idee e cosi nasce una traccia strumentale.

Molti dei tuoi beat sono stati utilizzati da rapper della zona: in che modo siete entrati in contatto? Qual è la tua opinione riguardo la vendita di produzioni all’interno della musica underground?
E’ difficile per me rinunciare ad un beat a favore di un artista. A volte concedo l’occasione agli artisti di utilizzare la base perchè dimostrano di averne le competenze musicali, a volte perchè a loro piace immensamente qualche beat, a volte perchè ne acquistano i diritti. Vendere le strumentali solo per i soldi, è sbagliato. Alcuni artisti non sono "arti"-sti, non sono competenti. Altri non hanno la tonalità, il flow, la metrica giusta o le liriche adatte alla strumentale. Per un produttore è una decisione difficile decidere a chi dare o vendere una strumentale.

In che modo nascono i pezzi dove canti? Nasce prima il testo o la strumentale? In che maniera, essendo sia rapper che producer, pensi che le parole e la musica si leghino?
I pezzi dove canto sono realizzati grazie ad un’enorme emozione che mi avvolge mentre compongo e metto insieme pezzo per pezzo per arrivare al beat concreto. Sono strumentali dove sento che l’unico adatto e capace a riempire tutti gli spazi "vuoti" della base sono io. Le parole e la musica si legano come l’amore reciproco. Un artista dovrebbe essere un maestro sia nelle parole sia nella musica, sono due concetti fondamentali con cui illuminarsi d’immenso.

Tu sei anche un MC, e oltretutto vai in freestyle in più lingue, dall’italiano al rumeno all’inglese: come pensi che si possa promuovere la cultura del freestyle in una realtà come Pinerolo, anche come mezzo per mescolare culture differenti?
Si, sono un MC. Per me la musica non si ferma alle basi, ai testi, alle sinfonie, agli strumenti. La vera musica si fa live, muovendo la bocca ed emettendo suoni piacevoli, cantando, rappando, improvvisando, è musica, è suono, è un bellissimo rumore, è un esercizio per la mente e per il corpo allo stesso tempo. Il freestyle in più lingue è un concentrato di cultura internazionale e musica messi insieme. E’ un’evoluzione! La cultura del freestyle si diffonde appena gli spettatori sentono gli MC improvvisare. Alcuni provano, altri ne parlano, altri iniziano a partecipare, anche solo come spettatori. Culture diverse creano altre culture ancora più diverse, non c’è mai un’unica cultura, e questa è una cosa bellissima.

Ogni tuo lavoro viene prodotto in maniera tutto sommato casalinga: hai qualche consiglio da dare a chi vorrebbe provare a fare altrettanto?
Ogni mio lavoro viene prodotto nel "MajusStudio", a casa mia. Tempo fa ho provato a chiedere asilo a uno studio di Torino, ho provato a propormi come "know how" in vari studi, ma la risposta è sempre stata la stessa: una giustificazione non valida per varie cause che non sto a replicare.
Il mio consiglio è di seguire la mia legge di vita: ognuno fa quello che vuole se davvero vuole farlo. E inoltre, mai porsi limiti. La cultura non ha limiti, non bisogna mai limitarsi.