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Pinerolo Indialogo

Novembre 2014


Dialogo tra generazioni

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 Politica Giovane Young 



Intervista a Maurizio Trombotto

«Pinerolo credo sia una delle più belle città del Piemonte»

di Emanuele Sacchetto  

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N. 11 - Novembre 2014

 

   Maurizio Trombotto, Presidente di Italia Nostra Pinerolo, è anche consigliere del Comune di Torino in conto Sel. Gli abbiamo chiesto come svolge il suo ruolo di "ponte" tra città e pinerolese.

Per cominciare, da quanto tempo vive a Pinerolo e a che cosa è dovuta la sua scelta di risiedervi?
Abito a Pinerolo dal 2010, dunque non da moltissimo tempo. Tuttavia, essendo la mia famiglia originaria del pinerolese, sono sempre stato innamorato della città di Pinerolo in particolare. Ecco allora che, in seguito a mutamenti famigliari, ho scelto di trasferirmi in questa bella città.

In che modo il suo doppio incarico di presidente di Italia Nostra Pinerolo e consigliere comunale del Comune di Torino può essere una risorsa per il pinerolese?
L’unione di risorse che si può ottenere da una sinergia tra Torino e Pinerolo è evidente e io cerco col mio ruolo di lavorare in questa direzione. Mi sono fatto promotore di alcuni tentativi di coinvolgimento del pinerolese e di Pinerolo in iniziative del Comune di Torino.

Ad esempio, nell’ambito del progetto iniziato dal Sindaco Fassino di dedicare il 2016 al periodo medievale di Torino, sto cercando di farne un’iniziativa connessa con Pinerolo, il quale vanta peraltro un patrimonio medievalistico storicamente più rilevante.

Un altro esempio è la volontà di creare una stretta collaborazione tra il Teatro Stabile di Torino e il Teatro di Pinerolo, nell’ambito della produzione del Teatro Stabile stesso.

Per restare poi in ambito più strettamente pinerolese, in merito al progetto dell’amministrazione del Polo culturale nella caserma Bochard, cerchiamo di portare a Pinerolo l’esperienza delle "case della cultura" di Torino.

Come vede questa nostra città un pinerolese di importazione?
Pinerolo credo sia una delle più belle città del Piemonte. La qualità della vita è di molto superiore a quella di Torino. Tuttavia, in questo momento è in declino, depauperata. Ha bisogno di essere rivalutata, esaltandone le qualità e bellezza. Da questo punto di vista, il fatto che Pinerolo sia rappresentata nella città metropolitana è un fattore positivo e spero ne permetterà la riqualificazione dell’identità.

Parlando proprio di città metropolitana, pensa che possa essere un’innovazione positiva per il nostro territorio? Come dobbiamo prepararci al cambiamento?
Proprio il 30 ottobre c’è stato il primo incontro preparatorio che dovrà poi portare all’approvazione dello Statuto per il funzionamento della città metropolitana. Io guardo a questa innovazione come ad una sfida positiva. Bisogna viverla ed interpretarla per darne un giudizio. Certo il rischio che diventi una riproduzione delle vecchie Province con pressoché le stesse competenze c’è. Sarà compito di questi mesi di transizione individuare bene le competenze di questa nuova realtà, che potranno e si auspica andranno al di là di quelle delle vecchie province. L’aspetto positivo è che essa permetterà di gestire in modo più razionale ed efficiente il territorio, recuperando anche il rapporto con la cittadinanza. Ad esempio, tra le varie funzioni fondamentali di questa nuova entità vi è quella di "sviluppo strategico, economico e sociale del territorio metropolitano". E’ evidente che questa, se ben realizzata, porterà grandi vantaggi per il territorio.

Italia Nostra si occupa in questo momento principalmente di Palazzo degli Acaia e Turck. Quali sono le sue posizioni in qualità di Presidente?
Il nostro ruolo è quello di stimolo, di pungolo nei confronti dell’amministrazione. In particolare, per il Palazzo degli Acaia stiamo portando avanti un progetto per evitarne il deterioramento. Questa iniziativa, a cui la soprintendenza ha già accordato parere favorevole, sarà finanziata dalla Compagnia di San Paolo, senza la necessaria partecipazione del Comune.

In merito al Turck, stiamo portando avanti un tavolo di discussione con il Comune e i proprietari dello stabile. C’è stato un concorso di idee per valutare la fattibilità di progetti diversi da quello di mero abbattimento per far posto a un’unica area residenziale con annessa un’area di verde pubblico e privato (proposta che aggrada maggiormente ai proprietari). L’idea di Italia Nostra è quella di valorizzare l’impronta di identità del luogo, come legame tra città e campagna. Molte idee sono emerse, tutte molto interessanti. Il nostro obiettivo è quello di far rientrare il progetto Turck nella "variante ponte", cosa attualmente inspiegabilmente non prevista, vista l’importanza rivestita dalla zona.

Parlare di recupero di aree urbane porta direttamente a uno dei problemi principali di Pinerolo: il centro storico. Come valorizzarlo?
E’ necessario un ragionamento che permetta di renderlo più vivibile. Per realizzare questo ci sono più politiche da attuare: dalla pedonalizzazione, alle aree 30, alla centralizzazione delle attività commerciali e dei servizi (evitando la diaspora verso l’esterno della città). E’ necessario attrarre le attività ed elementi di vivacità (che non significa solo movida) e non solo farne una zona residenziale.

Ci dà un giudizio sulla giunta Buttiero? E’ un problema di uomini o di idee?
L’unica critica costruttiva che posso muovere è il difetto di essere, a mio avviso, eccessivamente provinciali. E’ necessario non concentrarsi solo su di sé. E da questo punto di vista, credo che l’avvento della città metropolitana potrebbe portare interessanti impulsi.