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Pinerolo Indialogo

Novembre 2014

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


Inaugurata la stagione teatrale del Sociale 2014/15

Il jazz di Fresu, del Trio Martinale e di Tracanna

di Sara Nosenzo

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.11 - Novembre 2014

 

La locandina di Jazz Visions, gli strumenti musicali, l’installazione artistica sullo sfondo sono le prime immagini che si assaporavano entrando nel Teatro Sociale di Pinerolo sabato 25 ottobre. Le luci sono accese e le persone prendono posto scambiandosi saluti e sorrisi. Nella platea si sente un sentimento di rilassate
zza e desiderio di immergersi completamente nella musica. Si spengono le luci e dopo una concisa introduzione i musicisti prendono posto, si scambiano uno sguardo d’intesa e la magia del jazz comincia…
    

Una musica nostalgica quanto calda e appagante avvolge la platea. Il jazz ha lo stesso calore di una coperta in una serata di dicembre: ti avvolge, ti confort
a, ti lascia viaggiare con la mente, tenendo il corpo fermo sulla sedia e le gambe, come impazzite, muoversi a tempo. Le persone, in rigoroso silenzio, vengono rapite dalla musica e persino i fotografi, sparsi per il teatro, si soffermano a tratti per ascoltare i pezzi proposti dal leader del Trio Luigi Martinale.

Per la serata, oltre al talentuoso trio, composto da Paolo Franciscone, Mauro Battisti e Luigi Martinale, vi erano due ospiti d’eccezione: Tino Tracanna ai sassofoni e Paolo Fresu alla tromba e flicorno, che hanno reso i brani più ricchi e dotati di un forte sapore jazz, profondo e sincero.

Aprire una stagione teatrale con un concerto spumeggiante come questo non è semplicemente un’ottima scelta, ma piuttosto un messaggio molto importante: dove c’è duro lavoro e un gruppo solido, c’è successo.

Ho prestato molta attenzione non solo alla musica in sé, ma al modo in cui veniva eseguita: in ogni brano un artista trovava il suo spazio, il suo assolo, per esprimersi al meglio e questa non è stata una scelta di cortesia, ma di stima e rispetto palpabili, da artista ad artista. La musica, di brano in brano, accentuava un sentimento, un sapore per così dire che gli artisti volevano trasmettere.

Il concerto è stato un forte atto di comunicazione, un dialogo sincero con una forma d’arte che non ammette bugie. Lo spettacolo, gradito dal pubblico che riempiva interamente il teatro, non si è concluso con i brani in scaletta: sono stati richiesti ben due bis agli artisti, che si sono prestati di buon grado ai desiderata del pubblico. Un ulteriore applauso è stato attribuito all’artista e scenografo Michelangelo Tallone, che con le sue forme "saettanti" e i cerchi riflettenti portavano lo spettatore ad immergersi nello show ancora prima che la musica cominciasse effettivamente. Oltre alla musica, le sue forme donavano un’altra dimensione alla melodia, quella del colore, visibile e palpabile.

Il concerto jazz di apertura della stagione teatrale 2014/15 è stato come una carezza in tarda serata, un bicchiere con cui brindare, un ricordo di un passato lontano. È stato la scelta migliore per questo primo spettacolo e si spera che gli altri siano allo stesso livello, e vedendo il programma sembra essere proprio così.