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Pinerolo Indialogo

Novembre 2014


Dialogo tra generazioni

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 Uomini del pinerolese 



Beppe Pavan

"Uomini in cammino"

di Sara Nosenzo  

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.11 Novembre 2014

 

  Per bilanciare la rubrica "Donne del Pinerolese" ne abbiamo confezionata anche una al maschile che si alternerà con quella sulle donne. Non potevamo non cominciare con Beppe Pavan, che ha fondato un’associazione di soli uomini, "Uomini in Cammino"

Ci racconta qualcosa di sé?
Il mio è stato un percorso molto vario nella vita perché ho iniziato con l’idea molto radicata di fare il prete, per undici anni sono stato in seminario anche con l’obiettivo di andare in missione. Nel ’68, non convinto che quella fosse la mia strada, ho chiesto di poter fare un’esperienza di fabbrica e infatti non sono più tornato in seminario. Ho iniziato a far parte dei gruppi di quartiere e sono entrato nel sindacato. Nel ’73 ho iniziato a lavorare per la Cisl di Pinerolo, che ho poi lasciato per la Coap, finendo poi i miei ultimi anni di lavoro in un asilo per persone anziane a Torre Pellice.

Ci può raccontare qualcosa dell’esperienza pinerolese del ‘68?
Il ’68 io l’ho vissuto abbastanza di straforo perché quando sono entrato in fabbrica venivo dal seminario quindi un ambiente in cui si sapeva e si leggeva poco su quello che succedeva fuori. Ho partecipato al Movimento Studenti Cattolici che c’era a Pinerolo cercando di capire, anche perché Pinerolo, secondo me, ha avuto una mobilitazione di tante associazioni e gruppi degna di nota. La mia formazione da seminario, però, mi spingeva a essere più un ascoltatore e quindi la mia difficoltà era davvero sentirmi uno come tutti.

Veniamo agli "Uomini in Cammino". Che cos’è questa associazione e come è nata?
Mia moglie, dopo qualche anno che eravamo sposati, mi ha chiesto di cambiare le mie abitudini. I cambiamenti non sono stati eclatanti anche perché sapevo che da solo non potevo cambiare gli orari del sindacato così da poter stare più tempo a casa, ma ci sono stati comunque dei miglioramenti. Ho iniziato a pensare che dovesse esserci un cambiamento di tutti gli uomini, del genere maschile, così da poter supportare le donne ed essere mariti e padri al meglio delle nostre possibilità. Bisognava quindi creare un gruppo di uomini che nel ’93, tramite la Comunità di base, inizialmente solo amici, ha iniziato a parlare di argomenti che normalmente gli uomini non affrontano perché educati ad essere senza paure e debolezze. Le esperienze di vita, i problemi profondi e le emozioni in questa maniera vengono affrontati partendo dalla condivisone di ognuno sulla base di ciò che si è vissuto. Si è imparato così non solo ad ascoltare, ma anche a parlare quando viene il proprio turno. Il gruppo inoltre è aperto a chiunque: in questi ventuno anni sono passati più di cento uomini di tutte le età, con gli ultimi tempi sono arrivati anche dei giovani.

Lei fa ancora parte della Comunità di Base, ci ragguagli sull’oggi…
Di recente abbiamo avuto due problemi: la sede della Comunità di base è cambiata spostandosi negli spazi del FAT (n.d.r. famigliari e amici di tossicodipendenti) dove si riunisce anche il Gruppo Uomini; il secondo è stato una separazione all’interno della Comunità: una parte ha seguito don Franco, mentre altri membri hanno dato vita ad un’altra Comunità di Base sempre a Pinerolo.

Si è interessato anche all’alimentazione naturale…
Inizialmente era un’esperienza diretta di lavoro con la Coap, che poi si è trasformata in uno stile di vita: casa nostra era diventato un ritrovo per gustare questi sapori di differenti regioni quali vino, frutta e carne perché il camion scaricava nel mio cortile la merce e le persone che l’avevano acquistata venivano a prendersela alla sera. Questa esperienza è poi proseguita nel Gas (Gruppo di acquisto solidale).

Un pensiero su questa città?
A partire da un episodio tragico vevamo proposto al Comune un progetto invitando le istituzioni a riflettere sulle relazioni che ogni persona di una comunità intrattiene. Sul territorio dovrebbero esserci dei punti di appoggio per aiutare le persone con i loro sentimenti e relazioni. Non c’è stato alcun seguito.