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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2014


Dialogo tra generazioni


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 Politica giovane young 

 

 


I rappresentanti d'istituto delle SMS di Pinerolo

Cosa fanno i giovani a Pinerolo? Dialogo con i rappresentanti d'istituto degli studenti 

 di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.12 - Dicembre 2014

 

 Parlare di giovani a Pinerolo significa parlare soprattuto dei giovani che frequentano le scuole medie superiori (6000 c.a). È questa la realtà più visibile e istituzionalizzata. Incontriamo perciò i rappresentanti degli studenti in Consiglio d’Istituto del Porporato (Debora, Susanna e Caterina), del Curie (Edoardo) e del Buniva (Elisa e Cristina) per parlare di politiche scolastiche e giovanili in genere.

  

Prima di tutto siamo curiosi di sapere il motivo della scelta di candidarsi.
Buniva: La nostra scelta è stata dettata dall’incapacità operativa dei nostri predecessori. Infatti, seppur le idee non siano mai mancate, la realizzazione di progetti concreti non è mai riuscita. Noi vogliamo finalmente riuscire a fare e non solo più a parlare.
Porporato: Ex rappresentanti di classe per lo più, e già membri dell’organo esecutivo che affiancava il Consiglio d’Istituto, a convincerci a candidarsi è stata la volontà di prendersi cura, attivamente, e di assumersi una responsabilità.
Scientifico: La nostra scelta invece è stata supportata dal buon esempio dei rappresentanti dell’anno scorso, nell’intento naturalmente di fare meglio sempre.

Avete creato un collettivo cittadino o ogni Istituto va per conto suo?
Abbiamo subito creato un gruppo tra di noi per organizzare e realizzare progetti condivisi e confrontarci sui problemi di ogni singolo Istituto. Infatti, le esigenze sono diverse, ma il confronto ci permette di trovare soluzioni migliori a problemi interni ed esterni. Abbiamo anche tentato una collaborazione con altri Istituti di Pinerolo, ma per ora con scarsi risultati. Questo è un peccato, ma speriamo di poter fare meglio in futuro.

Quali sono i problemi più avvertiti all’interno dei vostri Istituti?
Buniva: Il problema principale è sempre stata la mancanza quasi totale di iniziative e la scarsa disponibilità dei professori, il più delle volte dubbiosi sulla buona riuscita di queste. Inoltre, un deficit per gli studenti è anche la mancanza di uno psicologo interno con cui poter parlare liberamente.
Porporato: La cosa più difficile con cui aver a che fare è la grande diversità degli indirizzi interni al Liceo, che rende ardua una vera collaborazione su un piano di parità. Sembra spesso (purtroppo ed erroneamente), che a proporre iniziative sia sempre solo il liceo classico. Inoltre, provenendo gli studenti da paesi anche molto lontani è difficile riuscire a creare gruppi stabili all’interno.
Scientifico: La cosa più difficile cui far fronte è la mancanza di interesse degli studenti. Ogni cosa che si propone loro di fare è vista come una fatica. Tuttavia, da quest’anno sembra che ci sia maggior interesse.

Storicamente, ormai, in ogni Istituto si organizzano le "giornate autogestite": cosa proponete per quest’anno?
Buniva: Purtroppo nel nostro Istituto non sono mai state organizzate giornate di questo tipo, per la mancanza di consenso del Dirigente Scolastico. Ma per quest’anno stiamo cercando di realizzare la giornata della memoria e una giornata dell’arte, vista anche la presenza del Liceo Artistico nel nostro Istituto.
Porporato: Come ormai da anni, proporremo la giornata dell’arte, con laboratori di ogni genere e la giornata autogestita, con dibattiti su temi di attualità.
Scientifico: Quest’anno, oltre alle ormai famose giornate della memoria e delle arti, stiamo pensando a una giornata per l’interculturalità, con laboratori su diversi paesi del mondo, per farli conoscere agli studenti.

Si dice che la politica vada male anche perché i migliori non scendono in campo. E’ così anche per i rappresentanti d’Istituto? C’è interesse per la vita amministrativa e gestionale della propria scuola?
Purtroppo anche a livello studentesco è molto facile parlare ma poi ad impegnarsi effettivamente e partecipatamente di gente ne rimane ben poca. E’ molto facile criticare il lavoro degli altri, ma nessuno è poi disposto a metterci la faccia e a collaborare attivamente. Immediatamente dopo le elezioni c’è entusiasmo e voglia di fare, ma purtroppo questo scema in fretta e a lavorare rimangono in pochi.

Avete creato un rapporto con le istituzioni del territorio (Sindaco, Assessorati, Associazioni,..)? Lo ritenete utile?
Non l’abbiamo ancora fatto ma dovremo. Ad esempio, volendo organizzare la festa di fine anno fuori dalle scuole, ci piacerebbe riuscire ad ottenere il sostegno del Comune, attraverso il suo patrocinio. Naturalmente abbiamo avviato anche un dialogo per iniziative condivise con associazioni giovanili come l’Officina Pinerolese.

Buttiamoci in politica: cosa ne pensano dei giovani di 17/18 anni del fenomeno Renzi?
Sembra molto bravo a pensare all’aspetto, all’apparenza, ma in quanto a sostanza non sembra convincente. Non basta esser giovani anagraficamente per portare innovazione, se poi si pensa come i vecchi della politica.
Ci dispiace in realtà non poter mai affrontare argomenti di attualità politica a scuola, spesso anche per il timore degli insegnanti e per l’offensività della discussione con i nostri compagni. E’ un argomento difficile da affrontare, senza scendere nella propaganda politica.

Diteci una cosa indispensabile che manca secondo voi per i giovani nel territorio pinerolese.
Di iniziative non ne mancano. Ciò che è assente o funziona male è l’informazione. Non si scelgono i canali giusti per raggiungere i giovani e coinvolgerli. Questo non significa che il mezzo giusto sia Facebook e i Social Networks. Tutt’altro. Spesso funziona meglio il vecchio sistema del contatto individuale, persona per persona, con una lettera e mail. Questo obbliga i giovani a sapere quali sono le iniziative che a loro si rivolgono e scegliere se parteciparvi. E’ vero che ciò premia la pigrizia dei destinatari, ma questo sistema dovrebbe servire, almeno inizialmente, a ricreare un rapporto tra giovani e politiche giovanili promosse anche dalle istituzioni (ora del tutto assenti).

Una cosa positiva nelle vostre scuole e nel territorio.
Senz’altro, a partire da quest’anno, la collaborazione tra di noi attraverso il collettivo, che significa creare iniziative condivise tra licei e studenti. Non sarebbe male anche pensare ad un giornale condiviso, capace di unire e far circolare pensieri e dibattiti.

Una breve riflessione...

Ascoltare i pensieri e le idee di giovani studenti è sempre interessante e formativo. In particolar modo devo riconoscere a questi giovani ragazzi una grande intraprendenza, voglia di fare e collaborare. Una bella lezione da insegnare anche alla nostra Amministrazione Comunale: far squadra e confrontare idee diverse porta solo cose positive!
Se ancora qualcuno, prima di leggere i tanti pensieri e progetti di questi ragazzi (difficilmente riassumibili in poche aride righe), avesse potuto pensare che i giovani fossero pigri, disinteressati, mi auguro si sia destato dal proprio sonno ignorante e abbia preso coscienza di una presenza autoconsapevole che ha voglia di dire e di fare!
Se le idee per le politiche giovanili nella nostra città mancano, forse sarebbe ora di tener conto delle potenzialità innovative di questi ragazzi!
Sindaco Buttiero, se ci sei batti un colpo!
                                                                         Emanuele Sacchetto