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Dicembre2014

Dialogo tra generazioni

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Camilleri in  Donne

"Semplicemente donne"

di Valentina Scaringella

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.12 - Dicembre 2014

   

  "Tu se’ fieramente nelle branche d’amore inviluppato", dice il marito defunto della vedova di cui si è innamorato Boccaccio a quest’ultimo. Parole del Corbaccio che si potrebbe essere tentati di rivolgere al Camilleri di Donne, a suo modo perdutosi in una sorta di "laberinto d’Amore". E non a causa di una donna sola, bensì di 39. Dai nomi che vanno dalla A alla Z.

Lo scrittore, però, è uno che nel "laberinto" sta bene e che dal "laberinto" non vuole uscire. Nessun aiuto celeste da lui invocato per fuggirne, nessuna forza celeste che lo ritenga bisognoso di un qualche soccorso. Sono la Donna e la femminilità ad averlo fatto prigioniero. Non potrebbe esserci per lui cattività più dolce. Se per quel Boccaccio esistono "femine" e "donne" – le prime delle quali "animale imperfetto, passionato da mille passioni spiacevoli e abbominevoli" –, per questo Camilleri esiste soltanto quella Donna così femminile che tanto lo affascina. Tutta virtù o solo vizi o un po’ e un po’. In cui non sempre la virtù è virtù e i vizi sono vizi.

I volti di questa Donna appartengono alla storia, alla letteratura e alla vita stessa dell’autore, per rapporto diretto o per sentito dire. In quella mescolanza di realtà e finzione che è, per lo più, la creazione letteraria. Con buona pace di quanti, in uno scritto in prima persona autoriale, si ostinano a vedere, sempre e necessariamente, la fedele o infedele narrazione di una reale esperienza autobiografica. Anche se piace pensare che Elvira, la deliziosa nonna dello scrittore, anziché dire "vado a cuocere il pane nel forno", dicesse realmente "vado a fornicare". Con una spiritosaggine propria del nipote, addirittura percepibile quando egli affronta la Beatrice dantesca e l’Elena del mito: come non sorridere al suo "ma santo ragazzo [Paride], perché non te la sei portata [Elena] sul monte Ida tra le tue pecore? … lassù chi vi veniva a cercare?"? Altro che guerra di Troia!

Come se stesse sfogliando un vecchio album fotografico, l’autore ci illustra insomma le immagini delle donne che hanno segnato la sua lunga esistenza. Con scatti da vero artista. Della durata di non più di sette pagine ciascuno. Con la messa a fuoco, in sostanza, dell’attrazione: sia intellettiva sia fisica (nelle sue infinite sfumature, compresa quella più animalesca). Sotto la calda luce della comprensione e dell’astensione da un facile giudizio. Perché puoi finire nelle case di tolleranza a causa del fascismo, a elemosinare per il ripudio sociale che ti colpisce se sperimenti il carcere, a "fare cambio" col tuo corpo giacché nessuno ti dà niente per niente e tu non hai nemmeno quel niente. Perché i tuoi perché sono tuoi.

Una lettura quindi che ci mostra le tante donne di cui è fatta la Donna, senza avere la pretesa di rappresentarle tutte, il che sarebbe peraltro impossibile. Tra di esse v’è però un esempio positivo per ognuna: la bella Nefertiti, con le sue piccole rughe scolpite. Camilleri docet!