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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2014


Dialogo tra generazioni

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 Arte & Architettura 



Lo sventramento di via Principi d'Acaja

di Aldo Martellotto

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.1 - Gennaio 2014

   Passeggiando in una delle vie più antiche della città di Pinerolo, via Principi d’Acaja, in pieno centro storico, non si può fare a meno di notare la sua particolare sezione stradale: scendendo da San Maurizio verso via Trento, appena oltrepassato il Palazzo del Senato, la via si allarga improvvisamente raddoppiando, se non triplicando, la sua ampiezza.

Questo fatto trova spiegazione in un intervento estremo nella geometria degli spazi della via.

La via Principi d’Acaja infatti, fino a metà degli anni Trenta, si presentava di sezione omogenea nella sua lunghezza: era presente una cortina di edifici la quale si attestava dall’attuale via Trento sino al Palazzo del Senato, addirittura adiacente ad esso; questi edifici creavano una via parallela, via Sant’Agostino, di cui oggi non resta che un piccolo tratto perpendicolare alla vecchia via, a lato dell’omonima chiesa.

L’intervento estremo di cui si accenna sopra avvenne in seguito ad una perizia effettuata dal Comune (24 aprile 1935), che aveva previsto che un’arteria raggiungesse Piazza Cavour, determinando lo sventramento totale di Via Principi d’Acaja e quello parziale di Via Mazzini. Il progetto definitivo di risanamento si concretizzò tuttavia nel 1938, con una nuova proposta dell’Ufficio Tecnico che adottava la seguente giustificazione: "Nella compilazione del piano regolatore […] della Città di Pinerolo del 1921 […] non fu considerata la parte vecchia della Città. Oggi però non è più possibile trascurare un così importante e vitale problema, giacché la bonifica umana, base fondamentale del miglioramento della razza, richiede anzitutto il risanamento dell’abitato e particolarmente la distruzione dei tuguri, che costituiscono dei focolai di micidiali malattie infettive".

L’intervento di demolizione degli edifici insalubri interessò tuttavia il primo tratto della via, ossia da via Trento sino all’altezza della chiesa di Sant’Agostino, lasciando integri i restanti edifici, che furono demoliti nei primissimi anni Sessanta, come indicato dalla Relazione in merito al progetto di Risanamento del centro storico: "Negli anni precedenti si è già provveduto alla demolizione di una piccola parte delle vecchie case e dei tuguri situati sul lato sinistro di Via Principi d’Acaja, presso l’incrocio con Via Trento. La demolizione fu sospesa per la difficoltà di dare alloggio alle famiglie che abitano le case da demolire. La zona lasciata libera dalle demolizioni sarà sistemata con aiuole ed alberature".

È inoltre molto interessante notare come questo progetto di estese demolizioni fosse posto nella direzione di salvaguardia e valorizzazione della preesistenza: «La esecuzione delle opere su accennate consentirà anche di valorizzare il cospicuo quanto finora trascurato patrimonio storico-artistico della città», nonostante già all’epoca parte della stampa si fosse schierata contro l’intervento, così come anche noi oggi non possiamo farne a meno, consci dell’aver perso per sempre un pezzo di storia della nostra città.