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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2014


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 

 

Intervista a Giorgio Canal, consigliere di Sel

"C’è bisogno di una forte coesione del territorio. Manca un’idea di città!"

 

a cura di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.1 - Gennaio 2014

  Giorgio Canal, una presenza storica in Consiglio comunale a Pinerolo. Lo abbiamo sentito come esponente di opposizione, nel partito di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel).

Incominciamo con una nota personale. Da quanti anni è in Consiglio comunale e in quali partiti ha militato?
   Sono entrato per la prima volta in Consiglio comunale nel 1990 con una lista chiamata Gruppo per l’Alternativa, che comprendeva i partiti della sinistra e rappresentanti della società civile. Al tempo ero Presidente dell’ARCI Pinerolo. Sono stato consigliere comunale in rappresentanza di liste civiche. Ho militato nel PD e da circa 2 anni e mezzo in Sinistra Ecologia Libertà.

Che cos’è per lei la politica e com’è cambiata in questi anni in città?
   Politica è passione, è voglia di cambiamento, è attenzione ai problemi della gente e delle città per riuscire a trovare soluzioni, è stare a fianco dei cittadini in difficoltà… Lo spettacolo che hanno dato molti, troppi politici a livello nazionale è indecente: la corruzione, l’autoreferenzialità, il ladrocinio… A Pinerolo c’è sempre stata e continua tuttora ad esserci una gran voglia di partecipazione e questa è politica, perché rappresenta l’impegno di entrare "dentro" alle questioni, per il bene della città. Certo, se a fronte di critiche all’operato di un’amministrazione, la reazione è quella di liquidare il tutto con la definizione di "radical chic", come ha fatto il Sindaco rispetto alle critiche alla costruzione di un secondo grattacielo nella zona dei Portici Blu, beh…. allora siamo molto lontani dalla vera Politica, dall’aprire il Palazzo Comunale alle istanze dei cittadini.

Passiamo ora all’impegno di Sel per la città. Voi avete fatto un questionario sul centro storico con la raccolta di molti dati esposti nel vostro sito. Ha prodotto qualche risultato operativo?
  
Intanto, abbiamo provato nuove forme di partecipazione (utilizzo del web) da affiancare ai metodi classici (questionario cartaceo, interviste); abbiamo chiesto il parere ai vari attori coinvolti nel centro storico (residenti, commercianti, associazioni...). La partecipazione costituisce già di per sé un modello di riferimento per le azioni progettuali nella città. Troppe volte ci si è trovati di fronte a decisioni imposte dall’alto, subite dai cittadini, dove parlare di partecipazione diventa quasi un elemento di fastidio, di ostacolo per chi è stato chiamato a "decidere"... Partecipazione presuppone un’amministrazione trasparente, accessibile e dialogante, capace di comunicare e di ascoltare.

Sul Centro Storico è emersa la necessità di lavorare su tre grandi obiettivi: 1. il miglioramento della qualità della vita degli abitanti del centro storico e i servizi che questo può dare alla città; 2. la promozione dell’identità storica e culturale e la verifica delle potenzialità turistico-attrattive; 3. la qualificazione reale del centro storico come centro commerciale naturale, a partire dalla creazione di un centro urbano accogliente e vivace potenziando in maniera sinergica la promozione delle diverse attività e iniziative che vi si svolgono, creando una solida partnership tra pubblico e privato.

Su questi temi, stiamo preparando alcune proposte concrete in vista del dibattito sul Bilancio di Previsione 2014, che sottoporremo, prima del dibattito in Consiglio Comunale, all’attenzione della città in assemblea pubblica.

In questa città vi è una cultura urbanistica del recupero? A noi, al di là delle varie beghe del piano regolatore, sembra che sia questo il male di fondo, per cui il centro storico non decolla o vengono fatte altre scelte discutibili. Che ne pensa?
  
Il problema non sono le beghe sul Piano Regolatore, il guaio è che abbiamo un PRGC approvato nel 1998 profondamente sbagliato, sovradimensionato rispetto ai bisogni reali della Città. Nel Programma di mandato del Sindaco Buttiero si parlava esplicitamente di un nuovo PRGC; a distanza di due anni e mezzo dal suo insediamento si parla di variante ponte, oggettivamente un’altra cosa! Che non esista una cultura del recupero lo dimostra come si è applicata a Pinerolo la L. 106 che permette alcuni interventi in deroga al PRG e che è diventato una specie di "grimaldello" per qualsiasi progetto.

Proprio in tema di Piano regolatore qual è per voi il punto/i attualmente più caldo/i?
  
Sono molti! Ne cito, a titolo di esempio, due: il primo è legato alla necessità di dare sostanza alla tanto sbandierata riqualificazione dell’esistente e delle tecniche volte al risparmio energetico e alla sostenibilità dei materiali; a Pinerolo esiste tanto edificato, sottoutilizzato o inutilizzato; è pensabile intervenire su questo? Il secondo è la necessità di dotare la città di un Piano per l’edilizia economica popolare; il problema casa, soprattutto per i ceti più deboli, è passato da un aspetto emergenziale ad un aspetto strutturale della vita della città. Allora, bisogna intervenire sull’oggi ma avendo una visione per il futuro; individuare aree per l’edilizia popolare è fondamentale.

Oggi, inoltre, c’è una forte richiesta di attivare forme di Urbanistica partecipata, ci piacerebbe che su questo l’Amministrazione battesse un colpo.

Passando dal campo dell’ecologia dell’abitare a quello dei Diritti dei cittadini, com’è dal vostro punto di vista la situazione in città?
  
E’ di forte preoccupazione. La crisi non ha solo aumentato diseguaglianze, povertà, immiserimento per la gran parte della popolazione, mettendo ben al riparo le tante ricchezze di pochi. La crisi ha frantumato il senso alla parola "futuro" e ha riempito di paura e solitudine il presente di molti. E oggi ci troviamo a fronteggiare una situazione dove parlare di diritto ad avere diritti sembra voler parlare di privilegi. Credo che il grado di civiltà di un Paese, di una città, sia dato anche dalla capcità di indignarsi ancora di fronte a queste ingiustizie.

Veniamo alla Giunta Buttiero, che amministra la città. Siamo a metà mandato, qual è la vostra valutazione?
  
Il giudizio è negativo. A metà mandato basta che ognuno di noi si interroghi se l’azione amministrativa sia servita a migliorare e affrontare i problemi reali della città: lì sta la risposta. L’impressione è che si sia governato alla giornata, senza avere costruito un’idea di città per l’oggi e per gli anni che seguiranno.

Per voi di Sel qual è l’idea per il rilancio del territorio e della città?
  
C’è bisogno di sviluppare una forte coesione del territorio, cosa che, al di là delle dichiarazioni, non esiste ancora. Il Pinerolese è uno dei territori che esce più pesantemente penalizzato dalla crisi economica. Buttiero aveva all’inizio del suo mandato puntato tutto sulla Conferenza per lo sviluppo del Pinerolese, creando aspettative positive da parte delle imprese, dei Comuni, delle associazioni di categoria. A distanza di due anni e mezzo, niente, nessuna idea! Oggi leggiamo sui giornali che Buttiero rilancia su turismo e cultura, ma a nostro avviso non si governa così. Da "radical chic", come Buttiero giudica chi si oppone alle sue proposte, possiamo dire che due sono i temi centrali su cui basare l’idea di città: l’ambiente e l’occupazione, attraverso attività di governance, di stimolo e sostegno. A questo bisogna aggiungere il potenziamento delle politiche sociali. Sapendo bene che le competenze di un Comune non sono omnicomprensive, ma sapendo altrettanto bene che il Pinerolese, con la perdita di molti dei suoi servizi, sta diventando marginale nel territorio provinciale.

Segnaliamo anche a lei, come abbiamo già fatto col sindaco Buttiero, la mancata acquisizione da parte della città del Regolamento Comunale di Gestione dei Rifiuti, proposto dall’Acea nel 2008 e che molti comuni del territorio hanno fatto proprio. Una svista non da poco anche per il vostro partito che ha l’ecologia nel titolo. Che cosa ci dice?
  
L’ecologia è un tema che va ben oltre le sole dinamiche ambientali: ma non voglio sottrarmi alla domanda. Il ruolo dell’ACEA è fondamentale per il nostro territorio, una vera eccellenza che la politica, secondo me, valorizza troppo poco. Negli anni dell’Amministrazione Covato, l’impegno alla valorizzazione dell’Acea, all’incremento della raccolta differenziata, al contenimento dei rifiuti prodotti è stata una costante dell’operato politico. E di fatto molte delle norme previste nel Regolamento sono diventate pratica positiva nella Città. L’approvazione del Regolamento è ferma: gli Uffici mi hanno confermato che verrà in discussione in Consiglio, previa verifica degli adeguamenti normativi previsti nella TARES. Ci impegniamo a fare in modo che al più presto venga adottato.

Lei è stato anche assessore alle politiche giovanili nella precedente amministrazione. Dall’epoca della Festa dei giovani degli anni novanta, non ci sono più state in città iniziative di politica giovanile. Sembra quasi che la città non creda nei suoi giovani. Non è anche questo un motivo della sua decadenza?
  
La Festa dei Giovani degli anni novanta è stata per tanti/e una palestra positiva di idee, di azioni, di condivisione dei valori. Oggi, il protagonismo giovanile ha trovato altre strade, spesso meno coinvolgenti, spesso più sotterranee. È compito nostro riportare alla giusta visibilità la presenza dei giovani.

Luca Barbero, segretario del PD, nella precedente intervista ci ha detto che vorrebbe riallacciare i rapporti con gli alleati storici di SEL e IDV. Che cosa risponde Sel?
  
Quando si è insediata l’Amministrazione Buttiero, avevamo dato da subito la disponibilità al confronto; disponibilità caduta nel vuoto. Allora, il riallacciare i rapporti non nasce dalle formule politiche ma dal confronto sulle cose da fare e su questo noi ci siamo, come ci siamo sempre stati.