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Gennaio 2014


Dialogo tra generazioni

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 Sociale & Volontariato 


L'Associazione Centro Ecumenico d'Ascolto

Le risposte a chi è in difficoltà


a cura di Elisa Campra
Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.1 - Gennaio 2014

  L’associazione Centro Ecumenico d’Ascolto si occupa di venire incontro alle persone che hanno bisogno di un aiuto economico; in cantiere c’è un nuovo progetto: un emporio "solidale". Ne parliamo con Mario Bert, presidente dell’associazione.

Quando nasce il centro d’ascolto?
Il servizio offerto dal centro va avanti da vent’anni. Solo dal 14 maggio 2013, però, si è trasformata questa realtà in associazione, in modo da avere una personalità giuridica e poter ad esempio ricevere donazioni ed avere delle convenzioni.

Quante persone collaborano con l’associazione? Sono tutti volontari?
Coloro che partecipano sono esclusivamente volontari. Tra i soci dell’associazione ed i volontari che facevano parte del centro d’ascolto in precedenza le persone che partecipano sono circa una quarantina.

Qual è il vostro scopo? Come lo realizzate?
Il centro ecumenico d’ascolto si occupa di accogliere le persone che necessitano di un aiuto economico. Dopo un colloquio con i volontari e con l’aiuto delle assistenti sociali queste persone vengono inserite tra coloro che una volta al mese ricevono borse in cui ci sono beni alimentari fondamentali, quali pasta, riso, olio, eccetera. In più, se è una famiglia con figli a richiedere l’aiuto, per ogni figlio si fornisce un buono spendibile in un supermercato.

Il problema è che nel dicembre 2013 è finita la fornitura europea di viveri GEA che lo Stato italiano metteva a disposizione del banco alimentare, tra i principali fornitori di cibo per questo tipo di associazioni. Inoltre, dando buste identiche ad ogni persona non si tiene conto delle esigenze singole, di chi ha diverse necessità.

Quali soluzioni avete pensato?
Si vuole realizzare un nuovo progetto. Visitando due attività a Parma e a Modena - che hanno creato dei veri e propri supermercati per persone con queste necessità - si è pensato di avvicinare la nostra attività alla loro. Non c’è ancora la possibilità di creare una struttura così grande, ma grazie all’aiuto di un privato, che ha messo a disposizione gratuitamente i locali in via del Pino proprio accanto al centro d’ascolto, è possibile realizzare un emporio in cui le persone possano venire a servirsi di ciò di cui davvero hanno necessità, utilizzando dei punti che verranno loro dati e scalati dal contributo mensile ogni volta che faranno la spesa.

Negli ultimi tempi sono aumentate le persone che necessitano del vostro aiuto?
Sicuramente. Nel giro di sei mesi abbiamo registrato una media di cinque, sei casi che mensilmente si aggiungono a coloro che già vengono assistiti.

Chi vi aiuta ad aiutare queste persone in difficoltà?
A parte appunto il banco alimentare ci sono diversi aiuti che arrivano: l’AVASS ultimamente ci manda la verdura che riceve a sua volta dai supermercati, ci sono poi circoli ed associazioni che fanno raccolte di beneficenza dandoci il ricavato, ma molto importante è anche l’aiuto dei privati. Ci sono persone che, una volta vista la validità di un progetto come quello dell’emporio, hanno deciso di donare una somma ogni mese. Altri ancora contribuiscono magari aggiungendo alla spesa che fanno per le loro famiglie prodotti che poi ci portano e che noi diamo agli assistiti. Inoltre, con un progetto nato dal coordinamento NOI CON IL MONDO, "Vicini si può", si cerca di risolvere utenze ed affitti di coloro che non possono più pagarli: in questo periodo di crisi, in cui i comuni non ricevono più denaro a sufficienza per occuparsi di chi ha necessità, è il volontariato a cercare di tappare quanti più buchi possibile.

La nostra speranza è che la solidarietà si diffonda sempre di più, poiché ogni contributo è davvero fondamentale per portare avanti un progetto come quello dell’emporio.