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Pinerolo Indialogo Febbraio 2014

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Severed Garden


di Demis Pascal

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.2 - Febbraio 2014

 

   Il progetto Severed Garden prende vita nell’ormai piuttosto lontano 2005, con una formazione che comprende soltanto tre degli attuali membri, ovvero Giorgio Manca (Chitarra e Backing Vocals), Danilo D’Onofrio (Basso) e Manuel Cernéro (Batteria), che li porta ad un repertorio orientato verso l’esecuzione di brani di gruppi aventi lo stesso numero di componenti (Jimi Hendrix Experience, Rush, etc.). Nei successivi due anni prendono parte al progetto Ivan Di Sipio (Tastiere e Backing Vocals) e Joele Turchi (Voce e Chitarra Ritmica), con i quali il gruppo raggiunge l’attuale line-up.
Dopo un ulteriore anno speso nell’esecuzione di mero rock (Deep Purple, Led Zeppelin, Toto, etc.) le influenze del gruppo cambiano, orientandosi verso uno stampo Progressive, che spazia da quello storico e classico degli anni ‘70 (Genesis, PFM, Pink Floyd, etc.), a quello più moderno e tendente al Metal (Dream Theater su tutti). Nel periodo successivo, oltre ad ampliare ulteriormente il proprio repertorio live con brani di band come Porcupine Tree e Pain Of Salvation, il gruppo inizia la composizione di brani inediti.

Quello di cui si parlerà questo mese non è un vero e proprio album, bensì un’EP (extended play), una piccola sequenza di esperienze emozionali che la band ha registrato come biglietto da visita.
Primo esperimento della band è Years Of Pain (successiva-mente rinominato Years Of Rain), brano molto energico anche se non mancano le parti più morbide e sognanti. La matrice prog è molto evidente in particolare nei cambi di tempo e nell’accostamento di suoni di strumenti classici a quelli più rock. I numerosi virtuosismi chitarristici donano freschezza al pezzo mostrando notevoli capacità tecniche.
       

Il secondo brano composto e arrangiato è The Invisible Box, la cui tematica riguarda la sconvolgente esperienza di un ragazzo che, entrato nel mondo delle sostanze stupefacenti, tenta di uscirne. Fin dalle prime note traspare la sofferenza che la band ha voluto trasmettere. Il brano si evolve poi con l’ausilio di potenti suoni di chitarra per riapprodare nuovamente in porti più calmi. La speranza è il sentimento che più pervade questo pezzo, raggiungendo un finale quasi radioso dove il fraseggio della chitarra solista è l’attore principale.

Con il terzo brano, Close Distances, il gruppo compone la sua prima ‘ballad’, che, nonostante la connotazione stilistca, risulta il brano più lungo dell’intero repertorio inedito.

Un raffinato pianoforte introduce il cantato molto melodioso e a tratti quasi sussurrato. Il brano prosegue verso lande sognanti aiutato dai poetici suoni di tastiera che ben si adattano alla magia creata dal pezzo.

L’opera prosegue con Hide, più tesa verso sonorità morbide e concepita come una ballata interamente acustica. Non per questo il brano però manca di pathos ed energia. I delicati arpeggi e la sezione ritmica bene si accompagnano al resto del disco.

Segue poi The Last Cold Winter, in assoluto il brano in cui la band ha speso più tempo ed energie, votate al raggiungimento di un sound più ricercato e nell’approfon-dimento di una tematica più particolareggiata e astratta (il rapporto di amore/odio tra la Natura ed il Genere Umano).

Quasi a fare da naturale seguito al brano precedente l’incipit è molto delicato e sognante con una sezione ritmica sempre però ben presente e mai eccessiva.

Il brano prende decisamente un’altra piega verso la metà quando il carattere più heavy della band torna a farsi sentire, per poi nuovamente assopirsi lasciando spazio al pianoforte che si unisce alla perfezione con gli altri strumenti cullando l’ascoltatore verso il finale sottolineato da uno scroscio d’acque.

Il lavoro denota grandi capacità di una band attenta al proprio sound e alle proprie composizioneie che sicuramente è in grado di confrontarsi con realtà più ampie di quella nazionale.

Non ci resta quindi che seguire l’evolversi di questo progetto sulle varie piattaforme web: www.facebook.com/pages/Severed-Garden/165053856860354
www.myspace.com/severedgarden
www.reverbnation.com/SeveredGarden

Stay with music!