Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Febbraio 2014


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 

 

Intervista all'assessora alla cultura Roberta Falzoni

"Collaborare con Torino credo sia importante, ma Pinerolo ha una sua identità"

 

a cura di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.2 - Febbraio 2014

  Lei è un assessore di fresca nomina. Quindi molte idee sono probabilmente ancora in fase di incubazione. Però qualcosa ha sicuramente già elaborato. Ce lo riassume?
   Attualmente sto ancora "prendendo confidenza" con questo incarico. Sto incontrando e parlando con tanta gente, per capire i bisogni e l’idea di Pinerolo che abbiamo e che vogliamo dare. Abbiamo un patrimonio culturale incredibile. Inventariare, conoscere, cercare di capire cosa può essere significativo per la città, cercare la sua vocazione e la sua identità, coinvolgendo il più possibile la gente e le associazioni culturali può essere un inizio ed un metodo.

Un altro punto sul quale occorre lavorare è la comunicazione. Comunicare quello che si fa, le proposte che ci sono e che nascono è fondamentale: ciò che non è comunicato non esiste. C’è poi tutta una serie di eventi e manifestazioni, significative ed emblematiche per la città che forse hanno bisogno di rinnovarsi e ritrovare entusiasmo.

Un elemento di ricchezza della città sono le associazioni culturali, che sono sicuramente tante. Forse persino troppe, se ognuna ragiona in proprio. Quale politica culturale intende fare con queste associazioni?
  
Sì, le associazioni sono molte ma non è un problema, apprezzo sempre chi ha voglia di fare, quello che però è un limite è la scarsa sinergia tra loro, sarebbe più proficuo conoscersi e collaborare con obiettivi comuni. Mi propongo quindi di andare in questa direzione: mettere in contatto e fare rete.

Il Teatro Sociale è un piccolo gioiello della città, forse però è un po’ caro per un uso più estensivo. Ha qualche idea in proposito?
  
Quando si parla di Teatro Sociale non possono non venire in mente i tempi passati, il vecchio teatro, quello andato in fumo nell’ormai lontano 1972 di cui la città si è sentita orfana a lungo. Dal 2008 il Teatro Sociale è tornato operativo, con molte potenzialità ma con dei limiti. Nasce anche come centro congressi ma il suo utilizzo in questo senso finora è stato quasi nullo, c’è una sala mostre ma anche qui non mi pare si muova molto. Per quanto riguarda i costi di affitto mi risulta essere in linea con altri teatri simili per dimensioni ed importanza, ad aumentare i costi finali è la documentazione da presentare in materia di sicurezza, ma è necessaria ed inevitabile. Bisognerà sicuramente fare dei ragionamenti.

Il raccordo di Pinerolo con Torino è indispensabile per una programmazione artistico-culturale in città? E dal punto di vista politico, il localismo pinerolese ha ancora senso o bisogna aprirsi al traino della città capoluogo?
  
Collaborare con Torino credo sia importante e possa portare dei vantaggi alla città di Pinerolo, ma altrettanto credo che Pinerolo abbia una sua personalità, una sua identità culturale. Essere al traino di qualcuno, poi, è un’immagine che non mi piace affatto. Anche il discorso di città metropolitana troppo torinocentrica mi preoccupa un po’ ma si devono saper cogliere le offerte che da Torino arrivano e farle nostre, o proprio andarcele a cercare. Ad esempio. Stiamo lavorando per portare a Pinerolo il Salone del libro, Pinerolo, che è già città della poesia, diventerà "Salone Off", cioè salone diffuso, fuori dal luogo centrale che è il Lingotto, per quanto riguarda la poesia. Il programma è ambizioso e bellissimo, sarei contenta si realizzasse, sono molto fiduciosa.

Ci interessa molto il discorso sul polo culturale intorno alla caserma Bochard. Come prosegue l’iter di acquisizione dell’immobile? Ci accenna qualcosa anche su palazzo degli Acaja? Sono già in atto delle sinergie con associazioni o privati?
  
Questo, a mio giudizio, il progetto più ambizioso di questa amministrazione e che avrà il potere di cambiare la città ed il modo di viverla. L’iter prosegue positivamente, entro fine anno si approderà alla firma definitiva che segnerà il passaggio di proprietà al comune di Pinerolo. Sono già state fatte ipotesi di frazionamento della superficie e le procedure tecniche preordinate all’atto di trasferimento della ex caserma. Qui verrà trasferita la biblioteca, ormai davvero al limite, con annessi una serie di servizi (caffetteria, area musica, ecc). Sarà una biblioteca moderna, luogo di incontro e di relazione. Troverà sistemazione anche l’istituto civico musicale Corelli, altro fiore all’occhiello della nostra città. Lo trovo un progetto meraviglioso e voglio ancora sottolineare che è un progetto concreto nel quale l’amministrazione, a cominciare dal sindaco, crede fortemente.

Per quanto riguarda invece Palazzo Acaja, abbiamo partecipato ad un bando che si chiama Valore paese – Dimore. I progetti presentati sono stati 277 e solo 55 hanno i requisiti per entrare nella prima fascia, Palazzo Acaja è tra questi. E’ un’opportunità per valorizzare dimore storiche e di valore culturale in sinergia pubblico-privato. Il palazzo potrebbe quindi trasformarsi in una struttura ricettiva di qualità, promuovendo al tempo stesso la nostra storia e la cultura di Pinerolo.

Palazzo Vittone e il sistema museale. Un altro nodo culturale della città. E’ possibile coordinare i nostri piccoli musei, oppure è destino che ognuno vada per conto proprio?
  
Sentir definire piccoli i nostri musei, sincera-mente, non mi pare renda loro giustizia. Abbiamo una Pinacoteca con opere di grandissimo valore, un museo etnografico ricchissimo ed affascinante, stessa cosa dicasi per quello di arte preistorica e quello di scienze naturali (anche se quest’ultimo non è a Palazzo Vittone). Credo che questi musei abbiano grandi potenzialità lavorando, ad esempio, su allestimenti più attrattivi e moderni.

Lei è anche assessore alle pari opportunità. A Pinerolo è un problema sentito? Vi è discriminazione tra i sessi, oppure la parità è già stata raggiunta?
  
Il fatto che la parità di genere non sia stata ancora raggiunta lo testimonia l’esistenza stessa dell’assessorato e della commissione pari opportunità. Anche a Pinerolo il problema è sentito. Anche qui a pari livello contrattuale gli stipendi delle donne sono più "leggeri" rispetto a quelli dei colleghi uomini, anche qui le studentesse sono più brave dei loro compagni maschi ma poi sono più discriminate sul lavoro, anche qui, purtroppo, esiste la violenza di genere.

Concludiamo con le politiche giovanili, che ci interessano in modo particolare. Quali iniziative intende mettere in atto a favore dei giovani?
  
Proprio pochi giorni fa ho fatto una chiacchierata su questo tema con due consiglieri, uno di maggioranza ed uno di minoranza. I giovani hanno voglia di avere degli spazi per fare, le idee le hanno e le portano avanti. Il ruolo delle istituzioni deve essere di supporto.