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Pinerolo Indialogo

Febbraio2014


Dialogo tra generazioni


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 Serate di Laurea 


 

Serate di laurea con Anna Percivati e Alice Rostagno

Da Mumbai a Pequerel

 

 di Marianna Bertolino

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.2 - Febbraio 2014

   Il 31 gennaio, due giovani laureate in Architettura hanno parlato di sviluppo urbano e di recupero di borgate alpine.

Anna Percivati ha presentato un lavoro sulla città indiana di Mumbai, intitolato "Mapping another Mumbai" svolto con alcuni colleghi del Politecnico di Torino.

La candidata ha fatto parte di un gruppo di ricerca partito, nel febbraio del 2013, alla volta della megalopoli indiana per "mappare" i villaggi interni alla città, ossia quegli abitati preesistenti allo sviluppo urbanistico, caratterizzati da un’econo-mia molte volte di sussistenza, e per questo definiti con l’espressione "città informale" le cui caratteristiche sono, tra le altre, una pianificazione urbanistica non regolamentata, nella quale prevale la destinazione d’uso (ossia la funzione) rispetto alla forma e dove lo spazio diviene un luogo di relazioni basato sulle regole del vicinato.

Tali villaggi, tuttavia, soffrono, agli occhi della città formale (quella dello sviluppo e dei regolamenti edilizi) di una scarsa attenzione in quanto, sia da parte della municipalità, sia da parte di studi di pianificazione locali, non è riconosciuta loro una specificità e una distinzione rispetto agli slum o agli insediamenti temporanei.

Anna e il gruppo di ricerca hanno stilato una lista di 199 villaggi dislocati sui 438 km quadrati della città e di questi ne hanno analizzati 31 nei quali sono emersi alcuni caratteri comuni relativi a struttura e complessità.

Il villaggio, lungi dall’essere mero spazio da inglobare, dimostra alcune potenzialità che la città non ha: la sicurezza, il basarsi su regole condivise e vincoli solidaristici, il divenire luogo di memoria per coloro che vi abitano. In ultimo, il villaggio dà un senso di appartenenza e di comunità che nell’epoca contemporanea è ricercato in più parti del mondo.

Questo bisogno sembra lo stesso che guida molte persone a risiedere nuovamente nelle nostre Alpi, sia per fuggire alla spersonalizzazione della città, sia per trovare una via alternativa alla mancanza cronica di lavoro, reinventandosi e creando nuove attività che guardano all’agricoltura e all’allevamento ma anche a nuove forme di turismo.

Emerge così una forte necessità di ristabilire e recuperare il patrimonio architettonico vernacolare e numerosi progetti del Politecnico di Torino guardano in questa direzione.

Alice ha scelto di dedicarsi allo studio di Pequerel, una borgata all’interno del Parco naturale Orsiera-Rocciavré, con una tesi dal titolo "Vivere la montagna: un progetto per la borgata di Pequerel". Il lavoro ha riguardato il recupero del fulcro centrale della borgata, attraverso il rilievo e lo studio di una doppia destinazione d’uso delle abitazioni, residenziale e turistica. Entrambi gli interventi esigono che gli spazi degli edifici siano funzionali alle moderne esigenze: così, oltre all’uso di materiali naturali come pietra e legno, si è dovuto pensare all’ampliamento delle unità abitative, un tempo di dimensioni ridotte. Inoltre si è pensato di recuperare l’aspetto comunitario prevedendo uno spazio d’uso quotidiano al centro della borgata. Infine, per rispondere agli imperativi dell’ecosostenibilità si è guardato anche alla progettazione di un polo energetico con una centrale termica e un impianto fotovoltaico.