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Pinerolo Indialogo

Marzo 2014


Dialogo tra generazioni

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 Arte & Architettura 



60 studenti della facoltà di Architettura all'Acea per progettare

di Riccardo Rudiero

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.3 - Marzo 2014

   Capita non di rado che le istituzioni culturali dedite a far ricerca si abbarbichino dietro il muro dell’autocompiacimento e si dimentichino di diffondere ai cittadini i risultati, che spesso li riguardano da vicino. Capita ancor più sovente, almeno nel comune sentire, che le aziende che riescono a produrre consistenti utili economici non siano interessate a condividere col territorio alcunché, anche solo come forma di riconoscimento al territorio su cui sono insediate.
Capita, è vero, quasi sempre, ed è per questo che dà grandi soddisfazioni l’essere sonoramente smentiti! A Pinerolo, infatti, ha preso forma un’importante collaborazione tra la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e l’ACEA della cui eccellenza – se ancora ci fosse bisogno di ricordarlo – si è ampiamente parlato nel numero di Pinerolo Indialogo di ottobre. E, galeotte per questa cooperazione, furono proprio le considerazioni finali dell’intervista al presidente, Roberto Prinzio: in quell’occasione si scrisse infatti che l’ACEA «sarebbe disposta a spostarsi verso il Polo ecologico, se in cambio il Comune fosse disponibile a valorizzare l’area che lascia così come ha fatto con altre realtà industriali come la Corcos».

E allora, perché non pensare a come riorganizzare questo spazio tramite l’inventiva di studenti universitari, organizzati all’interno di un atelier semestrale, col valore aggiunto che il corso tratta di Restauro declinato per un percorso di studi che si occupa di Progetto Sostenibile? La proposta del Politecnico, nella persona del prof. Emanuele Morezzi, con la collaborazione dello scrivente e l’intermediazione dell’Associazione Culturale Onda d’Urto, è stata accolta con entusiasmo dagli interlocutori ACEA, i quali hanno subito avuto chiaro il fatto che non si sarebbe potuti pervenire a un progetto realizzabile, ma che, con il lavoro dei ragazzi e dando la giusta risonanza a questa attività didattica, si potranno sollecitare la popolazione e le amministrazioni a prendere in seria considerazione le problematiche che si hanno sull’area, strangolata da un’attività così massiccia come quella della movimentazione dei rifiuti. Ma non solo. Lavorare su questo sito produttivo cittadino, riporta all’attenzione l’argomento dell’archeologia industriale pinerolese, altro tema caldo degli ultimi tempi (e non solo figurativamente, data la fine ingloriosa del Turck...). Sull’area attualmente occupata dall’ACEA sorgeva infatti, a partire dal 1854, la fabbrica che forniva il gas per l’illuminazione pubblica della città, funzione che si mantenne fino al primo dopoguerra, quando prese piede la rete elettrica. È interessante notare come la funzione dell’area si sia mantenuta costante nel tempo, e meriti quindi di essere valorizzata per quel che è, assecondando una vocazione – con le dovute declinazioni contemporanee – ormai più che centenaria.

Pensare poi qualsiasi polo produttivo di questa zona senza connetterlo direttamente con il Rio Moirano, bealera documentata già nel Duecento, sarebbe un errore di portata macroscopica. Lungo le sue sponde sorgono tra le più importanti e significative testimonianze industriali e protoindustriali pinerolesi, e la città dovrebbe operare politiche che le tutelino adeguatamente, giacché sono un patrimonio di inestimabile valore.

La collaborazione tra Politecnico e ACEA si situa proprio in questo solco: la volontà di rispettare il patrimonio edificato, comprendendo a fondo il passato quale base fondante su cui progettare il futuro.