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Pinerolo Indialogo

Marzo 2014

Dialogo tra generazioni

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 Sport 

 In difesa della natura e dell'ambiente

  La Giovane Montagna

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.3 - Marzo 2014

   Dopo un periodo di assenza la rubrica sportiva di "Pinerolo InDialogo" riapre i battenti intervistando il presidente di Giovane Montagna.
Ricominciare con un’associazione che oltre a promuovere attività sportive si prende cura del nostro territorio, ed in particolare della nostre montagne, vuole essere un segnale di quanto lo sport possa fare a tutti i livelli.
Ci siamo quindi recati alla sede pinerolese di Giovane Montagna, in Viale della Rimembranza 65/a, per incontrare Lorenzo Tealdi.
Di cosa si occupa di preciso l’organizzazione Giovane Montagna?
Le attività principali sono ovviamente le cammi-nate in montagna, il trekking, in inverno camminate con le racchette da neve e serate culturali.
Naturalmente i principi che ci guidano sono quelli del rispetto e della salvaguardia delle nostre montagne; nello specifico abbiamo in dotazione un sentiero sul quale ci impegniamo a fare opere di manutenzione.

Al di là della manutenzione, le vostre attività hanno una cadenza precisa?
Gli incontri culturali sono sempre di mercoledì sera mentre, per quanto riguarda le uscite, ogni domenica inseriamo nel nostro calendario un appuntamento per i nostri soci.

Ci sono stati avvenimenti degni di nota nell’ultimo periodo?
Quest’anno ricorre il centenario della sede centrale di Torino, la nostra iniziativa per festeggiare l’evento è stata quella di ristrutturare la Croce del Cornuro. Negli anni questa croce ha subito dapprima una ristrutturazione (1971) e successivamente un atto vandalico, a cui noi abbiamo rimediato. E’ una croce particolare per la nostra storia, perché originariamente realizzata con materiale bellico.

Si può dire che il rispetto della montagna e del suo ecosistema non vada di pari passo con alcune attività che, per quanto divertenti, prevedono l’utilizzo di mezzi motorizzati all’interno di sentieri e strade di montagna?
Purtroppo l’argomento è più complesso, una legge contro cui ci siamo battuti e con cui ancora bisogna confrontarsi prevede che qualunque spazio al di fuori della rete stradale sia considerato "fuori strada". Di conseguenza la regolamentazione diventa carente e tutela poco il territorio. Noi non siamo contro chi pratica sport con mezzi motorizzati in montagna, ma sappiamo che se non si crea il giusto equilibrio l’ambiente montano può risentirne. Una ruota che lascia il solco nella terra può sembrare ad esempio inoffensiva, ma se questo solco modifica un naturale scolo dell’acqua ci può essere una situazione di allagamento o più semplicemente di impoverimento della zona circostante. Vogliamo che si rispetti il territorio, così come noi ne abbiamo avuto cura in tutti questi anni ci aspettiamo che, senza togliere spazio a nessuno, si continui a salvaguardare quello che è un patrimonio di tutti.