Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 


 

Pinerolo Indialogo Marzo 2014

Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 

 Officine del suono 


Musica emergente

I Camera Chiara


di Demis Pascal

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.3 - Marzo 2014

 

   Questo mese la nostra rubrica si sposta geograficamente a sud, fino ad Incontrare i Camera Chiara; promettente band a cavallo tra musica strumentale e visioni oniriche.

La band nasce nella provincia di Salerno nella seconda metà degli anni zero. I loro brani, stilisticamente, possono collocarsi nel rock progressivo e nell’art rock, ma il loro intento è quello di suonare liberi da qualsivoglia restrizione, per lasciare alla musica la più ampia libertà espressiva e permettere a ogni ascoltatore di trovare il suo personale "punctum".
     

L’album, dal titolo omonimo, si apre con una intensa suite di archi e synth, Tufa Domes Pyramid Lake, dal sapore squisitamente "pinkfloydiano". Ben armonizzata e molto d’effetto grazie anche all’intervento di una delicata linea melodica.

Si procede poi con Chiaroscuri brano di ben undici minuti di durata, dominato per la fase introduttiva da un pattern di batteria molto presente ed accentuato che lascia poi spazio allo snocciolarsi agile del brano nella quale tutti gli strumenti danno un importante contributo per poi tornare a svuotarsi lasciando nuovamente spazio alla melodia in un continuo alternarsi di cambi di tempo che non rendono mai noioso il brano.

Suoni e ritmiche attuali caratterizzano invece la mini-traccia Maschere cadute senza comunque tralasciare le ottime doti dei musicisti.

Il disco prosegue con Nel tuo mondo abilmente aperta da un duetto di chitarra e pianoforte che poco alla volta introducono gli altri strumenti mantenendo una linea melodica che cresce nel finale lasciando spazio ad un intenso assolo di chitarra.

E’ ora la volta di Danzano le memorie, altra mini-traccia col pianoforte come unico e solitario attore a tessere sognanti trame fino ad introdurre Gioco di specchi; brano molto vivo che nei suoni e nelle ritmiche richiama il prog di matrice italiana portando l’ascoltatore con l’immaginazione ai mostri sacri del genere quali Area e Banco del mutuo soccorso e sorprendendolo con il finale incalzante e ricco di cambi di tempo.

Ci si avvia al finale sulle note di Come il bianco col nero introdotta dal basso, che pur rimanendo molto presente in tutto il brano lascia ampi spazi agli altri strumenti che si intrecciano, tra cambi di tempo e di suoni, in interessanti melodie più o meno decise.

Il disco giunge al termine con Il nuovo e il vecchio giorno. Il brano si caratterizza per partiture e suoni decisamente più heavy che non tralasciano comunque intensi e sognanti spazi melodici.

Il finale è un crescendo di intensità con tutti i musicisti impegnati a dare il meglio.

Un ritorno a sonorità forse fuori moda per questi ragazzi ma sicuramente in grado di emozionare e stupire per bravura ed inventiva.

E’ d’obbligo quindi un "like" alla loro pagina Facebook (https://www.facebook.com/lacamerachiara) per seguire le future evoluzioni di questa promettente band.

Stay with music!