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Pinerolo Indialogo

Aprile 2014


Dialogo tra generazioni

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 Donne del pinerolese 



Laura Zoggia, sindaco di Porte, fondatrice di Svolta Donna

«Nel nostro territorio abbiamo delle belle figure di donne, anche se spesso lavorano ‘dietro le quinte’»

di FannY Bounous  

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.4 - Aprile 2014

 

Pinerolo Indialogo avvia questa nuova rubrica sulle donne del pinerolese, in vista o meno. La curerà Fanny Bounous, ostetrica, con la collaborazione dell’equipe de La Mandorla.
Incominciamo con una intervista a una delle donne più attive sul territorio, Laura Zoggia, sindachessa di Porte, nonchè presidente di Svolta Donna, una delle associazioni a favore delle donne altrettanto attiva.

Come vede questa nostra rubrica sulle donne del pinerolese, può essere utile per dare visibilità all’altra "metà del cielo"?
Credo che sia davvero una bella iniziativa, perchè nel nostro territorio abbiamo delle donne di una certa importanza, anche se spesso lavorano un po’ "dietro le quinte".

Ci racconti di sè, a incominciare dal suo impegno politico, che è il campo dove si è impegnata di più in questi ultimi anni. Come è nata questa passione?
Tutto nasce, come sempre nel mio caso, dal mondo del volontariato. Infatti dal 1990 al 1995 sono stata presidente del Gruppo Sportivo di Porte, in seguito sono stata consigliere comunale, poi assessore e dal 1999 sono diventata Sindaco. Io però non mi ritengo una politica, preferisco definirmi un "amministratore", cioè una che cerca di risolvere le cose nel modo migliore e nel minor tempo possibile. Io credo che i nostri piccoli comuni abbiano bisogno di "amministratori".

Lei è anche presidente dell’Associazione Svolta Donna. Ci dice di che cosa si occupa in particolare?
L’idea di Svolta Donna nasce alcuni anni fa, dopo un’iniziativa contro la violenza sulle donne, tenutasi a Porte, in occasione della festività dell’8 Marzo. Ci siamo subito attivati per avere l’appoggio dell’ASL e della Procura, per trovare una formula che potesse funzionare come aiuto e supporto alle donne del territorio vittime di violenza, ed abbiamo individuato come strumenti privilegiati l’ascolto telefonico e le consulenze gratuite da parte di specialisti (avvocati, medici, assistenti sociali ecc...). Siamo ufficialmente attivi del Gennaio 2008, e il primo anno si è speso principalmente per capire la realtà del territorio: già in quel primo anno ben 150 donne si sono rivolte a noi, testimoniando così che anche il pinerolese in fatto di violenza è in linea con il resto dell’Italia. Allora, attraverso volontarie che si sono via via specializzate, abbiamo allargato il nostro raggio d’azione, andando nelle scuole superiori; abbiamo istituito un punto di ascolto presso l’ospedale di Pinerolo e stiamo lavorando affinchè Svolta Donna diventi il centro di riferimento antiviolenza per tutta l’ASL TO3.

Lei prima di fare il sindaco ha svolto una professione che mi tocca da vicino. Ce la racconta?
Ricordo sempre con piacere i 25 anni in cui ho lavorato per il Prof. Trompeo. Formalmente ero una segretaria che avrebbe dovuto occuparsi di contabilità, ma il professore mi ha sempre lasciato molto spazio arricchendomi di molte nozioni di ginecologia ed ostetricia. È stato un lavoro che mi ha gratificata molto, e ho svolto con passione.

Come vede la situazione del pinerolese, in riferimento anche alla condizione della donna?
Innanzitutto ritengo che, per crescere, sia necessario sempre guardare avanti e mai fermarsi a commiserarsi. In secondo luogo, ritengo che nel pinerolese abbiamo delle belle "figure" di donne; gradualmente infatti, anche sul nostro territorio, un buon numero di figure femminili hanno iniziato a raggiungere posizioni di rilievo (come sindaci, nel volontariato, o professionalmente). In questo momento di crisi nel nostro territorio ci sono delle bellissime figure femminili che fanno cose grandi all’interno di associazioni, come volontarie e quant’altro.

Facciamo una puntatina a livello nazionale, sulla parità di genere, che cosa ne pensa delle quote rosa in politica?
Io sono contraria alle quote rosa, poiché le ritengo una cosa assolutamente riduttiva; la donna deve essere trattata alla pari dell’uomo: dunque, così come un uomo, deve dimostrare le proprie capacità e la propria sufficiente professionalità per ricoprire una determinata carica.