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Aprile2014


Dialogo tra generazioni


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 Serate di Laurea 


 

Serate di laurea con Francesca Riili ed Elisa Campra

Cristina Campo e l'immagine del male tra Dante e Milton

 di Marianna Bertolino

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.4 -Aprile 2014

Serate di Laurea di Marzo è stata all’insegna della letteratura.
Francesca Riili ed Elisa Campra, quest’ultima collaboratrice di Pinerolo in Dialogo, sono due fresche neolaureate in Lettere: la prima ha frequentato un corso di laurea magistrale in Letteratura, filologia e linguistica italiana con una tesi dal titolo Cristina Campo e "La posta letteraria" (1953-1956), la seconda si è invece specializzata in Culture moder-ne comparate presentando un lavoro intitolato Lucifero e Sata-na: l’immagine del male tra Dante e Milton

                   

Francesca ha quindi introdotto il suo studio sulla figura della letterata Cristina Campo e sul suo impegno per "La posta letteraria", inserto del Corriere d’Adda dedicato alla letteratura italiana e internazionale, analizzando inizialmente le frequentazioni e il clima intellettuale che ha attorniato la scrittrice e poetessa, nonché le influenze esercitate da autorevoli figure quali Simone Weil e Hugo Von Hofmannstahl. Ha poi analizzato i 90 numeri e i 380 articoli inseriti in questi e pubblicati tra il 1953 e il 1956, suddividendoli per provenienza e per sottocategorie (saggi, recensioni, poesie, racconti creativi, autori al primo libro), notando che la Campo preferiva di gran lunga la letteratura straniera, di cui compaiono numerose traduzioni di autori in vita o del passato (dagli esponenti della lost generation a Gertrude Stein o Daniel Defoe, per esempio). La giovane studiosa è poi giunta alle conclusioni per cui sicuramente "La posta letteraria" doveva essere destinata ad un pubblico colto ma soprattutto informato e che alla base vi era la traduzione quale concetto che racchiudeva l’idea di opera d’arte, intesa come riconoscimento di una parte di sé che ne pretende uno studio attento, in particolar modo da parte del critico.

Elisa, invece, si è soffermata sull’analisi della figura del Diavolo come viene disegnata ne La Divina Commedia di Dante (1265-1321) e nel Paradiso Perduto di John Milton (1608-1674).Per far ciò ha dovuto soffermarsi molto sullo studio dei diversi retroterra culturali di cui i due scrittori facevano parte per rintracciarne ideologie, conoscenze e modalità di pensiero e di azione.

Il Lucifero dantesco e il Satana miltoniano risentono infatti fortemente del periodo storico in cui sono stati creati e pare che tra i due non vi possa essere paragone. Tuttavia, seppur emergono grandi differenze nel tratteggio dei due personaggi già solo nella loro rappresentazione fisica, grazie all’analisi comparata Elisa ha potuto evidenziare anche delle somiglianze riassumibili nella caratteristica della dismisura delle loro forme, nella degenerazione del linguaggio a cui i due sono condannati: l’uno, Lucifero, in quanto costretto a divorare i tre peccatori per eccellenza, Cassio, Giuda e Bruto; l’altro, Satana, che aveva fatto dell’oratoria la sua arte, in quanto alla fine della narrazione viene trasformato in un serpente. Ed infine la prigionia: per Lucifero l’essere bloccato nel lago del Cocito, le cui acque vengono ghiacciate dal suo sbattere d’ali nell’estremo tentativo di liberarsi, per il Satana miltoniano si tratta di una prigione, quella del male, che lo perseguita in ogni sua azione.