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Pinerolo Indialogo

Maggio 2014

Dialogo tra generazioni

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Eventi & Persone 

 Intervista a Luca Barral

  «APERINGIRO è Cibo, musica e arte per valorizzare la città» 

di Gabriella Bruzzone

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.5 - Maggio 2014

   Luca Barral, volto noto del pinerolese per le sue iniziative ricreativo-culturali, ci parla dell’Aperingiro, evento arrivato alla sua terza edizione.

Terzo anno consecutivo dell’aperitivo itinerante. Com’è nata l’iniziativa e come si è articolata nel corso di questi anni?
Fa decisamente effetto pensare di essere arrivati già alla terza edizione.

L’Aperinigiro è nato vivendo il centro storico. Una sera passeggiavo in via Trento e voltandomi verso via Principi d’Acaja ho immaginato una spillatrice di birra e due gazebo, quello che poi sarebbe diventato l’Aperingiro. Inizialmente il nome che avevo immaginato era Aperitivo Royal, un po’ "fighetto", diciamo così. Ma grazie al suggerimento di un amico, Gabriele Barbarossa, diventato poi collaboratore prezioso dell’iniziativa, abbiamo poi optato per Aperingiro.

L’organizzazione e l’arredamento del primo anno erano stati un po’ improvvisati. Da allora abbiamo migliorato sia l’arredamento, personalizzato, sia l’illuminazione, importante per valorizzare al meglio le location. Inoltre, l’aperitivo del primo anno era stato meno ricco, non c’erano né il sushi della Cascinetta né la grigliata di carne dell’Argal. Quest’anno si è pensato anche al piatto di verdure grigliate per i vegani. Inoltre, essendo attenti all’ambiente, abbiamo comprato stoviglie biologiche.

Quali sono le finalità e gli obiettivi principali dell’Aperingiro?
L’intento è di unire cibo, musica e arte. Creare una situazione piacevole per persone di tutte le età, dove si possa andare anche con i propri genitori. L’obbiettivo principale inoltre resta di valorizzare quei luoghi di Pinerolo che generalmente non vengono vissuti quanto dovrebbero.

Il riscontro del pubblico è stato molto positivo. Quali differenze hai notato tra la prima e la seconda edizione? Il pubblico è sempre lo stesso?
Il primo anno è stato quello con più presenze. Lo scorso anno il meteo non è stato molto clemente, via Principi d’Acaja e San Maurizio non erano letteralmente invasi dai partecipanti come l’anno prima. Il pubblico di per sé è vario anche se è stato fortissimo fin da subito il coinvolgimento dei giovani. L’anno scorso comunque non sono mancati genitori di amici o famiglie con bambini piccoli. Quindi direi che il target poco a poco si è allargato.

Quali sono gli appuntamenti di quest’anno? E quali differenze sono state introdotte rispetto agli anni precedenti?
Il primo sarà il 17 maggio al Napoli. Il secondo sarà poi il 27 giugno a San Mauruzio e l’ultimo sarà un Aperingiro limited edition a Casa Canada, con un format leggermente diverso.

Come nelle scorse edizioni, la componente artistica rimane. La curatrice quest’anno è Chiara Gallo (nostra collaboratrice di Pinerolo InDialogo, ndr.). Si è occupata della scelta degli artisti che eseguiranno alcune opere nel corso della serata, con tema ovviamente Pinerolo. Gli artisti non sono cambiati, così come il dj, che continua ad essere Filippo Fumagalli. Novità è il gruppo dal vivo: per aprire la serata abbiamo ingaggiato un gruppo country locale che fa cover di artisti commerciali.

Abbiamo organizzato un contest su Instagram curato da Carlo Marchisio, che si è occupato di scattare alcune foto promozionali con soggetto Pinerolo. L’idea nasce dalla serie di foto scattate dal blogger Murad Osmann in giro per il mondo. Saranno premiate le dieci foto migliori, stampate ed esposte durante l’Aperingiro del 27 giugno.

E per quanto riguarda il futuro?
In tanti hanno chiesto di aumentare il numero delle location e tra le proposte c’è stata anche la Rocca di Cavour, ma l’idea è quella di rimanere nel centro storico di Pinerolo, facilmente raggiungibile. In futuro l’idea è di esportare l’Aperingiro in tutto il Piemonte.