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Pinerolo Indialogo

Maggio 2014


Dialogo tra generazioni


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Intervista a Luigi Pinchiaroglio

«Sono convinto che un percorso smart possa rivelarsi una grande opportunità per il rilancio del Pinerolese»

 di Antonio Denanni

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.5 - Maggio 2014

 

   Per noi di Pinerolo Indialogo il discorso sulla smart city non è nuovo, ne avevamo già parlato nel numero di giugno del 2012.
Oltre a questi articoli di nicchia circa un anno fa sono iniziati in città una serie di approfondimenti politici con alcuni appuntamenti formativi/informativi sull’argomento smart city. Sono iniziative nate all’interno del PD dove era allora segretario del circolo l’ing. Luigi Pinchiaroglio. Da questa esperienza è nata di recente l’Associazione La Pi.S.
Per riprendere il tema abbiamo contattato l’ing. Pinchiaroglio, anche se è in questo periodo in Australia, allargando immancabilmente, data l’attualità delle elezioni, il discorso alla politica.

Che cos’è una smart city e come si sta muovendo questo discorso in Italia?
Spesso smart city è sinonimo di città ipertecnologica. Ma la tecnologia, pur essendo il pilastro della smart city, è solo uno strumento e non il fine. Infatti una città è tanto più smart quanto più in essa è radicata una cultura in grado di creare, in modo "intelligente" e attraverso l’impiego delle nuove tecnologie, condizioni infrastrutturali e di governo per produrre opportunità di lavoro, promuovere benessere e inclusione sociale, aumentare la qualità della vita, favorire lo sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. L’Italia negli ultimi anni ha fatto parecchi passi in avanti sul tema smart, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga e numerose sono le resistenze da vincere.

E a Pinerolo che cosa si sta facendo?
Non parlerei solo della città, ma estenderei il discorso a tutto il territorio del Pinerolese nella convinzione che solo dalla sinergia fra città e territorio limitrofo possa nascere una nuova cultura smart. Sono convinto che un percorso smart possa davvero rivelarsi una grande opportunità per il rilancio/la valorizzazione di Pinerolo e del Pinerolese. Ma a fronte di questa opportunità si sta facendo poco. Per questo motivo e per stimolare l’elaborazione di idee ed un dibattito che porti alla produzione di progetti realizzabili, è stata recentemente costituita l’Associazione La.Pi.S. (Laboratorio Pinerolese per la città e il territorio Smart). Aperta a tutti, essa intende contribuire ad elevare il dibattito sullo sviluppo del nostro territorio sulla base di una visione di futuro che vada ben oltre ai ristretti confini geografici del Pinerolese.

Il discorso smart city oltre alla capacità di usare la tecnologia ha anche un’implicazione comunitaria e politica e presuppone la capacità di ascoltare i cittadini. Vi è a Pinerolo negli amministratori una disponibilità in tal senso?
Parlare di capacità di ascoltare i cittadini è limitativo in quanto il semplice ascolto sottintende un ruolo troppo passivo da parte dei cittadini. Posto che il ruolo decisionale deve rimanere in capo alla pubblica amministrazione, ai cittadini deve essere riconosciuto il ruolo di attori dei processi di cambiamento. Attori sia per gli aspetti propositivi, sia per quelli relativi alle modalità di fruire e vivere la città e il territorio.

E su questo c’è parecchio da lavorare, anche fra gli amministratori.

Una cosa a suo parere prioritaria a Pinerolo in un’ottica di smart city?
Non esiste una priorità sulla quale puntare in un’ottica smart. Smart city è un puzzle costituito da tanti tasselli, tutti insieme definiscono il modello di città/territorio che si vuole perseguire. Volendo provare ad elencare qualche tassello cito: la telemedicina; la produzione di energia da fonti rinnovabili e il contenimento dei consumi di energia; il governo e la tutela del territorio basati sulla drastica riduzione del consumo di suolo vergine; l’attivazione di sinergie con le Istituzioni universitarie e gli incubatori di impresa per favorire l’insediamento di laboratori artigianali e nuove imprese; la valorizzazione dell’offerta culturale e turistica attraverso la creazione di una rete multimediale fra tutti i soggetti oggi operanti sul territorio e quelli ad esso esterni; l’alfabetizzazione digitale della popolazione; la diffusione del wi-fi nelle aree pubbliche; l’attivazione della banda larga. Affinché tutto ciò possa realizzarsi occorre mettere in campo una buona dose di volontà politica e di coraggio.

In una logica di smart city l’avvento imminente della Città metropolitana è più un arricchimento o un handicap?
E’ sicuramente un arricchimento in quanto solo il mutuo scambio di relazioni fra grande città e territori ad essa esterni può garantire un reciproco ed equilibrato sviluppo. Ma potrà avvenire solo nella misura in cui i piccoli centri avranno la volontà e la forza di non farsi fagocitare dalla Città metropolitana e diventare semplici comparse nei percorsi decisionali.

Noi di Pinerolo Indialogo insistiamo da tempo sul collegamento ferroviario veloce con Torino. Questo argomento rientra nel discorso smart city?
Rientra a pieno titolo. D’altra parte l’attuale linea è un asse fondamentale del Sistema Ferroviario Metropolitano la cui attivazione è stata possibile con l’entrata in esercizio del Passante ferroviario di Torino. Il raddoppio della Torino-Pinerolo, la realizzazione di un tronchino di collegamento con l’area industriale di Pinerolo rappresentano investimenti molto importanti per la nostra zona. Il problema vero è che questi investimenti non sono ritenuti strategici e prioritari per RFI. Compito della politica, a livello locale e di Città metropolitana, è quello di trovare soluzioni al problema nella consapevolezza che una mobilità efficiente e sostenibile dal punto di vista ambientale è fondamentale per raggiungere obiettivi smart.

Veniamo alle prossime elezioni regionali ed europee. Penso che lei voterà per il candidato del PD Elvio Rostagno. Al di là di questa scelta di parte, chi si candida a rappresentare il territorio che garanzie dovrebbe dare ai pinerolesi?
Purtroppo la mia assenza da Pinerolo per lavoro non mi permetterà di votare. Ovviamente il mio sostegno va a Elvio Rostagno per le sue capacità di amministrare e di garantire la rappresentanza del nostro territorio, delle sue istanze, della sua volontà di svilupparsi non in contrapposizione a Torino o ad altre aree, ma in sinergia con essi valorizzandone gli aspetti complementari.

Al di là della crisi economica io credo che a livello di territorio stiamo pagando l’assenza di una politica di rappresentanza e di raccordo con le istituzioni superiori. Che cosa ci dice in proposito?
Sono d’accordo. Dal 2006 al 2013 in sostanza c’è stato un vero e proprio vuoto di rappresentanza politica del territorio con il livello nazionale, e dal 2010 con il livello regionale. Ma la rappresentanza nelle istituzioni non è l’unico strumento di raccordo con i livelli superiori. La progettualità di un territorio e la sua capacità di essere attrattore di interessi sono un’altra leva sulla quale le politiche smart devono incidere.

Ritorniamo al discorso smartcities. Oltre al collegamento con Torino e alla banda larga, noi vediamo come elemento strategico per Pinerolo il centro storico. La città intelligente ci può dire qualcosa in proposito?
La riqualificazione dei centri storici rappresenta uno degli assi di intervento evidenziati nel "Vademecum per la città intelligente" messo a punto dall’"Osservatorio Nazionale Smart City" dell’ANCI. Su questo tema è necessario che Pinerolo attivi a breve politiche concrete. Occorre peraltro evidenziare che alcune idee sono già sul tavolo di discussione.

Un’ultima domanda legata alla sua attuale esperienza lavorativa che la porta a vivere in Australia. Com’è Pinerolo vista dal Paese dei canguri?
I 16.000 chilometri che mi separano da Pinerolo, fanno sentire la mia città ancora più vicina e rafforzano il mio impegno per contribuire a renderla smart. Sydney è una città molto vivibile, con un sistema di treni metropolitani efficiente, che ha saputo fare della sua recente storia, complice anche l’eccellente posizione, un’attrattiva turistica e culturale. Pinerolo ovviamente non è Sydney. Non ha la baia con il suo ponte, non ha l’Opera House, non ha edifici in stile vittoriano, non si affaccia sul Pacifico ove è possibile praticare il surf. Tuttavia ha delle sue peculiarità storiche, culturali, artistiche ed ambientali che occorre valorizzare in modo smart, e quindi con intelligenza.