Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Pinerolo Indialogo

Luglio 2014


Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 Donne del pinerolese



Isa Demaria

Una vita tra i libri e l'ambiente

di Sara Nosenzo  

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.7-8 - Luglio 2014

 

 Isa Demaria è per 25 anni coordinatrice prima e direttrice poi della Biblioteca Alliaudi. Si interessa delle problematiche sociali fin dalla giovane età, partecipando attivamente ai movimenti studenteschi e operai del ’68.

Isa Demaria, una vita tra i libri. Ci racconta il suo percorso esistenziale?
   Ho vissuto sulla pelle il movimento giovanile del ’68: un periodo che mi ha influenzata moltissimo e che faceva credere che le cose potevano essere cambiate. Il desiderio di cambiare il mondo mi è sempre appartenuto, così dopo il ’68 ho abbracciato il femminismo anche per quelle donne che non avevano avuto una famiglia "permissiva" come la mia. Dopo questa avventura aderisco al movimento ambientalista e attualmente sono la presidente di Legambiente di Pinerolo. Ho avuto la fortuna di amare il mio lavoro. Ci tengo a precisare che il compito del bibliotecario è trasmettere alle persone l’amore per la lettura.

Quindi biblioteca e ambiente. Ci racconta di quest’ultima passione?
   L’ambiente è intorno a noi, siamo noi. Bisogna capire che è vero che il pianeta soffre i cambiamenti a cui è sottoposto, ma sopravvive. Sono le persone che sopravvivono male al disagio ambientale. Fare la cosa giusta in questo ambito significa adottare come criterio la giustizia sociale: io credo che le cose si facciano principalmente per se stessi, non per forza per un tornaconto, ma piuttosto per migliorare qualcosa che serve in primis a noi stessi e di conseguenza a tutte le altre persone. Dal disagio personale si possono cambiare i disagi sociali e globali.

Qual è la situazione del territorio dal punto di vista ambientale?
  
È un territorio pieno d’acqua, con l’aria abbastanza pulita, un panorama meraviglioso e un’agricoltura florida. Vi sono però dei problemi legati alla città dal punto di vista urbano: si potrebbero riqualificare gli edifici esistenti invece di costruirne dei nuovi; sui rifiuti, anche se la raccolta non è delle peggiori, non è nemmeno tra le migliori. Il clima è diventato sempre più inclemente a causa di alluvioni e piogge violente, e l’agricoltura, che secondo me potrebbe essere maggiormente valorizzata.

Tornando alla sua gioventù, quali differenze vede tra i giovani di allora e quelli di oggi?
   I giovani non sono diversi, sono diverse le circostanze, i contesti, lo spirito. Ai miei tempi le persone sentivano il profumo del cambiamento misto al sapore della speranza. Temo che di questi tempi i giovani abbiano perso proprio il sentore della speranza. Se prima si usava molto la parola, questa oggi è stata sostituita da molte notizie sconclusionate e da una comunicazione limitata alla ricezione di un tweet.

Ci può parlare del progetto comunale sulla caserma Bochard?
  
Il Comune sta acquisendo la caserma Bochard, nella quale si contano quattro edifici, più un’area spaziosa. L’ex Palazzina Comando e l’edificio di fronte si è pensato di riconvertirli per ospitare la biblioteca di Pinerolo. Questo purtroppo crea delle perplessità: lo spazio potrebbe essere insufficiente e gli ambienti, piccole aule, non sono consoni alle esigenze moderne che le biblioteche devono avere.

Per concludere, una carenza da stigmatizzare e un auspicio per questa nostra città?
  
La partecipazione: bisognerebbe attivare strumenti per agevolare la partecipazione della gente sulle iniziative urbanistiche e sulla vita del territorio. Come auspicio spero che questa crisi economica, e non solo, dia una spinta a reagire per curare e migliorare tutto ciò che ci circonda.