Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 



Pinerolo Indialogo

Luglio 2014


Dialogo tra generazioni
 
Home Page :: Indietro

 Lettere al giornale 

 

Bretton Woods
70 anni fa il primo governo mondiale dell'economia

 

di Elvio Fassone

 

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.7-8 - Luglio 2014

 
Bretton Woods è una cittadina del New Hampsire (USA), più piccola di Pinerolo; è un grazioso luogo di villeggiatura circondato dalla Foresta nazionale delle Montagne Bianche. Non era mai stata teatro di battaglie, non aveva dato i natali ad alcun personaggio celebre, nessun evento di rilievo l’aveva mai coinvolta sino al primo luglio 1944, esattamente settanta anni fa. Fra le tante ricorrenze che vengono celebrate in questi mesi che conducono alla Liberazione, nessuna attenzione è stata e sarà destinata a quella data, che tuttavia la meriterebbe.

Perché ricordarla? Perché nel luglio di settant’anni or sono, subito dopo lo sbarco in Normandia, in quella cittadina alla periferia degli States, al riparo da possibili incursioni o azioni di guerra, si riunirono i rappresentanti dei 44 Paesi impegnati contro l’Asse per deliberare su una materia del tutto inedita e oggi tornata di drammatica attualità: il governo mondiale dell’economia.

Mentre in altre sedi si stava decidendo come concludere la guerra, come sostituire la fallimentare Società delle Nazioni, e come costruire un ordinamento sovra-nazionale che preservasse il mondo da altri conflitti, a Bretton Woods si affrontò il problema di un possibile ordine nuovo di quella economia che, lasciata a se stessa, era stata squassata dalla crisi del 1929 e poi ulteriormente devastata dallo scontro bellico.

La Convenzione durò poco, una ventina di giorni, ma concluse molto più di quanto riescono a fare gli Stati europei di oggi. I Paesi partecipanti sapevano che la "Grande Crisi" era nata da una esagerata polarizzazione della ricchezza (chi si rivede!), a sua volta dovuta all’aumento della produttività non accompagnato da una crescita del potere d’acquisto dei ceti medio-bassi; avevano constatato i danni della crescita smisurata della speculazione finanziaria, priva di leggi regolatrici; avevano provato i disastri delle bolle speculative, l’inutile corsa alle banche dei risparmiatori e i fallimenti a catena; ed avevano sperimentato che le politiche restrittive di Hoover sapevano produrre unicamente il crollo degli investimenti, seguito dal circolo vizioso dei licenziamenti, della contrazione della domanda, dei nuovi fallimenti e via a ripetere.

Quei governanti non avevano forse le cognizioni che sono maturate nei decenni successivi, ma una cosa era loro chiara: che bisognava agire a livello sopra-nazionale, combattendo l’economia drogata dalla finanza e dando vita ad un’economia solidale, guidata da regole condivise. Volevano una propria unità monetaria (il bancor) che doveva sostituire l’oro; un’Unione di compensazione, che intervenisse con aperture di credito a favore dei Paesi in temporaneo disavanzo; volevano, e realizzarono, una Banca mondiale per la ricostruzione e per agevolare l’equilibrio delle bilance dei pagamenti, ovviamente più disastrate nei Paesi che erano stati teatro diretto della guerra.

Non tutto fu attuato, per le resistenze di alcuni dei Paesi più forti; ma, sia pure in modo incompleto, il sistema di compensazioni multilaterali fu creato (anche la Germania sconfitta ne beneficiò!) e il primo dopoguerra fu una stagione di crescita senza uguali.

Poi nel 1971 gli USA, dissanguati dalle loro varie guerre, incominciarono a produrre inflazione e ad esportarla nel mondo, e Nixon pretese di sganciare il dollaro dall’oro e di dare inizio alla libera fluttuazione dei cambi. Era il primo capitolo della deregulation, la rivincita del neo-liberismo sfrenato e del "pensiero unico" degli anni ‘80 e ‘90, la premessa della seconda micidiale crisi, nella quale navighiamo tuttora. Due modi diversi di vedere il mondo.

Primo luglio 1944 - primo luglio 2014: dalla Convenzione di Bretton Woods al semestre di presidenza italiana dell’UE. C’è qualche speranza che la storia insegni?