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Pinerolo Indialogo

Settembre 2014


Dialogo tra generazioni

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 Donne del pinerolese 



Elena Privitera

La signora "En Plein Air"

di Sara Nosenzo  

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.9 Settembre 2014

 

Dire Elena Privitera, che di recente ha ricevuto il premio Pinarolium, è come dire, in città, En Plein Air: un’associazione e una cascina fuori Pinerolo diventata da ormai vent’anni sede di mostre di arte contemporanea. In questi giorni ospita le opere di Luigina Turri nell’ambito del Premio Internazionale ORA.

Ci racconti di questa avventura…
Tutto inizia nel ’94, proprio in questa cascina dove ora ci troviamo. Allora vi abitavo e la sinergia del luogo, delle pietre vecchie, del fiume, del passato mi ha portato all’arte contemporanea e così abbiamo deciso di aprire uno spazio per le mostre.

Che cos’è l’arte in particolare quella contemporanea?
L’arte contemporanea è l’oggi, sono i giovani, le esperienze... le nostre esperienze passate, l’umanità che si muove. È un qualcosa che si ha dentro, che si ha o non si ha, indipendentemente dal corso di studi. Io ho sempre avuto una grande passione per l’arte. Ognuno è artista, in un modo o in un altro. Per dare una definizione di arte, mi verrebbe da dire che è tutto ciò che ci permette di esprimerci: un’idea, un concetto, un artefatto... Da non confondere con un hobby.

Lei ha ragione, molti considerano l’arte come un hobby a se stante, quindi le chiedo: si può vivere d’arte?
Sì, si può. Naturalmente la cosa può nascere come un hobby, ma se viene sviluppata, studiando, arricchendosi di esperienze e dall’incontro con persone diverse, permette di farne un mestiere; diverso certamente da un lavoro più restrittivo, soprattutto dal punto di vista delle relazioni sociali, ma pur sempre un lavoro in cui si mette tempo, riflessione e impegno.

In questo piccolo territorio di 150 mila abitanti che è il Pinerolese, non le sembra che ci sia dal punto di vista artistico un po’ troppo provincialismo?
Io amo la provincia perché permette di essere più a contatto con la gente, ma devo dire di sì, purtroppo anche nel mondo dell’arte c’è provincialismo. È un modo di vedere il territorio come scontato, banale; e questo è molto nocivo. Ed è un peccato ora che l’arte è fruibile da tutti.

Che cosa manca, secondo lei, in questa città a livello di politiche culturali?
Si fa tanta offerta culturale; andrebbe però più convogliata, diretta e sostenuta, non necessariamente dal punto di vista economico, ma con degli appoggi, incontri, valorizzazioni.

Un consiglio per questa città in crisi?
Bisogna puntare di più sul turismo, sul patrimonio che ha il Pinerolese, sui musei, magari aprendo degli spazi così da ampliare le offerte culturali per la gente di Pinerolo e non solo. Inoltre bisogna dare spazio e puntare sui giovani perché hanno davvero molto da offrire.

Progetti per il futuro di En Plein Air?
In tutta Europa siamo conosciuti per degli eventi a progetto a cui sono collegate le mostre, continueremo con queste progettualità. Inoltre nel nostro immediato futuro c’è ancora il progetto Maionese dedicato alle donne (citazione da un haiku di Jack Kerouac), quest’anno festeggiamo il suo 17esimo compleanno.