Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo Settembre 2014

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

I Within Issue 


di Isidoro Concas

Pinerolo Indialogo - Anno 5 - N.9 - Settembre 2014

 

  I Within Issue sono un trio alternative rock di Pinerolo, vincitore dell’edizione 2014 del Rock n’Wolf, festival musicale di Cantalupa, nel quale la formazione ha esordito aggiudicandosi la vittoria. Dopo la pausa estiva, li abbiamo intervistati per sapere quali saranno i loro progetti futuri.

Dunque, poco più di un mese fa avete riscosso il vostro primo successo al Rock n’Wolf, dove siete comparsi in pubblico per la prima volta proponendo già dei pezzi originali. Cosa vi ha fatto scegliere questo palco?
Dopo aver cominciato a suonare, abbiamo cominciato a cercare un palco su cui esibirci, ed il Rock n’Wolf ci è parso la scelta migliore, anche se non avremmo mai pensato di vincere, perché è un evento tutto sommato non troppo grosso, della zona, dove avremmo suonato davanti a molte persone che già ci conoscevano ed in un ambiente interessante, con altri gruppi con cui mettersi alla prova ed un buon suono. C’è stato anche un elemento scaramantico, visto che il primo che Gabri, il batterista, ha fatto, è stato proprio lì, tre anni fa, con i Ghosts Of Destiny, gruppo che poi ha vinto quell’edizione.

La scelta di una formazione a trio è poco frequente ed audace, perché lascia molta responsabilità ad ognuno dei tre musicisti, e richiede molto legame tra loro: in che maniera avete sviluppato il vostro sound rispetto alla vostra formazione?
Siamo partiti ispirandoci ad un suono simile ai Foo Fighters od ai Queens of the Stone Age, ma sin dalle prime prove ci siamo spostati verso un suono più nostro, con più psichedelica e meno aggressività, mantenendo però nelle canzoni una struttura base che esce quasi istintiva ascoltando rock, elemento comune del nostro background. Spesso le idee per i pezzi nascono separatamente, ce le si invia in versione primordiale registrandole con Whatsapp e poi ci si ritrova nella tavernetta di Marco, la nostra sala prove fatta in casa, per lavorarci su. Spesso nel comporre si cerca di mettere un qualcosa che attiri l’attenzione, che faccia dire "senti come suona bene", che sia distintivo, ma al di là di questo, essendo agli inizi non abbiamo ancora uno schema fisso.

Voi siete tra i pochi gruppi emergenti che hanno la propria base a Pinerolo: qual è la vostra opinione sulla scena musicale della città?
Da fuori può sembrare che la scena sia un po’ ferma, ma il fatto è che Pinerolo stessa non offre molte occasioni per chi suona, si può dire che è un po’ morta, o anziana. Spesso per fare musica nei locali basta un dj, se fai musica tua non trovi molte offerte, mentre già con dei gruppi cover di musica italiana c’è più probabilità di avere qualche data, e spesso molti gruppi rimangono fermi alle cover e dopo un po’ si annoiano e si sciolgono. Il problema è che mancano posti che assicurino un po’ di date di rodaggio per i nuovi gruppi, che invitino chi sta sotto il palco a prendere a sua volta in mano gli strumenti, o magari cose come il Rock in Oratorium, che permetteva a più band di suonare insieme, creando collaborazioni all’interno della scena. Ormai si può dire che a Pinerolo una band si scalda, mentre la vera partita si gioca a Torino. Noi, adesso, abbiamo intenzione di cominciare a fare qualche concerto in zona, dopo aver detto "noi ci siamo" al Rock n’Wolf, e nel frattempo stiamo rivedendo i nostri pezzi e scrivendone altri. Sentirete parlare di noi.