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Novembre 2015

Dialogo tra generazioni

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 Giovani & Lavoro 

Intervista a Stefano Galoppo, consulente del lavoro

«A circa il 60% dei tirocinanti viene fatta una proposta di lavoro»


di Aurora Fusillo

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.11 Novembre 2015

Oggi, in Italia, i consulenti del lavoro sono molto numerosi, per via del tessuto produttivo italiano centrato sulla micro e piccola impresa e soprattutto per il notevole apparato burocratico connesso al lavoro che rendono indispensabile questa figura. Questo mese abbiamo intervistato Stefano Galoppo, Consulente del Lavoro a Pinerolo da più di 10 anni.

Lei è consulente del lavoro, di cosa si occupa di preciso questa figura professionale?
Seguiamo tutte le tipologie di aziende presenti sul territorio, dalla piccola azienda artigiana alle industrie. La professione di consulente del lavoro è molto ampia, però si occupa della parte relativa alle risorse umane.

Cosa è cambiato nel mondo del lavoro con il Jobs Act?
Ho visto un maggiore interesse delle aziende verso una tipologia di contratto che prima non era tanto utilizzata. Sono state eliminate determinate agevolazioni (es. quelle per i lavoratori in mobilità) ma con l’introduzione del contatto a tutele crescenti, con le agevolazioni triennali, le imprese, a parità di costi, possono assumere con più facilità, dando anche maggiore leggerezza alla stipula del contratto di lavoro.

Quali sono le richieste più comuni da parte delle aziende?
Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo, a volte è molto difficile trovare la figura di impiegato amministrativo perché spesso manca la conoscenza dei processi aziendali, che purtroppo si crea solo con l’esperienza. Questo in parte è dovuto alla mancanza di interventi formativi che possono accontentare la domanda. Oltre le mansioni, quello che mi richiedono le aziende è un percorso di prova "allungato", quindi il tirocinante viene spesso inserito con i voucher, per circa tre mesi, poi si sfocia in un tirocinio di sei mesi e poi, eventualmente, in un contratto di apprendistato. In ogni caso, quello che chiedono le imprese, è spendere sempre meno.

A quale percentuale di giovani, dopo il tirocinio, viene proposto un contratto di apprendistato ?
A circa il 60 % dei giovani tirocinanti.

Per diventare consulente del lavoro, bisogna avere dei requisiti particolari?
È necessaria la laurea in determinate discipline (economiche, giuridiche..) e, dopo questa, si può fare richiesta per diventare praticante (18 mesi, poco retribuiti); al termine si affronta l’esame finale che comprende tutte le discipline attinenti alla professione (fiscale, del lavoro, previdenza sociale..).

Consiglierebbe ad un giovane di intraprendere questa professione?
Sì, si torna a casa soddisfatti ed essendo una materia molto ampia ci si può specializzare in determinate nicchie e se uno ha la possibilità di seguire ciò che gli piace, ci sono buone prospettive.

Quali sono i settori più trainanti nel Pinerolese?
Colf e badanti. Ultimamente questa categoria, nel mio ambito lavorativo, ha portato una buona fetta di mercato, ed è sicuramente un settore in espansione.

Quale consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere una piccola attività di impresa?
Farsi bene i conti di quello che può generare come profitto; bisogna considerare i regimi fiscali ai quali si può aderire. Agli inizi conviene puntare sulle imprese individuali, per la semplicità nell’avvio.