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Pinerolo Indialogo

Novembre 2015

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


"Sciroppo di Lumaca" di Mercè Framis

Rappresentazione al Teatro del Lavoro

di Sara Nosenzo

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.11 - Novembre 2015

Uno spettacolo per famiglie, ma come ha voluto ricordare la direttrice artistica Georgina Castro Küstner: «L’arte anche se pensata per un target può raggiungere ogni tipo di persona». Si spengono le luci e l’atmosfera del teatro, composto da volte in mattoni a vista, risulta già suggestiva; il tutto si tinge di mistero alla comparsa di una scatola sul centro della scena, di fronte a tre pannelli. «Cosa ci sarà in questa scatola?» si chiede la narratrice stringendo tra le mani il contenitore colorato: allo schiudersi del coperchio inizia la storia.

Clara è una dottoressa, una di quelli che curano i suoi pazienti, che vive in una casa molto alta con una capretta e una palla rimbalzina. Con canzoni, immagini e ombre proiettate sui teli prende vita una giornata lavorativa della giovane protagonista le cui dimensioni sono molto ridotte. I suoi pazienti, tutti con strane patologie, vengono curati con medicine artigianali contenenti vari elementi, anche in questo l’inventiva prende il sopravvento. I più scettici potrebbero commentare: «È per bambini». Forse è vero: la trama è semplice e la narrazione è spesso frammentata da canzonette per aiutare i bambini, alcuni piccolissimi, alla comprensione. Ma alcuni elementi sono chiari elementi di richiamo a un insieme di conoscenze totalmente appartenenti al mondo degli adulti. Primo chiaro esempio la rappresentazione della malattia di Martino, primo paziente di Clara: il ragazzo non sa vestirsi. Il tutto viene rappresentato come un quadro di Picasso: braccia scomposte, occhi con ciglia spesse nere e colori sovrapposti che riempiono forme spigolose. Un chiaro omaggio all’artista spagnolo. Una storia per bambini leggera che fa pensare anche i più grandi.

Mercè Framis, la compagnia di questo spettacolo, prende il nome dall’ideatrice e narratrice della storia che muove i suoi primi passi in campo artistico nel 1989 a Barcellona. L’accento ne tradisce la provenienza e dona alla narrazione un carattere forte e famigliare. Il lavoro dietro le quinte è ingente: i personaggi devono muoversi, sparire completamente o per metà dagli scenari, avere una voce e interagire con Mercè Framis in persona nelle scene in cui l’oggetto e il suo creatore interagiscono. Lavoro ancora più ammirato all’apertura del sipario quando le due artiste invitano i presenti a scoprire come si può dar vita a una storia con fogli di plastica colorati e proiettori. Un momento speciale: non tutti gli artisti sono aperti a mostrare i propri trucchi.

Questo mondo affascinante sarà offerto la domenica alle 15.30, in questa nuovissima rassegna domenicale, presso il Teatro del Lavoro con un susseguirsi di artisti internazionali che mostreranno, ognuno con la propria tecnica, la bravura e l’inventiva che li contraddistingue. Molte persone non si sono recate al Teatro del Lavoro e questo è una mancanza. È un chiaro esempio per Pinerolo di dedizione e amore incondizionato per l’arte e per lo spettacolo. Rinnovo l’invito di Georgina a partecipare ai prossimi appuntamenti: verrete accolti come in famiglia e non potrete pentirvi di essere passati al Teatro del Lavoro.

Prossimo appuntamento domenica 8 novembre alle 15.30 con uno spettacolo di teatro disegnato dal rinomato Gek Tessaro.